Savoiardi

Il savoiardo è il tipo di prodotto che pensi di non poter mai fare a casa, in particolare per la forma che sembra un grandissimo mistero! Per cui spesso la reazione di chi si imbatte per la prima volta nella ricetta di questo biscotto tipico della tradizione italiana è di stupore, soprattutto nello scoprire che altro non è se non “pan di spagna modellabile!” . Gli ingredienti, infatti, sono gli stessi, ma la diversa lavorazione delle uova e la diversa percentuale di farina fa si che l’impasto montato mantenga la forma che gli viene data con il sac à poche.  Come ogni ricetta tradizionale che si rispetti, anche per il savoiardo esistono molte versioni. Io in questa ricetta ho seguito la ricetta di Luca Montersino. Ma penso che ne proverò anche altre! Occhiolino
Do you ever heard about Savoiardo biscuits? It is such a tipical Italian plain biscuit which is made with the same ingredients of the sponge cake (in Italian: pan di spagna, literally bread of Spain, also called genoìse, since it was created by an baker of Genova in honor of the Spanish king) wich is used in many tipical Italian desserts like Tiramisù or Trifle. The ingredients are the same, but the method is lightly different. There are many version, of course. This time I used Mr Montersino recipe!

2012-12-16 13.12.39

I miei non sono perfetti nella forma, ma sono buonissimi anche da soli! Se volete esser peferzionisti ho da poco scoperto che esiste una teglia fattapposta”, come ad esempio quello che ha usato Francesca nel suo blog qualche tempo fa.
Actually mine aren’t perfect! But… they taste really good! However be informed that you ca buy some specific molded baking tin which shall give you great results, like this!

Se qualcosa dovesse andare storto nella lavorazione, e quindi l’impasto non risulterà abbastanza fermo, non disperate: colate il tutto in una teglia e fate finta che volevate fare un un pan di spagna comunque buonissimo! ;D
Should sometimes will go wrong and you will be not able to properly squeeze the mixture through the sac à poche, just pour it in a pan and bake a sponge cake! It will be ok as well.. for another recipe!!!

Ingredienti (Ingredients):

  • 150g di albumi (egg withes)
  • 180g di zucchero semolato  (sugar)
  • 130g di tuorli (yolk)
  • 40g di miele (honey)
  • 75g di amido di riso (io fecola di patate) (potato or rice starch)
  • 170g di farina 00 o di riso (plain flour or rice flour)
  • zucchero a velo (icing sugar)
    *Se usate farina di riso il prodotto sarà del tutto gluten free.
    *should you use rice flour the recipe shall be gluten free.

Procedimento (Directions):

  1. Montare con la frusta gli albumi con lo zucchero semolato, fino ad ottenere una massa stabile ma non troppo compatta.
    (Whip the egg whites with the sugar until fluffy but not too much thick)
  2. Mescolate i tuorli con il miele e incorporateli agli albumi mescolando con una spatola con movimenti dal basso verso l’alto cercando di non smontare la massa.
    (Mix the yolks with the honey using a fork then mix the yolks to the whipped whites with down to the top movements)
  3. Unite infine la farina e l’amido (o la fecola) setacciate insieme. Trasferite il composto in un sac à poche con bocchetta tonda liscia di 10/12mm.
    (Add the flour and the starch using a sieve and mix with gentle movements . Transfer the mixture in the sac à poche and squeeze it in a baking tin in the shape that you like. The classic uone is long and tight)
  4. Formate con il sac à poche dei bastoncini su carta da forno, spolverizzate con zucchero a velo. Lasciate assorbire lo zucchero quindi spolverateli una seconda volta (aiuterà la formazione della crosticina) (Dust with icing sugar two times ).
    2012-12-16 12.50.03
  5. Cuocere a 220°C per circa 7minuti. (Cook at 428°F for 7 minutes)

2012-12-16 13.09.05

Piccola anticipazione sulla prossima ricetta… cuoceremo il savoiardo sopra dei bastoncini di legno (tipo quelli del gelato, si vendono anche sfusi) e ne faremo… Tiramisù su steccooooooooo!!!! Sorpresa
Guess what? For the next recipe we will use the savoiardo biscuits on a stick… we will make Lollipop Tiramisù!!! Go and buy some ice cream sticks! ;D


Potrebbero interessarti anche: (see also)

bisquit per rotoli P1012766 Biscotto charlotte

Annunci

Lasagne al Forno… e una novità!

Come avete trascorso il finesettimana, amici? Scommetto che tanti di voi hanno mangiato la lasagna al forno! Ed è proprio di questo grande classico della domenica che parliamo oggi! Lo so già che la vostra preferita è quella di vostra madre/nonna/zia o proprio la vostra. Ma nel caso in cui nessuno ancora vi abbia insegnato come farla o volete provare la mia ricetta eccomi ad accontentarvi! Naturalmente aspetto di conoscere anche la vostra versione o il vostro piccolo segreto! 😉
How was your weekend, my friends? Likely someone of you ate Lasagna last sunday, isn’t it? And today we will speak about that, the Queen on Sunday! Maybe your favourite lasagna is your mother/aunt one and likely they tought you how to prepare it. However here is my recipe, in case you didn’t have one yet or you just want to try another one. Of course I look forword to hear from you about your one!!!

La novità riguarda una mia nuova collaborazione: d’ora in poi scriverò le mie ricette anche per un sito inglese di cultura italiana (Understanding Italy) e la prima ricetta che ho voluto scrivere per loro è proprio quella della lasagna al forno: dopo aver letto in alcuni libri inglesi una ricetta che prevedeva l’uso delle sottilette mi sono sentita in dovere di correre in soccorso degli amici anglofoni con qualcosa che fosse più veritiero all’Italian Style!
But I have also a news expecially for english readers! I started a collaboration with Understanding Italy, a website that deal with Italian culture. From now on I will write some recipe also for their website and the Lasagna al forno is the first one! I hope you will enjoy it! You can find it at that webpage.

lasagna al forno

Si sa che ogni madre di famiglia ha la sua ricetta, la sua personalizzazione, la sua piccola eresia rispetto al copione che rende il piatto unico ed irripetibile, per questo non ho osato chiamarla “lasagna alla bolognese”. Oltretutto, più ci si sposta a sud, più la lasagna viene arricchita di formaggi, salumi, calorie… La versione che vi propongo è la mia preferita, sostanziosa e golosa ma non “esagerata” (almeno… non troppo!!!), addizionata di mozzarella e uova sode.

Ingredienti: (For ingredients and directions please click here)

  • 1/2 lit. besciamella (potete seguire questa ricetta)
  • 250g lasagne all’uovo (fresche o secche come preferite)
  • 150g mozzarella fiordilatte
  • 3 uova sode (facoltative)
    per il ragù
  • 400 g macinato di misto (manzo e maiale)
  • 80 g concentrato di pomodoro
  • 1 carota
  • 1 cipollae
  • 1 costa di sedano
  • brodo o acqua q.b.
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • olio evo e burro q.b.
  • sale e pepe q.b.

Procedimento

Continua a leggere “Lasagne al Forno… e una novità!”

“Faij e fogghij” buone anche per un brunch! :O

Faij e Fogghij, fuori dalla Puglia, Fave e Verdure…

Purè di fave

Non è un piatto, è un racconto.
Il racconto dei contadini che svuotavano intere pagnotte per riempirle di purè di fave e consumarle nei campi, a metà della giornata di fatica e lavoro.
Il racconto del mestolo di legno che da noi si chiama “cucchiara ti li faij” (cucchiaio delle fave) tanto è radicato questo piatto nella nostra tradizione.
Il racconto di ogni venerdì in cui dopo la scuola mia nonna ci faceva trovare “li faij” con i bastoncini di pesce fritto o qualche volta i gamberetti fritti.
Il racconto dei prodotti della terra, ognuno dei quali si sposa bene con questo purè: li fogghij (lett. le foglie, ma significa verdura di campagna, che cresce spontanea e soprattutto amara), gli ortaggi tutti, i pomodori, i peperoni verdi fritti, persino la frutta, l’uva e le mele in primis.
E’ il racconto del pane raffermo che non va buttato, ma tagliato a pezzi e mischiato al purè.
E’ il racconto del giorno dopo, in cui scaldi le fave con un filo d’olio e rendi un avanzo più buono e ricco.
E’ il racconto della “spurchia” da estirpare da sotto le piante delle fave, dei baccelli secchi da calpestare con i piedi, delle vecchiette sedute nei cortili che “mozzicano le fave” con delle pietre per ingannare i lunghi pomeriggi di fine estate. Le puoi sentire dalla strada, puoi sentire quel ritmo cadenzato sempre uguale che quasi concilia il sonno.
E’ il racconto delle pignate sul fuoco e della cucina antica ed autentica.
E’ il racconto di innamorati il cui core batte per l’amata e “scquacquarescia comu ‘na pignata di faij” (=fa il rumore delle fave in ebollizione nella pignata sul fuoco).

E’ il racconto della mia vita. E’ il mio piatto preferito. E’ povero e ricco allo stesso tempo. Non c’è niente come le fave. Non cc’è nientij comu li faij.

E come si fanno le fave? La prima volta che le ho cucinate avevo circa 14 anni, mi sembrò una cosa semplice in fin dei conti, bisognava solo fare attenzione a non farle attaccare al fondo della pentola. Mia madre mi elogiò dicendo che non era da tutti esserne capaci. In verità la cosa “difficile” o meglio “laboriosa” delle fave è il contorno! A casa mia le fave si accompagnano con di tutto e di più (un po’ l’utilizzo che al nord si fa della polenta, ma assolutamente non c’è paragone: le fave sono buone anche senza niente!!!): insalata di pomodori e caroselle (detta acqua e sale), friggitelli fritti e salati con sale grosso, peperonata e naturalmente li fogghij: la verdura. Quella che c’è. A me piacciono moltissimo anche con la frutta!

Ogni famiglia ha la sua ricetta e segreto di preparazione. La ricetta che indico qui è quella che mi ha insegnato mia madre, che a sua volta l’ha appresa dai suoi genitori, e che grosso modo corrisponde anche al modo di prepararle di mia nonna paterna. Mi sono concessa una piccola divagazione SOLO sulla presentazione in bicchierini che lasceranno i vostri amici superfighi del brunch senza parole e soprattutto desiderosi di averne ancora!!! Il gusto, ve lo assicuro, è superautentico D.O.C.G.! Occhiolino

P1010512

Ingredienti:

  • ‘na francata di faij secchi a testa (= per ogni persona contare una quantità di fave secche contenuta nelle mani “a coppetta” di una donna adulta e non esile!)
  • acqua (q.b. a coprire a filo le fave nella pentola)
  • sale (meglio poco, al massimo se ne aggiunge alla fiine)
  • olio di oliva della Puglia (circa due cucchiai a testa)
  • pane raffermo
  • verdure, ortaggi, friggitelli, lampascioni, insalata di pomodori, …di tutto e di più

Regole d’oro:

  • Mettere a bagno le fave secche poche ore! L’ideale è metterle a bagno la mattina presto (es. 6:00) per cuocerle verso la tarda mattinata. Mai metterle a bagno dalla sera prima, perdono tutto il sapore (nonno docet).
  • Le fave devono essere tutte della stessa “mamma”, ovvero provenire da uno stesso raccolto (o essere della stessa grandezza), altrimenti le singole fave cuoceranno in tempi diversi o peggio ne rimarrà qualcuna cruda (nonna docet).
  • Di regola appena l’acqua inizia a bollire bisogna eliminare con una schiumarola la schiuma che fuoriesce dalle fave. Mio nonno era contrario. Dipende dai gusti!
  • Evitare di aggiungere le patate (alcune scuole di pensiero le prevedono, a me piacciono senza!) o di cuocere le fave in un brodo (come fa la Parodi, ma dove l’ha visto??!!)
  • Ricordate che le fave per la prima fase della cottura vanno lasciate in pace, mescolatele il più tardi possibile (quando l’acqua sarà quasi completamente assorbita).
  • Occhio agli schizzi in fase di ebollizione: a parte il colore, dovete considerare il purè di fave lava!
  • Le fave dopo la cottura vanno sbattute con forza cu la cucchiara ti li faij (con il mestolo di legno). Ma va bene anche aiutarsi con uno sbattitore elettrico!!!

P1010509

Procedimento:

Continua a leggere ““Faij e fogghij” buone anche per un brunch! :O”