Brownies (senza burro)

Chi non ama i Brownies? Cioccolatosi, morbidi, scioglievoli e anche abbastanza facili da preparare, purché si seguano dei semplici accorgimenti. Altrimenti il rischio è di ritrovarsi con dei mattoncini talvolta bruciacchiati e anche un po’ pesantucci.

Le prime volte che ho provato a fare i brownies la sensazione che ne è derivata è spesso stata: “si buono, ma pesante!!!” … “si buono, ma unto!!!”… “si buono, ma troppo grosso!”…

Insomma! si, buono, ma… In pratica ho notato che seguendo le indicazioni tradizionali su ingredienti, dosi e persino misure della teglia e quantità di quadrotti ottenibili, il risultato che ottenevo non incontrava il mio gusto, beccandosi sempre un grosso “MA” nella valutazione complessiva!

Gira e rigira, le ricette di brownies che potete trovare nei libri o in rete si assomigliano tutte, ma sono le piccole accortezze che fanno la vera differenza tra un risultato goloso e un risultato che vi lascia con un grosso “MA” nella testa!

Per cui se anche voi avete già provato in passato a fare i brownies ma non ne siete rimasti entusiasti, vi invito a provare questa ricetta e a dare anche uno sguardo ai rimedi contro i più comuni problemi quando si tratta di preparare questi deliziosi e scioglievoli quadrotti di cioccolato.

Brownies

Cosa fare se i brownies vengono bruciacchiati o secchi.

Se i vostri brownies sono bruciacchiati o addirittura secchi (vi si fermano in gola), vuol dire che avete sbagliato tempi e/o temperatura di cottura. Il mio consiglio è da sempre quello di cuocere le torte a base di cioccolato ad una temperatura inferiore ai 180°C.
La cottura “canonica” a 180* o superiore, se protratta per più di 8/10 minuti (per intenderci, più del tempo di cottura necessario a cuocere un biscuit per rotoli o un tortino con cuore fondente) inesorabilmente vi farà ritrovare con i bordi del vostro dolce bruciacchiati, talvolta proprio carbonizzati. Con qualsiasi dolce al cioccolato potete restare tra i 160 ed i 165°C, senza timore, anche se la ricetta che state seguendo prevede una temperatura maggiore: il dolce cuoce lo stesso, magari ci vorrà qualche minuto in più, ma ne guadagnate in gusto.

Inoltre per mantenere la giusta umidità dei brownies NON VALE la prova stecchino!!! Ovvero: lo stecchino non deve venire fuori perfettamente pulito, ma devono restare attaccate due o tre briciole. Attenzione però: lo stecchino non deve avere evidenti striature di cioccolato, lo stecchino deve essere pulito ma con qualche briciolina ancora attaccata.

Tenete sempre conto che si tratta di un dolce americano e il 90% delle volte sono dolci che non seguono i sacri canoni della cucina europea, e sono (secondo i nostri standard) mal preparati e/o mal cotti. Ma, nonostante questo, hanno per molti un certo fascino!

Cosa fare se i brownies vi sembrano troppo pesanti o unti

A volte è capitato anche a me: prendendo un quadrotto di brownie in mano la sensazione che ne ho avuto è stata quella di sollevare un mattoncino… mattoncino che una volta ingerito mantiene tutta quella sensazione di pesantezza anche dentro di voi. Peggio ancora se al tatto lo sentite unto.

Probabilmente la vostra ricetta prevede un po’ troppo burro oppure avete unto la teglia.

Ad ogni modo il mio consiglio è quello di sostituire il burro con del grasso vegetale, scegliete voi se olio di semi oppure margarina (ormai di margarine idrogenate non ne esistono più in commercio, quindi andate tranquilli!), ne guadagnerete in leggerezza non tanto calorica ma proprio di sensazione fisica!

Inoltre, non è necessario ungere la teglia. Per la cottura corretta dei brownies seguite il procedimento riportato sotto. Altro consiglio che posso darvi, dato che comunque sono e restano dei bei mattoncini, è di farli un po’ più bassi e piccolini, insomma dei “bite-size-brownies” da consumare in due morsi, non di più! Come detto sopra, i brownies sono una classica americanata, molto lontana dal senso di equilibrio che abbiamo noi europei e noi italiani in cucina e

Ma passiamo alla ricetta vera e propria!

Ingredienti per i Brownies

Dosi per una teglia quadrata di 20 cm oppure tonda di 18cm diametro (mezza dose)

  • 70g farina 00 (setacciata)
  • un pizzico di sale
  • la punta di un cucchiaino di lievito per dolci oppure un pizzico di bicarbonato
  • 100g cioccolato fondente (70% almeno)
  • 85g margarina oppure olio di semi
  • 130/150g zuchero
  • 2 uova
  • facoltative (io non ne ho messe) gocce di cioccolato e/o frutta secca (25g)

Come fare i Brownies

  1. Preriscaldare il forno a 160°C e rivestite il fondo e i bordi di una teglia quadrata di 20 cm di lato con dell’alluminio.
    L’alluminio vi sarà utile per sformare i brownies dopo la cottura, in quanto, come ho scritto sopra, restano un po’ indietro di cottura e potrebbe essere difficile sformarli. Solitamente si consiglia di imburrare l’alluminio, io trovo che si possa non fare ed anzi, a mio parere, si ottiene un brownie meno unto non ungendo il fondo della teglia. Se preferite ungere, vi consiglio di cospargere il fondo con del cacao amaro oppure della farina, facendo aderire bene a tutto il burro spalmato.
  2. In una ciotola adatta al microonde, fondete il cioccolato e scioglietevi all’interno anche la margarina (oppure emulsionate il cioccolato fuso con l’olio di semi). Unite quindi il resto degli ingredienti nella stessa ciotola mescolando bene con una frusta.
  3. Se aggiungete anche la frutta secca o le gocce di cioccolato, abbite cura di infarinarle prima di aggiungerle all’impasto, in modo che non si depositino tutte sul fondo.
  4. Trasferite il composto ottenuto nella teglia rivestita di alluminio e livellate bene. Otterrete uno strato di circa 2 centimetri di spessore.
  5. Cuocere a 160°C per 20/25 min. Fate la prova stecchino trascorsi 20 minuti, a seconda del forno potrebbero volerci più minuti di cottura. Ricordate che deve rimanere qualche briciola attaccata allo stecchino, che comunque deve risultare pulito e non sporco di cioccolato.
  6. Togliete dal forno e lasciate raffreddare un poco a temperatura ambiente (potete anche congelarli). Quindi tagliate a quadrotti.

I brownies sono buoni a tutte le temperature. A me piacciono leggermente scaldati al microonde con su una palla di gelato! E a voi? Ditemelo nei commenti!!!!

Brownie-caldo-con-gelato

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Dai uno sguardo alle ultime ricette

Pastiera Classica e Pastiera al Cioccolato senza canditi (Neapolitan Easter Tarte – 2 versions)

Click here or scroll down for the English version of the Neapolitan Pastiera Recipe

Buona Pasqua, Amici! Quest’anno necessariamente “con i tuoi” più stretti.

In questo anno strano in cui siamo alle prese con la quarantena in molti potrebbero pensare che “non valga la pena” festeggiare, preparare e celebrare.

Pastiere

Io non sono credente, eppure non posso lasciar passare Pasqua senza la pastiera, anche perché è l’unico periodo dell’anno in cui mi concedo di farla: adorandola e mangiandola solo io nella mia famiglia (ristretta) finirei con l’abbuffarmene in maniera socialmente non condivisibile! Inoltre, credo che più certi dolci si mantengono all’interno della loro stagionalità, più carichi di significato diventano per noi.

Ammetto di aver pensato anche io di non farla quest’anno in quarantena e ripiegare su un altro dolce, ma poi la tradizionalista che è in me ha avuto la meglio. Solo che, come ho detto, in casa mia l’avrei mangiata solo io…. che fare allora? mangiarne un quantitativo spropositato in pochi giorni? Possibile ma non auspicabile! Molto piu semplice, invece, creare una variante marito-friendly! Partendo da un unico vasetto di grano ho quindi preparato 3 pastiere: una classica (praticamente solo per me!) una al cioccolato senza canditi (per il resto della famiglia) e ... una salata! Un unico impasto diviso in tre che poi ha accolto gli ingredienti finali diversi. Se siete ancora indecisi sul se farla o no… io voto sempre a favore di questo sublime dolce celebrativo della Primavera! Ora avete anche due varianti in più!

Per la Pastiera Salata vi rimando al post precedente, qui vediamo nello specifico la Pastiera Classica e la Pastiera (senza canditi) con le gocce di cioccolato.

Pastiera-classica-pastiera-cioccolato

La ricetta di base che ho sempre seguito io è quella riportata sulla confezione di grano cotto D’Amico, che prevede, il linea di massima, stesse quantità di grano, ricotta e zucchero, e almeno un uovo ogni 100g di grano. Tuttavia con lo zucchero mi regolo anche in base alla dolcezza della ricotta.
Per la frolla vi consiglio di usare meno zucchero rispetto alla vostra ricetta abituale, in questo modo verrà più morbida e bilancerete la dolcezza del ripieno. 

Ingredienti per una pastiera di circa 22 cm:

  • 350g pasta frolla
  • 250g grano cotto
  • 250g ricotta (io preferisco quella di pecora o mista)
  • 8 cucchiai di latte
  • 40g burro
  • 200/180g zucchero (dipende anche dall’acidità della vostra ricotta)
  • 3 uova
    per la versione classica
  • mezza fialetta di aroma di fiori d’arancio
  • un cucchiaio di cedro candito (25g)
    per la versione al cioccolato
  • aroma arancia oppure cointreau
  • una tazzina di gocce di cioccolato fondente

Procedimento:

  1. Cuocere per circa 10 min. il grano con il latte, fino a che non si sarà addensato (raffreddandosi il latte si asciugherà di più). Quindi aggiungere il burro.
  2. Intanto lavorare la ricotta con una frusta per renderla più fine e cremosa (la regola vuole che si passi al setaccio per ottenere una consistenza più fine, ma io trovo più sbrigativa e ugualmente efficace la frusta), aggiungere lo zucchero e continuare a lavorarla sino ad ottenere una crema.
  3. Aggiungere le uova uno alla volta, quindi l’aroma, il grano ed infine i canditi (oppure le gocce di cioccolato).
  4. Stendere la pasta frolla in una sfoglia di circa 3 mm e foderare fondo e bordi di uno stampo. 
  5. Riempire lo stampo con il ripieno, ripiegare i bordi di frolla all’interno. A piacere decorare con le caratteristiche losanghe di pasta frolla. Io non sono abile con le decorazioni geometriche per cui la lascio aperta e mi si perdoni per lo strappo alla regola!!!! 
  6. Infornare a 180° per 50/60minuti (dipende da quanto spesso è lo strato di ripieno e dal forno.
  7. Lasciar raffreddare per bene prima di gustare.
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Carbonara Day: celebrato in diretta streaming su Facebook

Ieri nel Carbonara Day, ho fatto una follia: ho preparato in diretta streaming uno dei piatti più insidiosi della cucina romana e italiana: la Carbonara, cercando di attenermi ai sacri canoni dei primi romani, che trovate enunciati di seguito:

decalogo carbonara

I più attenti di voi avranno notato che in questo blog manca la carbonara e questa è stata una scelta ben precisa: non volevo addentrarmi in un terreno insidioso se non con una perfetta esecuzione. L’unica “carbonara” che ho postato è stata quella dichiaratemente finta perché senza uova, ma comunque rispettabile!

Mi sono allenata e tanto sulla carbonara, ma, devo ammetterlo, a suon di pancetta, che il guanciale non è proprio semplice reperirlo fuori dal Lazio.

Il risultato delle mie esercitazioni è stato molto più che soddisfacente, ma tanto e tale è la mia sindrome dell’impostore (anche se cucino da quando avevo 8 anni ed ho 30 anni di esperienza alle spalle, davvero!) che… non l’ho nemmeno mai fotografata la mia carbonara, perchè è sempre stato qualcosa verso cui ho espresso un vero e proprio timore reverenziale, temendo che quello che piace a me sia in realtà inaccettabile per i puristi o non catalogabile al 100% come carbonara (e in tema di carbonara: o lo sei al 100% oppure non lo sei, lo sappiamo!)

Per cui, l’essermi buttata nella preparazione in diretta della carbonara è stato davvero un salto fuori dalla mia comfort zone. Apprezzatelo questo! 😀

Sarà venuta? si/no? Guardate il video e lo scoprirete!

La foto ieri non sono riuscita a farla per cui mi è toccato rifarla! Ed eccola qui!

Carbonara-perfetta

Questa volta, per ottenere questo splendido risultato ho fatto come al mio solito e non come in video: ho mantecato la pasta nella pentola di cottura della pasta e non nella padella del guanciale. Prima di mettere l’uovo ho messo il formaggio così da abbassare un pochino di più la temperatura… Ed eccola qui, splendida splendente, senza effetto frittatina ma con la crema di Tuorlo.
Mi sono pure concessa un pizzico di pepe. Tiè! (Domani starò male, ma ne è valsa la pena)

Chocolate-babka

Chocolate Glazed Babka. La vostra nuova brioche da colazione

Devo dire la verità, li avevo visti in giro su social e blog questi pan brioche con coreografici vortici di cioccolato in superficie e all’interno, ma ancora non avevano catturato la mia attenzione: so bene che spesso alla coreograficità non corrisponde sempre un gusto all’altezza delle aspettative. Fino a che non mi imbatto nel feed Instagram di Food and Wine e vedo questa meraviglia:

Come vedete il feed è di un paio di giorni fa ed io l’ho fatta e postata immediatamente perché merita davvero. Ho però adattato il procedimento ad un’altra ricetta per pan brioche, dato che la ricetta era in cups ed io e i cups non andiamo tanto d’accordo!

Mentre il (o la?) Babka era in forno mi sono poi informata sulle sue origini, il nome particolare mi faceva pensare a qualcosa di tradizionale. E così è: è un dolce di origini ebraiche, recentemente tornato in auge grazie ad una pasticceria NewYorkese ed approdato in Italia grazie a Carol Choi . Per maggiori info, per chi ne volesse sapere di più, potete leggere la storia del Babka sulla pagina di Dissapore.

chocolate-babka

Mi riservo, quindi, di provare una versione più “ortodossa”, con tutti i vortici di rito in superficie e senza il glassaggio al cioccolato, ma vi assicuro che anche così è strepitoso.

Sotto le dosi della ricetta che ho “messo a punto”, sono partita dalle dosi di un pan brioche neutro, e aumentato un po’ lo zucchero. Tuttavia l’impasto era troppo liquidino per poter essere arrotolato per cui ho aggiunto altra farina (che, non ho pesato ben bene). E’ la seconda volta che l’impasto per brioche mi viene “floscio”… sarà mica che nel contenitore della Manitoba sarà invece finita farina normale che mi sgarra le dosi? mah!?

Ma ora basta chiacchiere, facciamo parlare Babka, Chocolate Babka!

Chocolate-babka

Ingredienti per il Chocolate Babka

Per l’impasto

  • 500g + 150g di farina manitoba(*)
  • 250g latte intero fresco
  • 10g miele
  • mezzo cubetto di lievito di birra
  • 100g zucchero semolato (*)
  • 10g sale
  • due uova medie (circa 100g) (*)
  • 100g burro a temperatura ambiente

Per il ripieno:

  • 150 g cioccolato (io metà al latte, metà fondente)
  • 100g burro fuso
  • due cucchiai di cacao amaro
  • circa 5 biscotti sbriciolati (io Gocciole extra dark)

Per il glassaggio

  • 150g cioccolato fondente (50%)
  • un cucchiaio di burro
  • un cucchiaino di rum

(*) NOTA IMPORTANTE: La ricetta originale del panbrioche dolcesale da cui sono partita è quella di Montersino. Ho fatto delle modifiche che spiego sotto.
La dose di zucchero è maggiore in quanto volevo che l’impasto fosse più dolce.
Dato che ho provato questa ricetta in quarantena, avendo poche uova a disposizione, non mi andava di aprirle tutte per usarne solo i tuorli, come previsto dalla ricetta, per cui ho usato uova intere. Probabilmente è stata la presenza degli albumi a sbilanciare la mia ricetta e a richiedere maggiore quantità di farina (il + 150g circa). Tuttavia il risultato è stato spettacolare, probabilmente anche grazie al doppio impasto che è stato necessario per aggiustare il quantitativo di farina, per cui vi do la dose ed il procedimento che ho usato. Sentitevi comunque liberi di usare la vostra ricetta collaudata di pan brioche, purché di consistenza adatta ad essere arrotolato, oppure la vostra ricetta per la torta delle rose.

Procedimento per il Chocolate Babka (Fotoprocedimento)

Più sotto trovi la gallery con le foto dei passaggi più importanti del procedimento.
Trovi il videoprocedimento anche sul sito di Food&Wine

  1. Mettere nella ciotola della planetaria (o della macchina del pane) le uova, il latte, il lievito sbriciolato 500g di farina e tutti gli altri ingredienti tranne il burro. Fate impastare per bene e solo quando il composto è liscio ed incordato aggiungere il burro a temperatura ambiente.
  2. Se l’impasto dovesse risultare troppo molle per poter essere steso e arrotolato, aggiungente la seconda dose di farina e fate un secondo ciclo di impasto. L’impasto deve essere morbido ma lavorabile al mattarello. Lasciar lievitare per due ore. Dopo la lievitazione dividete l’impasto in due panetti uguali e stendeteli in due rettagoli di uguale dimensione (più sottili sono, maggiore sarà l’effetto variegatura finale).
  3. Preparate la farcia: sciogliete il cioccolato ed il burro insieme, aggiungete il cacao ed i biscotti sbriciolati. Il composto deve poter essere spalmabile.
  4. Spalmate un sottile strato di composto di cioccolato burro e biscotti su entrambi i rettangoli di pasta brioche e arrotolateli. Se è avanzato del composto potete spalmarlo sull’esterno di uno dei due filoncini.
  5. Disponete i filoncini uno sopra l’altro formando una croce. Quindi attorcigliate le due stremità formando una treccia.
  6. Trasferite la treccia ottenuta in uno stampo per pane a cassetta o, in mancanza, per plum cake. Per aiutarvi trasferite il filoncino servendovi di carta da forno come mostrato nella foto in basso. Lasciate lievitare per un’altra ora o due.
  7. Cuocere a 180°C, in forno statico per 40/45 min. secondo la potenza del forno. Quando è cotto sentirete un buon odore di pane appena sfornato, deve scurirsi abbastanza in superficie. Se vi sembra che la copertura al cacao si sia scurita troppo, eliminatela pure grattando via con un coltello (come ho fatto io).
  8. Lasciar raffreddare. Intanto preparare il glassaggio: fondere il cioccolato, sciogliervi all’interno il burro e profumare con un goccio di rum.
  9. Spalmare il glassaggio al cioccolato su tutta la superficie del Babka e gustare a colazione, merenda, pranzo e cena!
  • impasto-steso
  • spalma-ripieno-cioccolato
  • arrotola-impasto
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Chocolate-babka
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Chiacchiere-perfette

Chiacchiere perfette

L’anno scorso ho fatto le chiacchiere per la prima volta. Ci credereste? In verità su precetto della maestra di scuola materna di mia figlia che mi aveva coinvolto nella preparazione delle chiacchiere a scuola come rappresentante di sezione.

Per non sfigurare, ho iniziato una decina di giorni prima la sperimentazione, provando la ricetta “collaudata” di un’altra mamma, della zia dell’amica, della procugina della vicina di casa… niente… non mi convinceva nessuna, fino a che ho deciso di provare alla mia buona vecchia maniera facendo ricerche approfondite in rete su siti fidati.

Mi sono quindi imbattuta sulla ricetta (ma soprattutto consigli d’oro) di Dissapore. Forte delle spiegazioni tecniche contenute nel post (che vi invito rigorosamente a leggere e seguire) non solo ho preparato delle chiacchiere formidabili, ma… a detta delle maestre, ho “vinto” a mani basse la gara (ufficiosa) a scuola per le migliori chiacchiere preparate in diretta (e di mamme a friggere ce ne erano un bel po’! tutte con la propria “ricetta infallibile delle chiacchiere”). Io le altre non le ho assaggiate, ma in effetti l’aspetto delle mie era più invitante, devo concedermelo (anche perchè tenevo sempre sotto controllo la temperatura dell’olio).

Quindi, amici e amiche, se volete le chiacchiere ma non “a chiacchiere”, ecco la ricetta da seguire e gli errori da non fare (come viene suggerito sul sito Dissapore).

Ingredienti per le chiacchiere

  • 140 gr di farina forte (per i più precisi dai 260 W).
  • 20 gr burro a temperatura ambiente
  • 30 gr zucchero
  • 1 uovo medio
  • 1 gr di sale
  • la scorza grattugiata di mezzo limone
  • 2 cucchiai di Marsala secco (io ruhm, ma va bene anche la grappa)
  • 2 cucchiai di vino bianco secco (o quanto ne richiede l’impasto)
  • (facoltativo) mezzo cucchiaino di lievito istantaneo (non ce ne sarebbe bisogno se seguite alla lettera la ricetta e i consigli sotto, ma se volete stare più sicuri, aggiungetelo pure).

*Attenzione a non eliminare la componente alcolica, fondamentale per avere un impasto friabile e sottile e far formale le caratteristiche bolle anche senza l’aggiunta di lievito. non preoccupatevi per i bambini: l’alcol evapora completamente in cottura.

Come si preparano le Chiacchiere

  1. In una terrina, setacciare la farina e unirvi l’uovo, il sale, lo zucchero, il burro a pomata, la scorza di limone grattugiata e impastare il tutto, aggiungendo il ruhm.
  2. Continuare a impastare aggiungendo tanto vino bianco secco quanto ne servirà per ottenere un impasto liscio e omogeneo (in genere potranno occorrere ancora due/tre cucchiai, dipenderà dal grado di assorbimento della farina), simile a quello della pasta fresca: occorreranno, a mano,  circa una decina di minuti.
  3. Fare un panetto, avvolgere in una pellicola e far riposare almeno un’ora a temperatura ambiente, per dar modo all’impasto di ammorbidirsi e stenderlo più facilmente.
  4. Trascorso il tempo di riposo, riprendere l’impasto e stenderlo sottilissimo con il mattarello su una spianatoia infarinata, allo spessore di un millimetro. La pasta deve essere praticamente trasparente (quindi più sottile di quella che riuscireste a tirare con la macchinetta sfogliatrice). Non sbagliate lo spessore della pasta! ne va della friabilità e del gusto. Il più sottile che potete, quasi trasparente.
  5. Con una rotella tagliare dei rettangoli, della misura di circa 10/12 cm. di lunghezza e 5 di larghezza, facendo un taglio centrale in modo che friggano meglio.
  6. Mettere abbondante olio di arachide (non di oliva, che ha un punto di fumo troppo vicino ai 175*) in una padella dai bordi alti o in una casseruola, aspettare che la temperatura arrivi a 170-175 gradi, misurando con un termometro da cucina, poi immergere le chiacchiere, poche per volta.
    !La temperatura è molto importante per una cottura fragrante e leggera! Cuocere a temperatura più bassa vi farà avere chiacchiere pregne di olio, a temperatura più alta chiacchiere bruciacchiate. Mettere poche chiacchiere per volta vi aiuta a (i) non abbassare troppo la temperatura dell’olio; (ii) poterle controllare meglio evitando che si brucino.
    Se la temperatura sale oltre i 180*C spegnete il fuoco oppure abbassate il minimo la fiamma fino a che tornate di nuovo alla temperatura ottimale.
  7. Lasciarle una decina di secondi poi girarle sull’altro lato, lasciandole anche qui per pochi secondi .
  8. Una volta cotte, prelevare le chiacchiere usando una pinza, metterle su un vassoio ricoperto di carta da cucina e spolverizzatele, ancora tiepide, con zucchero a velo.
Chiacchiere-perfette

Cheesecake Brownies

(English version in the first comment below)

Durante il mio viaggio a New York questa è stata la mia vera addiction in quel di Starbucks! Brownies sormontato da crema cheesecake. La nota acidula della crema al formaggio che smorza la dolcezza del brownie. Un connubio per me straazzeccato.

Non ho fatto così tanti tentativi nel replicarla come per la Lemon Pound Cake solo perché sapevo bene che avrei mandato giù ancora prima che si raffreddasse una teglia intera di brownies, per cui non ho sperimentato molte varianti, ma questa, proposta nel libro American Bakery è abbastanza soddisfacente (anzi, credo che la presenza di questa ricetta fu all’epoca la discriminante per il mio acquisto!).

Ho approfittato del mio terzo breakfast party (tenutosi anche questo in occasione del mio compleanno, lo scorso weekend) per prepararne doppia dose di cheesecake brownies e deliziare i miei amici. Non ne è avanzata una briciola. Che ve lo dico a fare.

Ingredienti per i cheesecake brownies

Dosi per una teglia quadrata 20×20 (16 pezzi)

  • 80g burro fuso + un po’ per la teglia
  • 100g cioccolato fondente (almeno 60%) fuso
  • 150g zucchero
  • 2 uova
  • 70g farina “0” (o Manitoba, non la “00”)
  • 1 cucchiaio di cacao
  • 30g gocce di cioccolato (facoltative)

Per la farcia

  • 200g philadelphia
  • 1 tuorlo
  • 50g zucchero
  • 1/2 cucchiaio (8ml) succo di limone

Come fare i cheesecake brownies

  1. Preriscaldare il forno a 165°C. Imburrare per bene il fondo ed i bordi di una teglia 20×20.
  2. Fondere nel microonde oppure a bagnomaria il cioccolato e aggiungere il burro (non mettere dall’inizio nel microonde burro e cioccolato, specie se il cioccolato è a pezzi gorssi per evitare di bruciare il burro). Mescolare sino ad ottenere un composto liscio e fluido.
  3. Aggiungere quindi lo zucchero, le uova una alla volta, la farina, il cacao ed un pizzico di sale. Infine le gocce di cioccolato infarinate (così non si depositeranno tutte sul fondo).
  4. Stendere il composto nella teglia livellando per bene.
  5. Preparare la farcia: mescolare per bene insieme il formaggio con il tuorlo, lo zucchero ed il limone. Distribuire la farcia a cucchiaiate equidistanti sul composto al cioccolato. Per praticità, io preferisco usare il sac a poche (e pure mia figlia!)
  1. Mescolate grossolanamente i due composti con un coltello o una spatola sottile, in modo da creare un effetto marmorizzato/variegato.
  2. Infornate per 45/50 min. a 165°C. Per la prova stecchino: il dolce è pronto quando rimane ancora attaccata allo stecchino qualche briciola. Deve rimanere un po’ umido all’interno.
  3. Tagliate in quadrotti e servite leggermente tiepidi o a temperatura ambiente.

Note e suggerimenti:

  • Attenzione a non cuocere troppo i brownies, nè ad una temperatura troppo alta. La “normale” temperatura usata per i dolci di 180° è troppo violenta, farebbe scurire il composto cheesecake e darebbe un sentore di bruciacchiato al dolce (in generale, io non supero mai i 170°C per i dolci al cioccolato in ogni caso).
  • La dose del composto cheesecake potrebbe sembrare troppa. Regolatevi in base al vostro gusto. Quando ne ho messo meno del previsto me ne sono pentita, perché con meno crema dopo la cottura si perde l’effetto cremosità e nel complesso la ricetta non sembra bilanciata.
  • Lo strato del brownie io lo preferisco non troppo spesso. Per regolarvi con la dose, io ho utilizzato uno stampo stretto rettangolare da crostata con stampo removibile. Perfetto. Importante imburrare bene anche i bordi.
  • Per distribuire uniformemente la farcia, io preferisco usare il sac a poche… e così anche mia figlia che ama aiutarmi in cucina… tanto più se c’è da spremere qualcosa!
  • Variante: Se vi dovesse avanzare della farcia cheesecake, potete usare l’eccesso per un cheesecake al pan di stelle, frullando una parte di burro e due parti di biscotti. Sotto sempre le manine laboriose di mia figlia!

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(Come quello di Starbucks) Lemon Pound Cake – Videoricetta

Original English recipe, here.

Questa torta l’ho assaggiata per la prima volta con mio marito in viaggio di nozze da Sturbucks. E’ una delle nostre preferite e, di ritorno a casa, ho provato numerose ricette prima di arrivare a questa che vi propongo nel video. Ho prima provato ad adattare ricette già in mio possesso (come la torta glassata all’arancia paneangeli), poi ho provato la ricetta di Martha Stewrt passando per quella proposta sul libro American Bakery.

Sino ad approdare a qusta ricetta che da tempo tenevo salvata su Pinterest: Better than Starbucks Lemon Pound Cake. In tutta sincerità, tentennavo ad eseguirla a causa dei problemi che di solito mi crea la conversione da cups a grammi.

Ad ogni modo, dopo vari esperimenti, questo è il miglior risultato sin’ora ottenuto. Sono partita dalla ricetta linkata sopra, ma ho diminuito la quantità di zucchero (in base ai cups ne avrei dovuti mettere 600g!!!!) e sostituito la panna acida con lo yogurt. Ho anche un po’ diminuito la quantità di succo di limone, se si eccede si ottiene una torta secondo me gommosetta, poco invitante. Sotto trovate il dosaggio preciso e i trucchetti per riuscire nell’impresa. E’ un dolce tutto sommato semplice ma che richiede qualche piccola accortezza per un risultato degno appunto di Starbucks, tra cui l’attenzione a non usare ingredienti freddi di frigo (e, anzi, più caldi rispetto alla temperatura ambiente).

Il caratteristico ed accentuato aroma di limone è dato dalla presenza nell’impasto della buccia e del succo di 4 limoni. Attenzione però: crea dipendenza! Non ve la prendete con me se poi dopo averla preparata finisce in 10 minuti di orologio!!!

Ingredienti per la lemon pound cake

Lemon-pound-cake

(dosi per due stampi da plumcake o uno stampo per ciambellone americano)

  • 6 uova (tenute per 10 min in acqua calda di rubinetto)
  • 370g farina “0”
  • 300g zucchero zefiro
  • un vasetto di yogurt (al limone, o bianco) oppure panna acida, a temperatura ambiente
  • lievito per dolci
  • buccia di 4 limoni non trattati (medi)
  • succo e polpa di 3 o 4 limoni (circa 100/120 ml di succo)
  • 250g burro (meglio se leggermente salato) molto morbido (con la punta del coltello dovreste poterlo trapassare senza premere)

Per la glassa:

  • due bustine di zucchero a velo
  • il succo di mezzo limone

Procedimento:

  1. Grattugiate la buccia dei limoni (solo la parte gialla) ed unitela allo zucchero.
  2. Pelate a vivo i limoni (quelli di cui avete grattugiato la buccia). Raccogliete in una ciotola succo e polpa (senza noccioli e senza membrane interne), schiacciateli con una forchetta o una pressa. Questo succo e polpa di limone dovrà poi essere aggiunto all’impasto.
  3. Montate il burro ben ammorbidito con lo zucchero e la buccia di limone. Unite lo yogurt e le uova una alla volta.
  4. Incorporate quindi la farina ed il lievito setacciati ed infine il succo del limone.
  5. Amalgamare per bene il tutto e dividere il composto in due stampi da plum cake (oppure uno da ciambellone americano).
  6. Cuocere per 40/45 minuti a 180°C (vale la prova stecchino). Cercate di tirare fuori il dolce quando allo stecchino restano attaccate poche bricioline, ma nessuna traccia di impasto crudo).
  7. Lasciar raffreddare. Intanto preparate la glassa mischiando per bene lo zucchero a velo con il succo di limone. Aggiungete il limone poco per volta, sino ad ottenere la consistenza desiderata (a me piace un po’ più sostenuta). In alternativa potete anche semplicemente spolverarlo con zucchero a velo o lasciare al naturale: è buonissimo comunque!

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Pollo con riso stile Tex-Mex (a lenta cottura) – Slow cooker chicken burrito bowl.

Original English recipe of the Chicken Burrito Bowl here

In fatto di ricette e anche progetti di Fai-da-Te, Pinterest è spesso foriera di grandi delusioni, tanto che avevo smesso di appuntarmi qualsiasi ricetta “made in USA”. Tuttavia, quando si tratta di ricette per la slow-cooker, i Pin americani sono quelli che continuano a farla da padrone, essendo la slow cooker un attrezzo molto diffuso in tutte le cucine americane.

Il titolo originale di questa ricetta è Chicken Burrito Bowl . Cosa sarà mai!? Il burrito è una tipica preparazione della cucina tex-mex, ed è sostanzialmente una “piadina” con ripieno a base di carne, legumi e verdure, ovviamente piccante e speziato! Il burrito-bowl, altro non è che il ripieno del burrito, servito in ciotola, come minestra, invece che in un wrap. Mi perdoneranno messicani e texani che passeranno di qui se questa ricetta in sé non la definirebbero “tex-mex” ma, non avevo altro modo di tradurre in maniera comprensibile ed incisiva il titolo della ricetta in Italiano!

Ad ogni modo, questa è una ricetta che, con qualche piccolo aggiustamento e adattamento, ho replicato già varie volte, soprattutto perché i galletti ruspanti, belli tosti, che mi porta mio padre dalla nostra bella campagna, richiedono una cottura lunga oppure nella pentola a pressione (che non ho), e sfogliando i vari Pin su Pinterest, questa era sicuramente una di quelle più facilmente replicabili, adattabili al nostro gusto e non eccessivamente cariche di panna, formaggi e compagnia bella.

Per me è un ottimo piatto unico, giustamente speziato e saporito. Se avete la slow-cooker (o altro robot da cucina su cui potete impostare tempi e temperature) provatelo e ditemi cosa ne pensate! E’ anche ottimo per riciclare eventuali avanzi o vasetti vari di legumi in scadenza.

chicken-burrito-bowl

Ingredienti per 4 porzioni

  • un petto di pollo (ruspante) senza pelle e senza ossa
  • una cipolla
  • una lattina piccola di pelati
  • brodo q.b.
  • 200g riso integrale
  • 1 vasetto di fagioli (borlotti, cannellini, come preferite)
  • 1 vasetto di mais al naturale (io talvolta lo sostituisco con dei piselli)
  • peperoncino piccante
  • sale e pepe
  • cumino (non l’ho messo)
  • erba cipollina, basilico o prezzemolo

Procedimento

  1. Inserire nella slow cooker (o in una casseruola sul fornello più piccolo, al minimo) il petto di pollo tagliato a pezzetti, i pelati, la cipolla tagliata finemente, il peperoncino e brodo quanto basta per ricoprire il pollo.
  2. Cuocere a 95°C per 2 o 3 ore. Non deve bollire. Il pollo diventerà tenerissimo (se non usate pollo ruspante, potete cuocere anche per un tempo inferiore).
  3. Trascorso il tempo di cottura del pollo, aggiungete i legumi ed il riso (oppure un mix di legumi e cereali secchi), se occorre aggiungere altro brodo caldo. Cuocere per altri 30/40 min., sempre a bassa temperatura (95°C) o comunque il tempo necessario a che il riso ed eventuali legumi secchi siano ben cotti.
  4. Negli ultimi minuti di cottura aggiustate di sale, aggiungete l’olio ed erbe aromatiche a piacere. Se occorre alzare la temperatura di cottura per far restringere il brodo sino ad ottenere la “brodosità” desiderata.
  5. Lasciar riposare una decina di minuti prima di servire.

Dati i tempi di cottura molto lunghi, è una ricetta che può essere preparata il pomeriggio per la sera, oppure messa a cuocere la mattina mentre siete al lavoro. Il vantaggio di usare la slow cooker invece che il fornello sta proprio nel fatto che potete tranquillamente “dimenticarvi” della pentola e addirittura uscire di casa! Io ho comprato la slow cooker dopo che è nata mia figlia, ed è stata molto utile anche per preparare da mangiare mentre ero in casa ad allattare e non sempre libera di alzarmi a mio piacimento per controllare pentole, fuochi, ecc. Si mettono tutti gli ingredienti, si imposta il timer e… ciao!

riso-con-pollo-tex-mex

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Hummus di ceci

Da tanto tempo volevo provare a fare l’hummus di ceci a casa, ma non riuscivo a trovare la salsa tahina (una salsa a base di semi di sesamo) che, insieme ai ceci, è uno degli ingredienti caratterizzanti. Sino a che non mi sono imbattuta finalmente nella ricetta della salsa tahina su Giallozafferano e mi sono accorta che è in realtà semplicissima da fare!!!

Volete provarci anche voi? Alla prossima capatina al supermercato procuratevi un sacchetto di semi di sesamo, un vasetto di ceci, se possibile olio di sesamo esarete già a metà dell’opera!

Non sapete cosa è l’hummus? beh è una crema/salsa di ceci (o altro legume) di origine medio-orientale, che viene consumata con pane azzimo, oppure spalmata su panini o vrap, ma è anche ottima come accompagnamento per le verdure crude. Probabilmente il successo dell’hummus negli ultimi anni è dovuto non solo alla sua bontà, ma anche al suo essere adatto ad una alimentazione vegana, ed in più è senza glutine.

L’hummus acquistato già pronto spesso ha un sentore di aglio troppo forte. Il vantaggio di fare in casa l’hummus sta proprio nel fatto che potete dosare gli aromi e le spezie secondo il vostro gusto. Non fate come me, non aspettate un giorno in più: preparatelo oggi stesso!

Ingredienti per fare l’hummus a casa

  • 500/600g di ceci già cotti
  • succo di mezzo limone
  • q.b. aglio (io preferisco usare quello in polvere)
  • q.b. paprika
  • sale, pepe q.b.
    per la salsa tahini
  • 100g semi di sesamo
  • olio di sesamo
  • acqua calda q.b.

Procedimento

  1. Preparare la salsa tahina: versare i semi di sesamo su una padella antiaderente e far tostare per 2 o 3 minuti. Trasferire i semi in un mortaio (o in un piccolo ma potente cutter da cucina, io uso l’inserto tritatutto del kenwood chef, ma un macinino per frutta secca o caffè dovrebbe andare bene ugualmente, specie se preparate una quantità piccola come questa). Ridurre i semi di sesamo in pasta, aggiungere un cucchiaio di olio di sesamo e quanto basta di di acqua calda. Dosate acqua e olio in base alla consistenza più o meno densa che volete dare alla salsa.
  2. Nel bicchiere del frullatore ad immersione mettete i ceci, mezzo bicchiere di acqua calda, uno o due cucchiai di olio di sesamo (in mancanza va benissimo anche quello di oliva) e gli aromi secondo il vostro gusto insieme alla salsa tahina appena preparata.
  3. Frullate bene il tutto e servite come accompagnamento a verdure e crostini. Quello che avanza può essere conservato in frigo per un paio di giorni e usato anche come farcia per dei panini.

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