In vacanza… si mangia quello che c’è!

Quelli che di voi (e so che siete tanti) leggono i miei post da cima a fondo sanno che questa settimana sono in vacanza in Salento! E qui ci vuole una pausa contemplativa…

torre-dell'orso

La formula che ho scelto (=che posso permettermi, ma che fondamentalmente non mi dispiace affatto!) è l’appartamento in residence, il che significa che quando non mangia fuori la Cle va a fare la spesa e spadella anche in vacanza!

Il  mio armamentario è mooolto limitato (=non solo sul piano dell’attrezzatura ma anche su quello delle spezie, aromi e ingredienti di base). Gli ingredienti inoltre si ripetono, quindi ho deciso di darvi giusto qualche flash/idea. Io di solito l’ispirazione la trovo nel retro delle confezioni della pasta Barilla (non so se tutti lo sapete, ma in questa pagina trovate un elenco di ricette vecchie e nuove) ma poi all’atto pratico il più delle volte mi manca qualcosa o aggiungo dell’altro!

Le lista della spesa di questi primi giorni si è composta di: pollo, zucchine, albicocche, peperoni, cipolle, una piantina di basilico, una boccetta di rosmarino e un vasetto di fagioli precotti. Questo è quello che ne è venuto fuori.

fusilli pollo e peperoni

Fusilli con peperoni e pollo: Pari pari una ricetta Barilla (presa dalla bellissima App per iPad di cui vi parlerò a breve).
Per due persone:  In una padella fate rosolare 3og di cipolla tritata con 150g di peperoni (rossi e/o gialli), aggiungere anche 100g di pollo tagliato a cubetti, qualche pomodoro o un cucchiaio di passato di pomodoro. Salare e pepare. Nel frattempo cuocere la pasta, scolarla al dente e saltarla con il sughetto preparato, aggiungendo acqua di cottura al bisogno. Spezzettarci su del basilico e servire.


pollo alle albicocche

Pollo con le albicocche: Della serie: proviamoci! Più che una ricetta è un modo per non mangiare il povero pollo spoglio senza nemmeno un goccino di limone! Ho girato un po’ su internet per capire in cosa consisteva questa ricetta ma mi mancava tutto, eccetto il pollo e le albicocche!!! Quindi molto semplicemente li ho saltati insieme in padella con un po’ di olio e basilico. Ci sarebbe stato bene anche un goccino di aceto balsamico… sarà per la prossima volta! Comunque tutto sommato non male come abbinamento!


2012-06-13 07.41.22

Fagioli con cipolle e zucchine: anche qui ero partita con l’intenzione di realizzare una ricetta Barilla, solo che poi invece della pasta ci ho condito i miei amati cannellini. Buono buono! Per due persone: Saltate in padella con due cucchiai di olio 1 piccola cipolla e 250g di zucchine. Aggiungere una tazzina d’acqua e lasciar cuocere a fuoco lento per 15/20 min. Salare solo alla fine. Quindi aggiungerci i fagioli già cotti, la punta di un cucchiaino di brodo granulare, due pomodorini, pepe, et voilà! Il pranzo è servito!

Ora scendo a mare! A prestooooooo!

Minestra di verza e zucchine

Dedicata alle mie lettrici che sono (come il 90% delle donne) sempre a dieta o comunque attente alle calorie, la ricetta di oggi vi assicuro non costituirà (una volta tanto) un attentato ai buoni propositi di mangiare sano e leggero! Un piatto buono, scaldacuore e che favorisce anche la diuresi. Che volete di più? Il cioccolato, lo so!!!!

Per una versione ultra light questa minestra può essere consumata anche tal quale senza l’aggiunta di grano o riso, ma io sono contraria alle diete no-carb per cui vi do la versione “piatto unico”. Ho taggato la ricetta come gluten-free, anche se nella foto vedete il grano. Io la faccio in entrambe le versioni e sostituendo il grano con il riso il piatto è assolutamente adatto ai celiaci. Io ne preparo sempre in grande quantità (senza riso o grano) ed invasetto tutto per avere verdure belle e cotte (e gustosissime) pronte per essere scaldate e pappate mentre fuori piove!

minestra di verza e zucchine

Essendo la ricetta semplicissima ho deciso di impreziosirla con il video-procedimento del cestino di parmigiano con qualche suggerimento per non sbagliare (o sbagliare il meno possibile)! OcchiolinoSciauuuu!

Ingredienti per 4 porzioni:

  • 1/4 di verza
  • 2 zucchine grandi tagliate a tocchetti
  • 2 bicchieri di riso o grano
  • 2 cucchiai di olio
  • mezza piccola cipolla
  • acqua o brodo q.b.
  • sale q.b.
    per ogni cestino di parmigiano
  • 50g parmigiano grattugiato possibilmente non fresco

Procedimento:

  1. Pulire la verza, tagliarla finemente. Trasferire la verza con le zucchine e la cipolla in una pentola coprendo a filo con acqua o brodo. Cuocere con il coperchio per circa 20/30 min a fiamma moderata.
  2. Quando la verza è quasi del tutto cotta aggiustare di sale e unire l’olio ed il riso/grano e cuocere aggiungendo acqua al bisogno, lasciando la pietanza più o meno brodosa a seconda dei gusti.
  3. Servire con una generosa spolverata di parmigiano reggiano.
  4. Per ottenere un piatto unico e bilanciato è possibile completare la minestra  con abbondante parmigiano oppure servirla ben mantecata e non brodosa direttamente in un cestino di parmigiano per la cui realizzazione vi rinvio al video procedimento sotto. L’accortezza da rispettare è quella di utilizzare formaggio in busta preconfezionato e non quello grattugiato fresco al momento o al banco salumi. Il formaggio grattugiato fresco, infatti, contiene più umidità e rende più difficoltoso maneggiare la cialda, che, anzi, tenderà ad essere gommosa e palliduccia.

Provatela anche se non siete a dieta, mi raccomando!!!

minestra di verza e zucchine


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Fagiolata indian style (o quasi)

Qualche hanno fa, quando ero ancora una studente fuori sede, per un semestre ho ospitato una ragazza Erasmus. E’ stata una bella esperienza perché tramite lei ho avuto modo di conoscere altri ragazzi in Italia per l’Erasmus e quindi anche di esercitare il mio inglese.

Una delle persone che ricordo con più affetto è Ravi, un ricercatore indiano, che mi ha insegnato come (o per lo meno suggerito il modo di) preparare questo piatto a base di fagioli.

Sonia's Farewell Party 011

Nessuna pretesa di presentarvi questa ricetta come “tipica” indiana, un po’ perché Ravi stesso ammise di non essere del tutto in grado di replicare la ricetta tradizionale come la preparava sua madre, un po’ perché mi sono affidata ai ricordi e all’improvvisazione del momento.

Ciò che la fa da padrone è senza dubbio la presenza della cipolla, taaanta cipolla, una a testa (ma anche metà è ok!) e ovviamente… le spezie indiane. Ravi aveva un sacchettino di mix di spezie ad hoc, io mi sono arrangiata con quelle “più esotiche” che avevo in dispensa!

Altra caratteristica fondamentale è che questa fagiolata va mangiata con le mani! Si è un finger food… una minestra finger food! La si prende con le mani grazie ad una piadina scaldata con poco burro oppure, come ho fatto io, con del pane carasau lasciato leggermente ammorbidire dal sughetto dei fagioli. In questo modo rimane anche un elemento di croccantezza.

Vi ho incuriosito? Spero di si perché il piatto merita! Un saluto speciale a Ravi e un ringraziamento per quel bel pranzetto interculturale tra fuori sede di cui conservo ancora con affetto le foto (per quanto stessi spettinata!!!) Occhiolino

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Ingredienti per 4 persone:

  • 500g fagioli cannellini o borlotti già cotti
  • 4 cipolle bianche tritate finemente
  • una bottiglia di passata di pomodoro
  • 5 cucchiai di olio
  • sale q.b.
  • pepe
  • qualche pizzico di mix di spezie (io: zenzero, coriandolo, curcuma)
  • 4 piadine piuttosto grandi oppure fogli di pane carasau.
  • (facoltativa) pancetta

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Procedimento:

  1. In una padella piuttosto larga far appassire le cipolle nell’olio con qualche cucchiaio di acqua fino a farle diventare semitrasparenti (non è necessario tenere la fiamma troppo alta).
  2. Quando le cipolle sono ben appassite aggiungere il pomodoro e lasciar cuocere per almeno 30 min. Regolare di sale e pepe (tanto pepe).
  3. Quindi unire i fagioli già cotti, le spezie (bastano davvero pochi pizzichi di mix) e lasciar insaporire il tutto.
  4. Nel frattempo imburrare leggermente una padella sufficientemente larga e scaldare le piadine da entrambi i lati. La piadina funzionerà da cucchiaio! Volendo essere il più rispettosi possibile della tradizione i fagioli vanno serviti in un unico piatto al centro della tavola!

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Come dicevo più su io ho utilizzato due fogli di pane carasau, che dopo un paio di minuti a contatto con la fagiolata si è ammorbidito quanto basta per essere piegato e usato “come cucchiaio” senza spappolarsi ma anzi mantenendo un po’ di croccantezza.

Alla prossima!


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Insalata di grano, feta e melanzane grigliate

Un post al volo per una ricetta velocissima e gustosissima, ottima sia per i pasti estivi, sia per la pausa pranzo in ufficio. Un vero piatto unico comprensivo anche della frutta!!! Nonché un ottimo sostituto alla solita, trita e ritrita, e anche un po’ noiosa, insalata di riso. In più è light! Cosa volete di più dalla vita?Occhiolino

Attendo le vostre opinioni, quindi provatela!!!

Le dosi sono per lo più a piacere e per una porzione sola, come è d’abitudine qui, nella categoria lunch boxes.

insalata di grano feta e melanzane

Ingredienti:

  • una piccola melanzana
  • 50g feta
  • 60g grano
  • 15g uvetta
  • menta
  • aglio
  • scorzette di limone
  • mezza tazzina di olio (circa 25g)
  • una tazzina di aceto di mele

Procedimento:

  1. Cuocere il grano in acqua o brodo per 10 min. Ammollare l’uvetta nell’aceto di mele.
  2. Affettare la melanzana in fette non più spesse di 1/2 cm e spennellarle con poco olio. Grigliarle al microonde o sulla piastra. Quindi insaporirle con la menta e una virgola di aglio.
  3. Mischiare tutti gli ingredienti nel vostro portapranzo e profumare con scorzette di limone e altra menta. Buona buona!!! 10+

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E se questa ricetta vi è piaciuta potete anche provare l’insalata di farro.



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“Faij e fogghij” buone anche per un brunch! :O

Faij e Fogghij, fuori dalla Puglia, Fave e Verdure…

Purè di fave

Non è un piatto, è un racconto.
Il racconto dei contadini che svuotavano intere pagnotte per riempirle di purè di fave e consumarle nei campi, a metà della giornata di fatica e lavoro.
Il racconto del mestolo di legno che da noi si chiama “cucchiara ti li faij” (cucchiaio delle fave) tanto è radicato questo piatto nella nostra tradizione.
Il racconto di ogni venerdì in cui dopo la scuola mia nonna ci faceva trovare “li faij” con i bastoncini di pesce fritto o qualche volta i gamberetti fritti.
Il racconto dei prodotti della terra, ognuno dei quali si sposa bene con questo purè: li fogghij (lett. le foglie, ma significa verdura di campagna, che cresce spontanea e soprattutto amara), gli ortaggi tutti, i pomodori, i peperoni verdi fritti, persino la frutta, l’uva e le mele in primis.
E’ il racconto del pane raffermo che non va buttato, ma tagliato a pezzi e mischiato al purè.
E’ il racconto del giorno dopo, in cui scaldi le fave con un filo d’olio e rendi un avanzo più buono e ricco.
E’ il racconto della “spurchia” da estirpare da sotto le piante delle fave, dei baccelli secchi da calpestare con i piedi, delle vecchiette sedute nei cortili che “mozzicano le fave” con delle pietre per ingannare i lunghi pomeriggi di fine estate. Le puoi sentire dalla strada, puoi sentire quel ritmo cadenzato sempre uguale che quasi concilia il sonno.
E’ il racconto delle pignate sul fuoco e della cucina antica ed autentica.
E’ il racconto di innamorati il cui core batte per l’amata e “scquacquarescia comu ‘na pignata di faij” (=fa il rumore delle fave in ebollizione nella pignata sul fuoco).

E’ il racconto della mia vita. E’ il mio piatto preferito. E’ povero e ricco allo stesso tempo. Non c’è niente come le fave. Non cc’è nientij comu li faij.

E come si fanno le fave? La prima volta che le ho cucinate avevo circa 14 anni, mi sembrò una cosa semplice in fin dei conti, bisognava solo fare attenzione a non farle attaccare al fondo della pentola. Mia madre mi elogiò dicendo che non era da tutti esserne capaci. In verità la cosa “difficile” o meglio “laboriosa” delle fave è il contorno! A casa mia le fave si accompagnano con di tutto e di più (un po’ l’utilizzo che al nord si fa della polenta, ma assolutamente non c’è paragone: le fave sono buone anche senza niente!!!): insalata di pomodori e caroselle (detta acqua e sale), friggitelli fritti e salati con sale grosso, peperonata e naturalmente li fogghij: la verdura. Quella che c’è. A me piacciono moltissimo anche con la frutta!

Ogni famiglia ha la sua ricetta e segreto di preparazione. La ricetta che indico qui è quella che mi ha insegnato mia madre, che a sua volta l’ha appresa dai suoi genitori, e che grosso modo corrisponde anche al modo di prepararle di mia nonna paterna. Mi sono concessa una piccola divagazione SOLO sulla presentazione in bicchierini che lasceranno i vostri amici superfighi del brunch senza parole e soprattutto desiderosi di averne ancora!!! Il gusto, ve lo assicuro, è superautentico D.O.C.G.! Occhiolino

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Ingredienti:

  • ‘na francata di faij secchi a testa (= per ogni persona contare una quantità di fave secche contenuta nelle mani “a coppetta” di una donna adulta e non esile!)
  • acqua (q.b. a coprire a filo le fave nella pentola)
  • sale (meglio poco, al massimo se ne aggiunge alla fiine)
  • olio di oliva della Puglia (circa due cucchiai a testa)
  • pane raffermo
  • verdure, ortaggi, friggitelli, lampascioni, insalata di pomodori, …di tutto e di più

Regole d’oro:

  • Mettere a bagno le fave secche poche ore! L’ideale è metterle a bagno la mattina presto (es. 6:00) per cuocerle verso la tarda mattinata. Mai metterle a bagno dalla sera prima, perdono tutto il sapore (nonno docet).
  • Le fave devono essere tutte della stessa “mamma”, ovvero provenire da uno stesso raccolto (o essere della stessa grandezza), altrimenti le singole fave cuoceranno in tempi diversi o peggio ne rimarrà qualcuna cruda (nonna docet).
  • Di regola appena l’acqua inizia a bollire bisogna eliminare con una schiumarola la schiuma che fuoriesce dalle fave. Mio nonno era contrario. Dipende dai gusti!
  • Evitare di aggiungere le patate (alcune scuole di pensiero le prevedono, a me piacciono senza!) o di cuocere le fave in un brodo (come fa la Parodi, ma dove l’ha visto??!!)
  • Ricordate che le fave per la prima fase della cottura vanno lasciate in pace, mescolatele il più tardi possibile (quando l’acqua sarà quasi completamente assorbita).
  • Occhio agli schizzi in fase di ebollizione: a parte il colore, dovete considerare il purè di fave lava!
  • Le fave dopo la cottura vanno sbattute con forza cu la cucchiara ti li faij (con il mestolo di legno). Ma va bene anche aiutarsi con uno sbattitore elettrico!!!

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Procedimento:

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Onigi…Risi e Bisi per l’MT Challenge

Io mangio tutto e di tutto. Assaggio, sperimento, mando giù una cosa anche se non mi piace (purché non mi disgusti), ma pasta e piselli o peggio riso e piselli proprio sono una delle pochissime cose davvero che chiedo non venga cucinata in mia presenza. I piselli crudi freschi li adoro, come contorno li accetto, ma nei primi faccio gran fatica a mandarli giù. Non volevo certo tirarmi indietro per l’MT Challenge di questo mese per questo piccolo particolare, quindi ho almeno colto la palla al balzo per darvi un’idea per i vostri lunch boxes, da sfruttare con qualsiasi tipo di risotto “legato” (oltretutto riciclando un vecchio suggerimento dato nella ricetta del riso al forno) proponendovi delle specie di Onigiri, Italian Style!

Gli onigiri (si legge onighiri) sono una tipica preparazione Giapponese, si presentano come delle ballottoline di riso (tradizionalmente a forma triangolare, vedi foto sotto, presa dal web) con all’interno di solito pesce, verdure o qualsiasi cosa vi baleni in testa! Il riso fungerà anche da “isolante” del ripieno, mantenendolo in buono stato anche se tenuto per qualche ora fuori dal frigo. Di solito si servono con una striscia di alga nori alla base che serve per prenderli con le dita senza sporcarsi. In verità io preferisco lo sporcarmi le dita all’odore delle alghe nori, che trovo insopportabile!immagine presa dal web

Per ottenere degli onigiri perfetti esistono in commercio (su ebay per noi italiani) degli appositi stampini, in mancanza si possono modellare o servendovi di vasetti di yogurt con mix (che hanno di solito forma triangolare), oppure con le mani, magari aiutandovi con della pellicola per alimenti (guarda qui il procedimento). Essendo i miei onigiri “Italian Style” direi che non c’è niente di meglio che un bel risotto, per essere utilizzato a questo scopo!

Ed ora, quasi per dovere di cronaca, ecco la ricetta di Risi e Bisi (o ris’e p’sieddj come si direbbe a casa mia!!!). Ho variato pochissimo la ricetta di Annamaria, la vincitrice dell’MT Challenge di Aprile (più info qui).

Ingredienti per due persone (sic!):

  • 100gr di piselli sgranati (se comprati con la buccia considerate 300g),
  • 100gr di riso
  • 1 lit. di brodo
  • due cucchiai di olio evo o burro
  • 20 gr di pancetta o prosciutto a dadini,
  • 1/2 cipolla bianca piccola
  • prezzemolo o altra erba aromatica,
  • parmigiano reggiano,
  • sale q.b.

Procedimento:

  1. Fare un soffritto con la cipolla, l’olio e la pancetta, far insaporire i piselli, quindi aggiungere un bicchiere di acqua. Coprire con il coperchio e lasciar cuocere circa 10 min., dipende anche dalla grandezza dei piselli. (se non amate il soffritto potete mettere gli ingredienti tutti in una volta in pentola e lasciare cuocere).
  2. A parte preparare del brodo e tenerlo in caldo, volendo possono anche uitlizzarsi i baccelli dei piselli se di varietà mangiatutto.
  3. Unire il riso ai piselli, lasciare che assorba i liquidi, quindi unire il brodo al bisogno mescolando per non farlo attaccare sul fondo.
  4. Quando è cotto mantecare con del burro e spolverare di parmigiano.
  5. A questo punto servire oppure, per gli onigiri, lasciar riposare il tutto coperto qualche ora (o tutta la notte), quindi preparate i vostri onigiri con le apposite formine, oppure modellando il riso avvolto nella pellicola con le mani, e sistemare nel vostro portapranzo, decorando con verdura, fettine di salumi…

risi e bisi onighiri

Sformatini alla ricotta con piselli e prosciutto crudo

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Avevo un po’ di ricotta da consumare, quindi sono andata a sfogliare il numero 6 de La Cucina-Cds che ricordavo contenere varie ricette a base di ricotta. Mi imbatto in questa che guardacaso prevedeva vari ingredienti in scadenza presenti nella mia dispensa.
Questi sformatini si sono rivelati davvero ottimi. Oltretutto sono anche veloci da preparare e cuocere: in caso di ospiti improvvisi potete fare un figurone portando in tavola, direttamente nelle cocotte una pietanza davvero ben riuscita.P1010211

Ingredienti per 6 cocotte:

  • 100g ricotta
  • 60g piselli già cotti (io ho usato quelli in scatola al naturale)
  • 6 fette di prosciutto crudo
  • 80g grana o parmigiano grattugiato
  • 200 ml besciamella (io ci ho aggiunto un po’ di noce moscata in più)
  • 4 uova
  • sale q.b.

Procedimento:

  • Scaldare il forno a 180°. Mischiare la besciamella con 40g grana.
  • Sbattete in una terrina due uova intere e due tuorli con un pizzico di sale. Montare gli albumi a neve.
  • Aggiungere alle uova metà dei piselli, la ricotta, metà della salsa bianca ed il formaggio residuo. Quindi incorporare gli albumi.
  • Trasferite il composto in cocottine monoporzione, leggermente imburrate, adagiate sulla superficie una fetta di prosciutto, un cucchiaio di salsa bianca e un po’ di piselli, fino ad esaurimento degli ingredienti.

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  • Cuocere a 180° per 15 min. o finché gli sformati non saranno gonfi. Servire caldi, presentandoli nella cocotte oppure sformandoli, saranno gradevoli alla vista in entrambe le versioni!
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Crema di lenticchie rosse e mandorle

Al supermercato avevo letto al volo una ricetta Barilla sul retro della confezione di un formato di pasta che non comprerei mai: spaghetti tagliati. Prendendo spunto dall’idea che, formato di pasta a parte, mi sembrava molto valida ho deciso finalmente di sperimentare la confezione di lenticchie rosse decorticate che avevo comprato. Se non le trovate vanno benissimo anche le semplici lenticchie rosse non decorticate (per intenderci quelle piccole) che oltretutto erano quelle indicate nella ricetta sulla confezione Barilla.

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Ingredienti per 4 persone:

  • 350/400g lenticchie rosse decorticate
  • 180/200g pasta piccola (tipo tubetti)
  • cipolla, aglio, carota
  • 4 cucchiai di olio di oliva
  • due cucchiai di passato di pomodoro
  • brodo q.b.
  • 150g mandorle tostate e tritate grossolanamente
  • (facoltativo: prezzemolo)

Procedimento:

  1. Far insaporire per qualche istante le lenticchie con olio, cipolla, aglio e carota, senza farlo soffriggere.
  2. Aggiungere quindi il brodo caldo (poco meno di due litri), il passato di pomodoro e lasciar cuocere per 30 min circa (40 se utilizzate lenticchie non decorticate).
  3. Le lenticchie decorticate, come le fave, tendono a sfaldarsi in cottura, quindi non sarà necessario passarle al mixer, tuttavia per un risultato più omogeneo o se usate lenticchie non decorticate a cottura ultimata frullate il tutto con un minipimer.
  4. Cuocete la pasta direttamente nella zuppa di lenticchie, aggiungendo brodo caldo al bisogno e mescolando di continuo perché tende ad attaccare sul fondo.
  5. Servire guarnendo con le mandorle tostate e tritate che daranno un elemento di croccantezza molto piacevole e dal sapore molto indovinato!

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Pasta e fagioli di Cle

Qualche settimana fa un’amica mi ha fatto un’improvvistata all’ora di pranzo: stavo quasi per impiattare la pasta e fagioli in programma per me, al che ho deciso di provare ad arricchirla aggiungendo qua e là un po’ di roba presente in frigorifero. Come con molte altre ricette improvvisate in pochi minuti e “arrangiate” con quello che il frigo aveva da offrire, la soddisfazione che ne è derivata per il palato è stata notevolissima! Un ottimo piatto davvero che ho già replicato diverse volte! Finalmente oggi avevo a disposizione anche un bel rametto di rosmarino fresco a favore di fotografia!!! Vi consiglio vivamente di provarla, mi ringrazierete! Occhiolino

pasta e fagioli 2.0

Ingredienti (per 4 persone):

  • 200g pasta piccola (io gnocchetti sardi)
  • 350/400g fagioli cannellini cotti
  • 70g pancetta a dadini
  • 15g olio evo
  • 4 pomodori secchi tritati (oppure, e in alternativa all’olio, pesto di pomodori secchi sott’olio)
  • un rametto di rosmarino possibilmente fresco
  • aglio

Procedimento:

  1. Mettere a cuocere la pasta e nel frattempo in una padella ben calda tostare la pancetta senza olio.
  2. Quando la pancetta ha cambiato colore aggiungere i fagioli, l’aglio in camicia (che poi eliminerete), i pomodori secchi spezzettati (oppure i pomodori secchi sott’olio frullati) , il rosmarino e l’olio q.b. Cuocere fino a che non sarà pronta la pasta.
  3. Scolare la pasta al dente conservando un po’ di acqua di cottura, unirla ai fagioli e saltarla per qualche istante. A me piace ben mantecata, tipo risotto, ma se vi piace più brodosa aggiungete dell’acqua di cottura.

La mia amica ha fatto la scarpetta!!mammapa

Come avrete notato, se si usano fagioli già lessi o in scatola i tempi di preparazione sono quelli di cottura della pasta, ulteriormente “accorciati” se come me utilizzate un bollitore elettrico per l’acqua! Occhiolino Se avete voglia/bisogno di sbirciare altre ricettine speedy date un’occhiata alla raccolta di Alessandra-MammaPapera alla quale partecipo anche io con questa ricetta (e altre in arrivo). Clicca sull’immagine a lato per maggiori info!


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