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Mini Mimosa (senza latticini e senza glutine)

Non è mai una banalità festeggiare l’essere donna e, sebbene abbiamo fatto tanti passi avanti, alcuni pregiudizi e credenze legate al genere ancora sussistono, per cui ben venga la sensibilizzazione su certi temi, il che non significa limitarsi a farlo solo un giorno all’anno, quindi al bando le polemiche sterili ed inutili. E un pensiero speciale va alle donne e bimbi Ucraini in questo momento, forse proprio inconsciamente pensando a loro che ho scelto questo piatto giallo e blu.

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Il mio festeggiare la donna è classico rivisitato: mini mimose senza glutine e senza latticini.

Senza latticini perché come ormai saprete mi sono scoperta intollerante a lattosio e caseina e li sto eliminando quasi del tutto, senza glutine perché ieri avevo finito la farina 00 e mi restava da consumare della farina di riso e mi son detta: perché no!

Il procedimento non è troppo elaborato e potete preparare la crema con l’ausilio del microonde. Se non avete problemi di intolleranze, sentitevi liberi di adattare questa idea (e di migliorarla) alle vostre ricette di base collaudate.

Ingredienti per le Mini Mimose senza latticini e senza glutine:

Per il pan di spagna con farina di riso

  • 200g farina impalpabile di riso (oppure farina 00 se non avete problemi con il glutine)
  • 200g di zucchero (*)
  • 300g uova (circa 6 uova medie)
  • una bustina di lievito istantaneo vanigliato

*se volete una versione anche senza zucchero, sostituite lo zucchero pari peso con maltitolo (occhio però alle porzioni perché può avere effetti lassativi).

Per la crema chantilly senza latticini (1/2 dose)

  • 250 ml latte vegetale (io uso latte di mandorla oppure d’avena)
  • 2 cucchiai colmi di zucchero
  • 35g di amido di riso e amido di mais (metà e metà) (se non avete problemi con il glutine va bene anche amido di frumento)
  • buccia di un limone bio
  • due tuorli (o un uovo piccolo)
  • panna vegetale zuccherata da montare
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Come preparare la mimosa senza latticini e senza glutine

  • Preparare il pan di spagna: montare a lungo le uova con lo zucchero, quindi unire la farina ed il lievito setacciati. Per fare delle mini mimose versare il composto negli stampi per muffin, avendo cura di usare dei pirottini di carta. Cuocete almeno un paio di tortine in più rispetto a quelle che volete servire per avere abbastanza briciole per l’effetto mimosa. Cuocere a 170° (per non far scurire troppo) circa 15 minuti.
  • Preparare la crema pasticcera senza latticini (al microonde): In una ciotola adatta al microonde mischiare per bene l’uovo con lo zucchero, aggiungere poi gli amidi setacciati ed infine il latte (freddo o caldo non fa differenza). Aggiungete della buccia di limone (solo la parte gialla) per profumare e mettete in microonde per un minuto. Tirate fuori, mescolate e fate andare per altri 30 secondi, mescolate di nuovo e così via fino ad ottenere la consistenza desiderata. Eliminate la buccia di limone e raffreddare velocemente la crema in un bagnomaria di acqua e ghiaccio.
    NOTA BENE: se usate latte d’avena il colore finale della crema potrebbe essere un po’ meno giallo del solito.
  • Per la crema chantilly senza latticini: Montare la panna vegetale, e alleggerire la crema pasticcera con un po’ della panna, eventualmente aiutandovi con le fruste elettriche. Per le dosi fate secondo vostro gusto, per quel che mi riguarda, di solito su mezza dose aggiungo due o tre cucchiai ben colmi di panna. Lasciate il resto della panna per la decorazione.

Assemblare le mini mimose:

Potete scegliere: o fare una versione più semplice, tipo muffin, spalmando della crema solo sulla superficie delle tortine e creare una cupolina di briciole, oppure procedere come ho fatto io: ho scavato leggermente dall’interno le tortine, farcite con chantilly, richiuso il fondo. Poi con delicatezza ho spalmato della panna sulla superficie delle tortine (capovolte, per avere un effetto mezzaluna) e ricoperto di briciole di pan di spagna, ricavate sia dall’interno delle tortine, sia dalle tortine in più sbriciolate apposta per questo uso. Abbellite con fiorellini di zucchero o altre decorazioni (facoltativo). Lasciate riposare in frigo almeno un paio di ore prima di gustare. Per le fasi del procedimento vedi anche più su le foto che ho postato su Instagram.

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Suggerimenti e consigli

  • Se siete state accorte con la cottura e non avete seccato troppo il pan di spagna, non dovrebbe esserci bisogno di bagnarlo e l’umidità della crema sufficiente per bagnarlo quanto basta.
  • A piacere potete bagnare leggermente con bagna al limoncello oppure analcolica l’interno delle tortine prima di versare la crema.
  • Se non riuscite a maneggiare le tortine perché troppo molli o fragili, congelatele prima di ricoprirle con la panna e le briciole. Potete comunque prepararle in anticipo e congelarle anche fino al momento del servizio, specie se per la crema avete usato solo amidi e non farina (la farina contiene degli enzimi che potrebbero “mangiare” il gel della crema).

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Riso al forno con pollo al latte di cocco e curcuma

Non ho mai provato la cucina Thai originale, ma il pollo al latte di cocco mi ha sempre incuriosita. Anni fa ne provai una versione ma non la trovai per nulla appetitosa, nè alla vista, nè al palato. Archiviai l’argomento senza però abbandonare l’idea del tutto, sapevo che dovevo solo trovare la ricetta giusta (e anche il giusto latte di cocco).

Dopo anni di “latenza” ecco che spunta fuori l’occasione per riscattare il pollo al latte di cocco, tramite una ricetta trovata su Dowshiftology con cui di solito mi trovo più che bene, e anche questa volta le aspettative sono state confermate.

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Il riso viene fuori buonissimo ed anche il pollo, tuttavia non mi piace prepararne troppo in più perché sia il pollo che il riso riscaldati non mi fanno impazzire in generale, ma è un mio limite: eventuali avanzi possono tranquillamente essere conservati in frigo o in freezer.

Se la ricetta vi incuriosisce ma non siete sicuri vi piaccia, vi consiglio di provare una versione semplificata, con pochi straccetti di pollo e condire con la salsa che otterrete del riso bianco bollito, prima di provare la versione “completa” al forno.

La ricetta è ispirata con qualche modifica a quella di Downshiftology, di cui trovate il video in fondo al post.

Ingredienti per il riso al forno con pollo al latte di cocco e curcuma

Dosi per 2 porzioni circa

  • 250g petto di pollo (lasciato intero oppure tagliato a fettine o bocconcini)
  • 200ml latte di cocco (io uso quello Suzi Wan oppure Go-Tan, attenzione che non sia una bevanda al latte di cocco, normalmente si presenta denso come panna da cucina).
  • 2 carote grattugiate
  • una cipolla bianca tagliata finemente
  • curcuma in polvere (circa un cucchiaio raso)
  • zenzero in polvere (circa un cucchiaino)
  • prezzemolo
  • 150g riso bianco
  • brodo di pollo o acqua quanto basta (per la cottura del riso)
  • olio d’oliva, sale e pepe q.b.
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Procedimento

  1. In una padella rosolare la cipolla tagliata finemente e le carote grattugiate, aggiungere il latte di cocco, la curcuma, lo zenzero, sale, pepe e una manciata di prezzemolo.
  2. Se usate fettine o bocconcini di pollo, potere cuocerli direttamente nel sughino che otterrete e poi mettere da parte, altrimenti passate al punto successivo.
  3. Versate il riso nella padella e fatelo tostare leggermente, quindi unite il brodo caldo (o acqua calda) quanto basta per ottenere una cottura tipo risotto (regolatevi in base al tipo di riso e al vostro gusto).
  4. Trasferite il riso in una pirofila da forno e completate la cottura (potrebbero essere necessari anche 40/50 minuti, dipende dal tipo di riso e da quanti minuti di precottura gli date sul fuoco), coprendo la pirofila con il suo coperchio oppure con carta stagnola per evitare che si perda troppa umidità. Se avete deciso di utilizzare petto di pollo intero, adagiatelo nella pirofila, ricoprendolo da tutti i lati con la salsa ottenuta: si cuocerà completamente nel tempo necessario a cuocere il riso (io preferisco accorciare i tempi e cuocere il pollo in padella e cuocere il riso, metà sul fuoco e metà in forno).
  5. Quando il riso è cotto, se è rimasto del brodo non assorbito, togliete il coperchio e lasciate restringere.
  6. Servire il riso insieme al pollo guarnendo con del prezzemolo fresco.

Davvero delizioso!

Come promesso, ecco la vidoericetta originale a cui mi sono ispirata.


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Se ti è piaciuta questa ricetta prova anche:

Brioche per la colazione (senza latticini). Con lievito madre e Macchina del Pane.

I miei esperimenti con le Brioches non si sono fermati! Ogni volta cambio qualcosa per vedere se riesco ad ottenere il risultato più simile possibile alle brioches del bar che tanto piacciono a mia figlia. Probabilmente la brioche con il tuppo è nata in Sicilia ed è canonicamente tipica di quella regione.

Per la versione delle brioches con lievito di birra ad impasto diretto (=un solo impasto, senza lievitino o poolish) vi rimando a quest’altra ricetta, comunque valida, qui vi propongo la versione con lievito madre e tre impasti (riducibili a due, nel caso).

La differenza con il metodo ad impasto diretto sta fondamentalmente nel dividere gli ingredienti in due e aggiungere la seconda parte dopo una prima lievitazione. Più passaggi si fanno, più l’impasto finale dovrebbe risultare soffice e leggero. Io ho provato la versione a 3 impasti (totale 750g farina), volendo potete fermarvi a due impasti (500g farina), omettendo il passaggio centrale.

Ingredienti per circa 20 brioches (medie) *

Primo impasto

  • 250g farina manitoba
  • 200g li.co.li. (lievito madre liquido, se usate lievito madre normale, aggiungete 40ml di latte)*
  • 2 uova medie (circa 80g uova)
  • 35g zucchero semolato
  • 15g miele

*Se il vostro lievito non è ancora abbastanza forte, potete aiutare la lievitazione aggiungendo mezzo cucchiaino di lievito di birra secco all’impasto.

Secondo impasto

  • 250g farina manitoba
  • 40g latte vegetale (io uso latte d’avena per intolleranza ai latticini, se non avete questo problema, usate pure latte vaccino fresco)
  • 2 uova medie
  • 35g zucchero semolato
  • 2 cucchiai di rum
  • buccia di arancia grattugiata
  • 80ml olio di girasole (oppure 150g margarina oppure burro a temperatura ambiente se non avete intolleranze ai latticini)
  • 8g sale

Terzo impasto (facoltativo)

  • 250g farina manitoba
  • 40g latte vegetale (io uso latte d’avena per intolleranza ai latticini, se non avete questo problema, usate pure latte vaccino fresco)
  • 2 uova medie
  • 35g zucchero semolato
  • 1 cucchiaio di rum
  • buccia di arancia grattugiata
  • 40ml olio girasole (oppure 75g margarina o burro)
  • 4g sale

Come si fanno le briohes con li.co.li e Macchina del Pane

  1. Mettere nel recipiente della MdP tutti gli ingredienti del primo impasto e far partire il programma per solo impasto (o impasto della pizza, a seconda del vostro modello, se potete eliminate la funzione di pre-riscaldamento).
  2. Lasciare lievitare almeno 3 ore oppure fino al raddoppio nel cestello della macchina del pane.
  3. Dopo la lievitazione aggiungete gli ingredienti del secondo impasto, aggiungendo dopo 10 minuti di lavorazione l’olio ed il sale (di solito le macchine emettono un suono per l’aggiunta di ingredienti).
  4. Lasciate lievitare ancora e procedete allo stesso modo per il terzo impasto. Dopo la lievitazione mettete in frigo a riposare almeno 4 ore o tutta la notte.
  5. Passato il riposo, formate le palline e lasciate lievitare almeno 1 o 2 ore coperte con pellicola. Se la pasta è molto appiccicosa, ungetevi le mani con olio per formare le brioches. Io ho ottenuto circa 20 brioches medie di 70/80g (peso prima della cottura). Per formare e pirlare le brioches potete fare riferimento al video sotto. (il tuppo è facoltativo)
  1. Lasciate lievitare le brioche fino al raddoppio (circa un’ora o due, dipende dalla temperatura della cucina e dalla forza del lievito) possibilmente in un ambiente umido (potete lasciare in cucina sobbollire un pentolino di acqua oppure coprire la teglia dove le avete sistemate con pellicola)
  2. Prima di infornare, a piacere, spennellare con tuorlo e panna (o latte), mischiate in pari peso (pesate il tuorlo e aggiungete lo stesso peso di latte o panna). Io generalmente ometto la spennellatura.
  3. Cuocere a 180°C per 15/18 minuti a seconda della grandezza delle brioches. Statico o ventilato non ho notato differenza.
  4. Potete consumarle vuote, con crema pasticcera, con nutella, marmellata oppure con il gelato. Se non le consumate subito appena sfornate, potete congelarle oppure conservarle sotto una campana di vetro. L’ideale è scaldarle un pochino al microonde o nel fornetto prima di consumarle nei giorni successivi. Come vedete dalla foto le brioches sono morbidissime.

Note e suggerimenti:

  • Attenzione alla grandezza delle uova: se sono troppo grandi potreste ritrovarvi con un impasto troppo molle.
  • Se volete gustare le brioche al mattino appena sfornate, regolatevi con i tempi di riposo a ritroso. Esempio, per poterle infornare alle 7 del mattino, dovreste alzarvi la mattina alle 5 per poterle formare e lasciar fare l’ultima lievitazione. Io di solito le impasto al mattino per poterle poi infornare la sera e scaldarle soltanto un pochino la mattina dopo.
  • Se per qualsiasi ragione le brioche non dovessero venire a dovere, potete sempre utilizzarle per fare dei buonissimi cake pops, come ho fatto io la prima volta!
  • E’ molto importante pesare le pezzature per assicurarvi dei tempi di cottura uniformi in forno, considerato che metterete più brioches sulla stessa teglia.

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Tranci di Salmone al forno (o nella friggitrice ad aria) facili facili

Devo essere onesta: l’apertura di un supermercato Lidl nella mia città sta contribuendo a migliorare la qualità della mia vita, anche con piccole cose, come il poter trovare tagli di pesce di qualità discreta già sfilettati e sporzionati, al banco dei freschi, come ad esempio i tranci di salmone. Diversamente, dato che finirei con il mangiarlo solo io, mi sento sempre un po’ in soggezione ad entrare in pescheria e chiedere giusto una porzione di pesce (da dover poi anche organizzarmi per consumarlo in giornata.

Per farla breve, il mio consumo di pesce settimanale sta aumentando e anche la varietà.

Vi propongo una maniera semplice ma gustosa per preparare dei tranci di salmone al forno, con qualche accorgimento per lasciare la carne umida e succosa. Potete consumarli così come sono come secondo, accompagnando con il contorno che preferite, oppure sbriciolare in una insalata, o ancora potete utilizzarlo come base per delle polpette di salmone (ricetta in arrivo a breve).

In realtà non serve nemmeno che vi dia le dosi per questa ricetta, giusto il procedimento!

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Cosa serve per cuocere il salmone al forno

Avrete bisogno di pochi ingredienti (le dosi sono a gusto e/o in base anche al vostro piano alimentare se siete a dieta):

  • tranci di salmone (circa 100/120g per porzione)
  • burro fuso oppure olio di oliva q.b.
  • succo di un limone (o mezzo se preparate meno porzioni)
  • aglio (fresco schiacciato o in polvere, io preferisco la polvere)
  • prezzemolo e/o aneto o erba cipollina
  • sale e pepe q.b.

Come preparare il Salmone al forno

  1. Sistemate i tranci di salmone su una teglia ta forno o una pirofila leggermente unta oppure rivestita di carta da forno (se usate la friggitrice ad aria, coprite il fondo del cestello con stagnola o carta da forno).
  2. Create una emulsione con il burro fuso (o l’olio) il succo del limone, l’aglio, sale e pepe. Spennellare generosamente il condimento sui tranci di salmone. Cospargere con le erbe di vostro gradimento.
  3. Infornate e cuocete in forno già caldo a 180°C per circa 15 minuti. Guarnite con erbe fresche e gustate con il vostro contorno preferito.
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Per una cottura perfetta del Salmone:

Per essere certi di non cuocere troppo carne o pesce vi consiglio vivamente l’acquisto di un termometro a sonda: mai più carni secche e stoppose, nè timore di non aver cotto correttamente il cibo.

Per il salmone, le temperature da tenere a mente sono le seguenti:

  • Fino ai 43 °C il salmone è praticamente crudo.
  • Tra i 43 e 52° avrete una cottura media (noterete al centro un colore diverso, come accade nelle bistecche a sangue)
  • Tra i 53° e i 60° avrete una cottura ottimale. Io preferisco la cottura “completa” a 60° con carne che è di colore uniforme all’interno ma che conserva ancora umidità e succhi.
  • Sopra i 61° il salmone risulterà stracotto ed inizierà a diventare secco e stopposo man mano che la temperatura aumenta.

Tenete a mente questi range di temperatura anche nel caso in cui dobbiate rigenerare il salmone cotto dopo lo scongelamento.

Se vedete dei coaguli bianchicci sul salome è tutto normale: sono proteine coagulate (albumina, come il bianco dell’uovo).

Per questa preparazione mi sono ispirata a questa ricetta di Downshiftology dove potete vedere anche le fasi della preparazione passo passo. Il video è in inglese ma i passaggi comprensibilissimi anche solo guardando il video.


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Bilancio del 2021 e qualche foto.

Nel caso vi foste persi le ultime news, potete leggerle nel mio blog personale! E altre news si intravedono all’orizzonte! 🤓

Lo so che per tanti, in tutto il mondo, anche il 2021 è stato un anno di cacca e che per alcuni si è pure chiuso al peggio.

Io ho cercato di trarne il meglio, nonostante mi sia resa conto ad un certo punto (o forse proprio per questo?) di essere scivolata nella depressione.

Non è stato un anno passato invano, non è stato un anno di rinvii (come il 2019, passato in gravidanza) o di adattamento (come il 2020, adattamento ad un nuovo figlio in famiglia e al Covid). E’ stato decisamente l’anno del “fare”. […] Ho imparato a fare l’amigrumi e realizzato due pupazzi di cui vado molto fiera. Ho iniziato a camminare, ogni santo giorno, con qualsiasi tempo e temperatura, per la mia sanità mentale oltre che fisica. […] Ho preso la decisione di cambiare lavoro, di cambiare strada, di non lasciarmi morire dentro per una scelta fatta venti anni fa e che non sentivo più in linea con me. …

Continua a leggere su Gocce di Cle

Spaghetti Assassinati

Togliamoci da ogni impiccio: NON vi sto dando la ricetta degli spaghetti all’assassina.

Questa è un’altra ricetta.

Li ho chiamati Assassinati per due ordini di motivi:

Primo: il tipo di cottura (tutto in una pentola, direttamente nel sugo) è tipico degli spaghetti all’assassina. Ma NON sono spaghetti all’assassina, perché per farli è perentorio l’uso di una padella di ferro o di ghisa. Io non ce l’ho.

Secondo: li ho assassinati, nel senso che li ho conditi in una maniera per nulla ortodossa per un italiano, oserei dire eretica, sia pure non alla stregua della pasta con il ketchup.

Terzo: sono piccanti (tendente al molto piccante), come gli spaghetti all’assassina.

Fatte queste doverose premesse… di che si parla?

Banalmente: Spaghetti al pomodoro con… Guacamole!

Si. Ho messo il Guacamole sulla Pasta.

Prima che mi facciate una levata di scudi è mio dovere dirvi che 1) sono strabuoni 2) l’effetto (anche alla vista) è quello di un pesto cremoso e piccante.

Nella nostra cultura culinaria il pesto è un pilastro, quindi, perché scandalizzarsi di un altro condimento, a crudo, verde e buonissimo?

La ricetta è presto data: fate due spaghetti al pomodoro e aggiungeteci una generosa cucchiaiata di guacamole!!!

Nello specifico, vi consiglio la cottura risottata, ossia direttamente nel sugo, aggiungendo man mano acqua calda al bisogno, come se doveste appunto fare un risotto. Se volete un effetto “all’assassina” a fine cottura fate bruciacchiare un pochino gli spaghetti lasciando ridurre il sugo ed attaccare un poco alla padella la pasta. Un poco. Non troppo, Non mi piacciono troppo bruciati, nè alla vista nè al palato. Ve l’ho già detto ma lo ripeto: questi NON sono spaghetti all’assassina. Per favore, non scrivetelo anche nei commenti, che l’ho già scritto io diverse volte! Sono i miei spaghetti ASSASSINATI, per le ragioni scritte sopra!

Per la ricetta del Guacamole, ancora non vi posso aiutare. Io uso quello Biffi, non ho mai assaggiato quello originale messicano, ma questo Biffi mi piace moltissimo, e da che non posso mangiare più latticini, è uno dei miei preferiti guilty pleasure salati. Ho provato a farle il Guacamole a casa una volta ma il dosaggio degli ingredienti non era entusiasmante. Per cui, attendo ancora una ricetta buona per il Guacamole e intanto… Grazie, Biffi!

Don’t stop chasing your unicorns (Buon 39esimo compleanno a MEEE!)

Ieri è stato il mio 39esimo compleanno e il tema della torta l’ha sapientemente scelto mia figlia:

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Benché non sia una fan sfegatata degli unicorni, il tema non mi è affatto dispiaciuto, sia perché sono davvero soddisfatta del risultato, sia perché il rincorrere gli unicorni a qualsiasi età è uno dei mantra a cui mi ispiro.

L’unicorno è la metafora del sogno, e il sogno con una tabella di marcia e una data definita diventa magicamente un obiettivo, un progetto.

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Sulla soglia del mio 40° giro completo intorno al sole posso dirvi di avere ancora diversi unicorni da ricorrere e alcuni di cui sono già sulla scia.

Non si è mi troppo grandi per una torta unicorno. Non si è mai troppo grandi per rincorrere un sogno nuovo.

Ma ora basta filosofia, vi parlerò dei miei unicorni e sogni in progress un’altra volta (presto, presto!).

Ora ecco come fare questa bella crostata (che altro non è se non una cream tarte al cioccolato fondente)

Ho scelto di usare il cioccolato fondente per provare a fare una cream tarte senza latticini, ma sentitevi liberi di usare la ricetta della namelaka tradizionale.

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Ingredienti per la Cream Tarte senza latticini al Cioccolato Fondente

Dosi per 6 porzioni circa (due strati di frolla, ricavabili da una sagoma grande quanto un foglio A4)

  • 300g pasta frolla
  • 150+500g panna da montare vegetale (io uso Hoplà)
  • 50ml latte vegetale (io uso quello di avena)
  • 45g zucchero
  • 200g cioccolato fondente all’80%
  • 8g gelatina in fogli
  • un cucchiaio di liquore cointreau (facoltativo)
  • Decorazioni di meringa e pasta di zucchero, coloranti alimentari, fiori eduli

Come Fare la Cream Tarte (senza latticini)

  1. Per prima cosa, preparate la Namelaka. Mettere in ammollo la gelatina in acqua fredda. Mettere a scaldare per bene la prima dose di panna (150g) con lo zucchero e il latte vegetale. Fuori dal fuoco aggiungere la gelatina ben strizzata e far sciogliere bene. Quindi aggiungere il cioccolato fondente eventualmente già fuso al microonde. Dopo che anche il cioccolato fondente è sciolto versare a filo la restante panna fredda (1 litro) girando con una spatola. Infine, frullare bene il tutto con un frullatore (a immersione oppure il bimby per chi ce l’ha). Possibilmente eliminate con l’aiuto di una schiumarola o un cucchiaio le bolle che si formano in superficie (con il bimby lasciate girare al minimo le lame per un minuto).
  2. Per la frolla senza latticini, potete usare quella Vallèe o simile, a base vegetale, già pronta, oppure farla voi, sostituendo il burro con la margarina (la mia ricetta della pasta frolla è qui). Se usate la margarina per fare la frolla tenete conto che nello stenderla tende a sbriciolarsi un po’. Vi consiglio di stenderla direttamente su un foglio di carta da forno che poi userete per la cottura. Non congelatela da cruda perché tende a perdere un po’ di liquido ed essere ancora più difficile da lavorare.
  3. Stampate la sagoma da voi prescelta su un foglio di carta e usatela come guida per ritagliare la pasta. Come detto prima, stendete la frolla direttamente sulla carta da forno e dopo aver ritagliato al sagoma, eliminate l’eccesso. Ricavate due o più strati uguali. Come guida per la sagoma ed il decoro, io ho usato la foto che trovate in fondo al post, di AmuseBouche.
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  1. NON BUCHERELLATE lo strato che finirà sulla superficie della crostata, perché come vedete resta scoperto per metà. Potete bucherellare gli altri strati. Cuocete per 10/12 minuti a 175°C. Non deve scurirsi.
  2. Quando la crema è ben rappresa e la frolla fredda, con un sac a poche con bocchetta liscia (o senza bocchetta) create i classici spuntoni di crema, di dimensione e altezza regolare, lungo tutto il bordo e la superficie della base di frolla. Sovrapponete il secondo strato di frolla.
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  1. Per creare la criniera dell’unicorno ho creato degli spuntoncini di crema e li ho spruzzati di colorante dorato (in alternativa potete fare spuntoni di crema bianca oppure panna montata bella sostenuta) e decorare qui e là con meringhe, fiori di ostia e fiori di zucchero come ho fatto io. I dettagli sono in pasta di zucchero (il corno è pasta di zucchero gialla, spruzzata di colorante oro, come anche l’interno dell’orecchio).
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Finita! Fate riposare in frigo per qualche ora prima di servire. Per una frolla morbida al taglio, che assorba un po’ di umidità della crema, usate una sablè bretonne (metodo sabbiato, spiegato in questa ricetta). In questo caso la frolla sarà morbida al taglio anche fredda di frigo. Se usate frolla tradizionale, abbiate cura di tirare fuori il dolce almeno 20/30 minuti prima del servizio.

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Ed ecco l’originale a cui mi sono ispirata. Per le decorazioni, non le ho fatte io, ma acquistate già pronte. Per chi fosse a Putignano e dintorni, da Dolce Mix trovate di tutto e di più!

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A lato il modello che ho utilizzato come ispirazione e base per il ritaglio della sagoma (stampato su foglio A4). Vai al sito di AmuseBouche, clicca qui

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Strudel salato (con pollo e peperoni)

Se provate questa ricetta la farete sempre. S E M P R E. Sarà il vostro must alle scampagnate o alle cene con amici, sarà il modo furbo e goloso per riciclare avanzi di pollo, pasta sfoglia, brisè, peperoni arrostiti… Ottima anche per i vostri lunch box perchè si gusta al meglio a temperatura ambiente.

Vi ho convinti? Avanti allora. Mano alla lista della spesa!

strudel-salato-pollo-e-peperoni

Ingredienti per fare lo Strudel Salato

(per 4 porzioni – due strudel medi)

  • mezzo chilo di petto di pollo tagliato a straccetti (o avanzi di brodo/arrosto)
  • due peperoni arrostiti
  • una mela tagliata a fettine
  • 40g pinoli
  • aromi a piacere (timo, rosmarino, pepe,)
  • pangrattato q.b.
  • due rotoli di basta brisee, oppure pasta sfoglia oppure dose per 300g farina di pasta matta
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Come fare lo Strudel Salato

  1. Se non usate la sfoglia pronta, preparate la pasta matta come indicato nella ricetta sul blog a questo link. Per questa versione ho usato una versione più light, con più acqua e meno olio.
  2. Cuocete gli straccetti di pollo in padella, con un filo di olio nella maniera che preferite. Potete comunque usare anche pollo avanzato da altre preparazioni (esempio cotto in brodo o al forno).
  3. Arrostite i peperoni e spellateli. Potete eventualmente usare peperoni già arrostiti comprati al supermercato.
  4. Adagiate sulla sfoglia il pollo, le fettine di mela, i peperoni, i pinoli e una manciata di pan grattato, per assorbire eventuali succhi in eccesso. Non esagerate altrimenti lo strudel verrà troppo secco.
  5. Arrotolate, sigillate bene i bordi e mettete a cuocere fino a doratura completa della pasta.
  6. Lasciar stiepidire prima di servire. E’ ottimo a temperatura ambiente.
strudel-salato

Suggerimenti e Consigli

  • Per la pasta matta leggera usa: 300g farina semi-integrale, 200ml acqua, 100ml olio di oliva. Mescola velocemente con le mani. Non deve formarsi il glutine: in questo moo la pasta resta più friabile.
  • Per degli straccetti più saporiti che bene si amalgamano alla ricetta potete infarinarli e cuocerli in padella conun poco di olio e un pizzico di aromi per arrosti (io uso ariosto per carni bianche);
  • Per avere peperoni sempre pronti all’uso: io arrostisco una teglia di peperoni ogni volta che uso il forno per altro. Li spello subito, elimino i semi, e li conservo divisi in falde in sacchetti sotto vuoto oppure nel congelatore. In questo modo posso sempre aggiungerli a qualsiasi preparazione. Se usate i sacchetti sottovuoto abbiate cura di lasciare della plastica in più per eventuali nuove sigillature oppure di fare delle mini porzioni. Per il congelamento, abbi cura di fare sacchetti proporzionati all’uso che ne fai oppure di dividere le falde con fogli di carta da forno per poterne prendere solo quante te ne occorrono.
  • Per una versione più golosa, aggiungi della mozzarella o della scamorza filante al ripieno!

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Calamarata d’autunno con Zucca Salsiccia e Funghi

Un piatto che più autunnale di così non si può! In più vi offre una ghiotta occasione di riciclo, visto che al posto della purea di zucca potete riciclare eventuale avanzi di vellutata/passato di zucca, fatto in casa oppure comprato. Io personalmente compro molto spesso la Cremosa Findus di zucca e carote che si è rivelata perfetta in questa ricetta, accorciando così i tempi di preparazione a quello di cottura della pasta.

Segnatevi i pochi ingredienti nella lista della spesa e preparatela al più presto.

Calamarata-zucca-funghi-salsiccia

Ingredienti per 2 persone

  • 160g pasta di Gragnano tipo calamarata
  • 160g salsiccia di maiale o mista
  • 1/2 cestino di funghi (quelli che gradite, io ho trovato champignon cremini)
  • purea di zucca oppure avanzi di una vellutata di zucca (io ho usato la Cremosa Findus)
  • olio di oliva e.v.
  • timo o prezzemolo
  • facoltativo: una patata schiacciata oppure della panna per aumentare la densità del condimento.

Procedimento

  1. Mettere a cuocere la pasta (tenete conto che la calamarata di Gragnano può richiedere anche 15 minuti di cottura).
  2. In una padella rosolare con un filo d’olio la salsiccia privata del budello e sbriciolata. Quando è ben rosolata, aggiungere i funghi già puliti e tagliati a fettine. Abbiate cura di mantenere il fuoco vivo, altrimenti i funghi cacceranno troppa acqua. Per una versione più raffinata potete usare anche i porcini, con la zucca sposano comunque bene anche i finferli, i chiodini oppure semplicemente gli champignon.
  3. Se la salsiccia è ben condita, non occorre aggiungere altri aromi, altrimenti a piacere aggiungete un po’ di aglio e/o pepe.
  4. Quando salsiccia e funghi sono ben cotti, unire la purea (o avanzi di vellutata) di zucca. A piacere potete lasciare dei cubetti di zucca interi per creare maggiore gioco di consistenze. Lasciar amalgamare.
  5. Scolare la pasta lasciando un po’ di acqua di cottura e condire con il sugo ottenuto. Aggiustare la densità se necessario con un po’ di acqua di cottura. Guarnire con timo oppure pochissimo prezzemolo.

Buon appetito e buon inizio autunno!

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Parmigiana di Funghi

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Ci sono due motivi per cui posso ritrovarmi a seguire con cieca fiducia uno chef: il primo motivo, naturalmente, è la propensione ad insegnare e condividere le tecniche di lavorazione (come ad esempio Montersino), la seconda è l’affinità di gusto, ed è quello che sicuramente posso dire di avere con Sergio Maria Teutonico (da cui sono anche stata a lezione grazie a Chef Academy!). Tutte le volte in cui mi trovo davanti una sua ricetta ho non solo voglia di realizzarla al momento, ma, una volta preparata, non ne resto mai delusa.

Questa Parmigiana di Funghi è a dir poco geniale. Della Parmigiana ha la caratteristica stratificazione di fette di verdure fritte (in questo caso i funghi) e naturalmente l’alternanza con formaggio parmigiano e/o altro a pasta filata. In più il “twist” è dato dalla presenza davvero originale di “hamburgher di cannellini” nel mezzo.

L’ho fatta diverse volte e mi propongo a breve di rifarla senza latticini, dato che li sto eliminando dalla mia alimentazione per dolorosissimi effetti infiammatori che mi procura la caseina. Voi, intanto, provatela così com’è perché è eccezionale.

Ingredienti per la parmigiana di funghi

(per 2 porzioni)

Come fare la parmigiana di funghi

  1. Pulire i funghi e tagliarli a fettine non troppo sottili. Passare le fettine, prima nella farina, poi nell’uovo e infine nel pangrattato, quindi friggere in olio caldo fino a doratura. Mettere da parter (sono buonissimi anche così da stuzzicare)
  2. Preparare gli hamburgher di cannellini, come spiegato nella ricetta che trovi incorporata in basso
  3. In una terrina (o in delle cocotte individuali, oppure in vasi da cottura in forno per una presentazione più moderna) stratifica alternando hamburgher di cannellini, besciabella, formaggio filante e/o parmigiano e infine i funghi fritti fino ad esaurimento degli ingredienti.
  4. Copri con besciamella e metti in forno a gratinare.

Golosissima. Buona sia appena sfornata che a temperatura ambiente. Proponetela senza timore anche ai vostri ospiti, farete un figurone.

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Sotto trovate la ricetta degli hamburgher di cannellini

Hamburger di Cannellini

Oggi vi propongo questi hamburger di fagioli cannellini: squisiti e semplicissimi da preparare! Li vorrete mangiare ogni settimana. E’ una ricetta vegetariana, con le opportune sostituzioni può essere anche vegana e/o senza glutine.

Vai alla ricetta

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