Brioche Feuilletée

Appena le ho viste, ho voluto provare a farle. E a giudicare dalle vostre reazioni su Facebook, avete una gran voglia di provarle anche voi. Ed eccomi qui a scrivervi la ricetta mentre faccio colazione proprio con una brioche feuilletée! Scoprite insieme a me come farle: è più semplice di quello che immaginate!

La domanda che mi state ponendo in tanti è “è difficile fare le brioche feuilletée?“. Beh, se devo dirla tutta queste brioche sono una gran furbata, specie se vi siete già cimentati nella preparazione dei croissant, meglio ancora se avete già una ricetta per voi collaudata di croissant con il lievito che preferite usare (lievito madre, licoli oppure lievito di birra). Io ho usato il licoli (lievito a coltura liquida).

Se dovessi scrivere io una definizione per queste brioches, direi che le brioche feuilletèe sono una versione semplificata del croissant: la pasta è la stessa, ma invece di procedere con tanti passaggi e tante pieghe per avere una perfetta sfogliatura, si fanno solo le prime due pieghe (una a tre, una a quattro), e poi dopo il riposo si stende la pasta in uno strato il più sottile possibile e si arrotola, ricavandone poi delle girelle (un po’ come per la torta di rose). A voi poi la scelta se cuocere ogni girella nel suo stampo (come ho fatto io, usando un semplice stampo per muffiin) oppure in una tortiera come nella foto sotto di Laura De Rocco (che è stata quella che mi ha fatto innamorare a prima vista di queste brioches)

In pratica, l’arrotolamento sostituisce il numero maggiore delle pieghe che troviamo nel croissant ottenendo una sfogliatura addirittura più vistosa. Se ve lo state chiedendo, feuilletée significa sfogliato/a! ma dirlo alla francese fa molto più chic!

brioche-feuilletee-cruda

Ma basta chiacchiere! Passiamo alla ricetta. Cercherò di essere il più dettagliata possibile per far si che la ricetta sia chiara anche a chi non ha mai provato a fare le pieghe e le sfogliature in pasticceria. Ma se avete già provato a fare dei saccottini o dei croissant vedrete che non c’è nulla di trascendentale!

Brioche feuilletée (Brioche sfogliate) con Licoli

Ingredienti per circa 12 brioche medie

  • 200gr di farina manitoba
  • 100gr di licoli (* vedi nota sotto per le sostituzioni)
  • 1 uovo intero (circa 60gr)
  • 30gr di zucchero
  • 20gr di burro a temperatura ambiente (io ho usato margarina)
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • buccia grattugiata di limone o arancia
  • 80gr di burro per sfogliare (io ho usato margarina)
  • zucchero semolato o di canna q.b.

(*) Non sono ancora molto esperta di licoli per cui non me la sento di darvi delle dosi in “grammi” per poter sostituire il licoli con lievito di birra o con il lievito naturale “solido.
Se volete usare lievito di birra, potete rifarvi alle dosi dei saccottini.
Se usate lievito naturale solido invece del licoli, vi consiglio di diluirlo con un po’ di acqua (circa la metà del peso del lievito) in modo da non andare ad alterare la consistenza finale dell’impasto.

Come si fanno le brioche feuilletèe

  1. Mescolare nella ciotola della impastatrice la farina l’uovo ed il licoli fino ad ottenere un impasto omogeneo. Lasciar riposare per 30 minuti quindi unire lo zucchero, il burro, il sale e la buccia di limone o arancia.
  2. Impastare bene il tutto e formare un panetto. Mettetelo a riposare in frgorifero avvolto nella pellicola (oppure chiuso in una ciotola) per tutta la notte.
  3. La mattina successiva, stendete l’impasto in una sfoglia piuttosto sottile (non più di un centimetro).
  4. Disponete al centro della sfoglia, ricoprendone circa un terzo, il burro appiattito (data la quantità esigua, potete tagliarlo a fettine sottili dello stesso spessore che affiancherete una all’altra affiancate fino a coprire circa un terzo della sfoglia. Di regola si dovrebbe appiattire il burro freddo a colpi di mattarello).
  5. Ripiegare i lembi di pasta fino a coprire il burro. I lembi di pasta non si devono sovrapporre, li dovete affiancare.
  1. Quindi procedere con le pieghe. Per capire meglio come fare le pieghe, potete fare riferimento alle foto sotto oppure alla videoricetta dei croissant (dal min. 2.40). Tenete conto però che si fanno solo le prime due pieghe (una a 4 e una a 3. Fare prima l’una o l’altra è indifferente).
    Stendete la sfoglia con il mattarello in uno strato di circa un centimetro e fate la prima piega a 4.
  1. Stendete ancora e fate una piega a 3. Queste saranno le uniche due pieghe.
  1. Dopo le pieghe (una piega a 4 e una piega a 3) mettete l’impasto a riposare per almeno 3 o 4 ore.
  2. Dopo il riposo stendete la pasta il più sottile che potete (se avete fatto una dose più grande di questa che vi consiglio potrebbe essere necessario dividere il panetto in due o in tre) ed il più regolare che potete, dandole una forma rettangolare.
  3. Spennellate con acqua e cospargete di granella di zucchero (secondo la ricetta originale di Philippe Conticini) oppure zucchero di canna come ho fatto io. A piacete potete aggiungere gocce di cioccolato, uvetta, canditi, o addirittura formaggio grattugiato per una versione salata!
  4. Arrotolate la sfoglia il più stretto che potete, cercando di tenderla prima di arrotolarla come vi mostro in questo video.
come arrotolare l’impasto per le brioche feuilletée
  1. Dopo l’arrotolamento a rigore dovreste mettere di nuovo l’impasto in frigo (o addirittura in freeser) prima di tagliare le rondelle che devono essere di almeno 2 centrimetri di spessore.
    Se avete una buona manualità potete riuscire ad ottenere delle rondelle perfettamente tonde anche procedendo subito al taglio come ho fatto io. Non schiacciate il coltello sulla pasta quando tagliate, muovete la lama in avanti e indietro senza schiacciare la pasta nè con le mani nè con la lama stessa. Se avete difficoltà fate un passaggio in freezer di almeno un’ora prima di procedere con il taglio.
  1. Sistemare le rondelle ottenute in uno stampo per muffin (notare che il diametro è più piccolo di quello dello stampo, per consentire la lievitazione) oppure in una tortiera a mo’ di torta di rose.
  1. Lasciar lievitare fino al raddoppio (circa 6-8 ore, dipende da quanto è attivo il lievito, in pratica dall’inizio della preparazione alla cottura, considerati i riposi e la lievitazione, passano circa 24 ore).
  1. A piacere prima della cottura spennellare con un tuorlo mischiato pari peso con panna o latte (io non ho spennellato)
  2. Cuocere a 180°C forno statico o ventilato per 18/20 minuti.
  3. Gustare tiepide. Ottime da sole o con marmellata di arance!
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Chiudo dandovi qualche informazione aggiuntiva. Il Papà di questo tipo di brioche è Pilippe Conticini. Se cercate in rete potete trovare le dosi per la sua ricetta. Ad esempio sul blog di Nicoletta. Io mi riservo di provare l’originale un’altra volta Sotto vi lascio il video alla preparazione del maestro Conticini stesso.

Nota: In questa ricetta ho usato il Licoli per la prima volta. Dato che si trattava di un esperimento sia per le brioche sfogliate sia per il licoli, la dose è minima. Dato che l’impasto è lo stesso dei croissant e non sono ancora molto esperta nell’uso e bilanciamento del Licoli mi sono rifatta alla ricetta per croissant con Licolì proposta da Anna di C’è di mezzo il mare (ricetta rivelatasi valida e che vi consiglio di seguire se volete provare a fare i croissant con il licoli oltre che queste brioche feuilletee) che per dei saccottini con licoli. Insomma… ci siamo capiti: l’impasto è sempre lo stesso: cambiano le forme e le rifiniture!

E se ti senti di voler ricambiare con un gesto simbolico la gratitudine per i tanti consigli di cucina e pasticceria…. Offrimi un caffe! clicca qui o sull’icona affianco! ❤

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Brioche Salentine con il tuppo – Ricetta con lievito di birra

Probabilmente la brioche con il tuppo è nata in Sicilia ed è canonicamente tipica di quella regione. Tuttavia è abbastanza diffusa anche in salento ed utilizzata, invece che con la granita come in Sicilia, a colazione, come alternativa al cornetto con il cappuccino al bar, oppure, calda con il gelato (versione che io preferisco!).

La brioche vuota con il tuppo è la preferita di mia figlia e dato che non si trova facilmente nei bar, specialmente qui nella provincia di Bari, durante la quarantena, per tentare di tenerla contenta ho provato e riprovato a farle.

Brioche-con-il-tuppo

Diciamo che le mie sperimentazioni non sono ancora finite, ma la ricetta che ho testato già tre volte, è comunque valida e volevo condividerla con voi.

Inoltre, durante i miei esperimenti, ho cercato di capire la differenza tra il metodo di formatura delle brioche tradizionale, che prevede il ricavare il tuppo da un unico pezzo di pasta indiviso, ed il metodo moderno per cui si forma prima la palla grande e poi quella piccolina (il tuppo… per quelli del “Norde” tuppo = chignon!).

Nel video vi mostro come formare le brioche seguendo i due metodi.

La differenza tra i due metodi in teoria, dovrebbe essere che con il metodo tradizionale, tirando il tuppo, questo è e resta visibilmente legato al corpo della brioche, mentre con il metodo moderno, anche facendogli la codina, alla fine il tuppo mantiene una attaccatura “posticcia”. Lo vedete già nell’anteprima del video!

Interno-brioche-vuota

Di contro, con il metodo moderno si dovrebbero ottenere delle brioches dalla forma più regolare e gradevole alla vista.

I condizionali sono d’obbligo: le differenze in sostanza sono davvero minime, almeno, per quel che ho ottenuto io! Anzi: non tutte le brioche fatte con il metodo tradizionale avevano il tuppo “legato” alla brioche (lo vedete alla fine del video!!!!)

Brioche-con-la-pallla

La forma, lo so, non è perfetta, sono un po’ accasciate, ma il gusto a noi è piaciuto molto. Comunque non finisce qui la sperimentazione. Voglio provare a farle sia con il LiCoLi sia con il lievito madre, che sto facendo entrambi maturare. Quindi aspettatevi degli aggiornamenti. Intanto provate questa ricetta con il lievito di birra, a impasto diretto (cioè, senza lievitino o poolish).

Brioche-salentina-con-la-palla

Ingredienti per circa 12/15 brioches (1,2 kg di impasto)*

  • 500g farina manitoba
  • 80g latte fresco intero (+ un po’ per spennellare)
  • 15g lievito di birra
  • 175g uova (circa 4 uova medie) (+ un tuorlo per spennellare)
  • 70g zucchero semolato (potete aumentare fino a 100g se le preferite più dolci)
  • 15g miele
  • 8g rhum
  • buccia di arancia grattugiata
  • 175g burro a temperatura ambiente
  • 8g sale

*Ho seguito la ricetta delle brioches con la palla di Luca Montersino sul libro Croissant e Biscotti, con delle minime varianti.

Come si fanno le briohes salentine con il tuppo

  1. Mettere nel recipiente della planetaria o della impastatrice 500g farina e tutti gli altri ingredienti ad eccezione del burro e del sale.
  2. Impastare a velocità ridotta per circa 10 minuti fino ad ottenere un impasto bello liscio.
  3. A questo punto aggiungere il burro ammorbidito poco per volta continuando a impastare fino a che non è tutto amalgamato e l’impasto bello liscio. Alla fine aggiungere il sale.
  4. Lasciare l’impasto nella ciotola, coprire con pellicola a contatto e lasciar lievitare fino al raddoppio (circa 3 ore).
  5. Una volta raddoppiato l’impasto, togliere la pellicola, e impastare nuovamente per un paio di minuti per rompere la lievitazione. Formare una palla, coprire con pellicola e mettere in frigorifero per almeno altre 3 ore.
  6. Togliete dal frigo e formate le palline. Con le dosi in ricetta otterrete circa 1.2 kg di impasto, per cui potete ottenere circa 15 brioches da 80g oppure 12 brioches da 100g. Per la formazione delle brioches vi rimando al video sotto.
  1. Lasciate lievitare le brioche fino al raddoppio (circa un’ora) possibilmente in un ambiente umido (potete lasciare in cucina sobbollire un pentolino di acqua oppure coprire la teglia dove le avete sistemate con pellicola)
  2. Prima di infornare spennellare con tuorlo e panna (o latte), mischiate in pari peso (pesate il tuorlo e aggiungete lo stesso peso di latte o panna).
  3. Cuocere a 180°C per 15/18 minuti a seconda della grandezza delle brioches. Statico o ventilato non ho notato differenza.
  4. Potete consumarle vuote, con crema pasticcera, con nutella, marmellata oppure con il gelato. Se non le consumate subito appena sfornate, potete congelarle oppure conservarle sotto una campana di vetro. L’ideale è scaldarle un pochino al microonde o nel fornetto prima di consumarle nei giorni successivi.

Note e suggerimenti:

  • non lavorare l’impasto nella macchina del pane: si scalda troppo e non ottenete un impasto adatto ad essere modellato. Ricordate le mie brioches spatasciate? eh… ecco il risultato!
  • abbiate cura di pesare le uova, altrimenti l’impasto potrebbe venire troppo molle e non mantenere la forma. Se volete provare la mezza dose prestate ancora più cura a dimezzare correttamente le dosi.
  • Se volete gustare le brioche al mattino appena sfornate, regolatevi con i tempi di riposo a ritroso. Esempio, per poterle infornare alle 7 del mattino, dovreste alzarvi la mattina alle 5 per poterle formare e lasciar fare l’ultima lievitazione. Io di solito le impasto al mattino per poterle poi infornare la sera e scaldarle soltanto un pochino la mattina dopo.
  • Se per qualsiasi ragione le brioche non dovessero venire a dovere, potete sempre utilizzarle per fare dei buonissimi cake pops, come ho fatto io la prima volta!
  • E’ molto importante pesare le pezzature per assicurarvi dei tempi di cottura uniformi in forno, considerato che metterete più brioches sulla stessa teglia. Tendenzialmente la pallina del tuppo dovrebbe pesare circa 20g (la grandezza più o meno di una noce).
  • Anche con il forno statico le brioche mi sono venute quasi tutte accasciate su un lato. Tendenzialmente vi direi di non mettere la ventola per non interferire sulla crescita in forno, ma non ho notato differenza. Decidete voi!
  • sebbene non ci sia sostanziale differenza tra i tuoi metodi, io preferisco il metodo tradizionale, se non altro per risparmiare il doppio passaggio per ogni brioche per sfogliare non solo la palla grande ma anche il tuppo. Richiede comunque un po’ di manualità, per cui seguite liberamente il metodo per voi più semplice. In cucina vige la democrazia!

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Tiramisù con nutella biscuits e pan di stelle

E da quando sono stati messi in commercio i nutella biscuits che ho pensato che potessero essere perfetti per inserire uno strato uniforme di nutella all’interno di un tiramisù! Non che sia amante dei dolci alla nutella (che trovo copra troppo i sapori, rendendo praticamente vano qualsiasi tentativo di accostamento!) ma mio marito è fan del “Bebè”, il tiramisù alla nutella che servono nella catena di RossoPomodoro ed ogni tanto cerco di accontentarlo! Tuttavia la parte più complicata resta il distribuire uniformemente la nutella nel tiramisù, senza doverla necessariamente mischiare con un po’ di crema.

Non ti interessano i preamboli? Salta subito alla ricetta! Clicca qui! Oppure guarda il video sotto!

tiramisu-nutella-pandistelle

E niente… durante la quarantena, dopo aver rifatto i tiramisù su stecco (videoricetta in arrivo, tenetevi pronti), mi sono ritrovata con un esubero di crema al mascarpone e cioccolato bianco, più un pacchetto aperto da diverse settimane e ancora quasi intatto di nutella biscuits ed allora mi sono detta che era proprio il caso di provare a dare vita a quella idea: mettere i nutella biscuits nel tiramisù!

Si, se ve lo state chiedendo, la risposta è si: è una bomba calorica! Tanto più che la crema era al cioccolato bianco! Ma tanto per il 2020 non solo la prova costume è totalmente andata per il 90% degli italiani, ma con il distanziamento sociale che dobbiamo mantenere anche sulle spiagge, dubito che molti faranno caso alle vostre maniglie dell’amore, per cui… lasciatevi andare al peccato! 😀

Quella che vi do è giusto una idea di come utilizzare i nutella biscuits in un tiramisù, con qualche suggerimento per una ottima esecuzione. Potete usare la vostra crema solita per tiramisù oppure quella che vi propongo io al cioccolato bianco.
Ad ogni modo, prima di passare alle dosi vere e proprie, vediamo quali accorgimenti possono esservi d’aiuto nella preparazione del tiramisù con nutella biscuits!

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La crema

  • Potete naturalmente usare qualsiasi crema per tiramisù, se ritenete che il vostro tiramisù sia già il migliore che abbiate mai mangiato, sentitevi liberi di usare la vostra usuale ricetta.
  • Io ho usato una base di crema pasticcera, con dentro sciolto il cioccolato bianco, mischiata con del mascarpone e panna montata. Il ripieno, come ho detto, è lo stesso dei tiramisù su stecco, ma è in generale una crema perfetta per essere lavorata al sac a poche senza bisogno di aggiungere gelatina o altri addensanti. Quindi è una crema che vi consiglio di utilizzare quando non volete un effetto “colante”.
  • La soluzione di usare crema pasticcera come base del tiramisù è anche una idea intelligente per non usare uova crude nel tiramisù, specie se non siete pratiche di come pastorizzare le uova o cuocerle con lo sciroppo di zucchero a 121°. Maggiori informazioni su come pastorizzare le uova nei dolci, nella ricetta della pate a bomb. Clicca qui.
  • Dato che serve poca crema pasticcera, potete (i) prepararne mezza dose al microonde (200ml latte, un uovo, due cucchiai di farina, 2 cucchiai di zucchero), e utilizzare l’altra crema per dei bicchierini golosi, oppure (ii) preparare una dose normale di crema pasticcera (500ml latte) utilizzando amidi al posto della farina e congelare quella che avanza. Oppure ancora, (iii) preparare più teglie di tiramisù e congelare (sporzionato) quello che non consumerete a breve. Congelato il tiramisù si conserva molto bene per diverse settimane, anzi, io preferisco prepararlo in anticipo o in quantità maggiore per poterne avere sempre qualche vaschetta pronta al bisogno.

Gli strati del tiramisù con nutella biscuits

  • Io ero partita con il voler usare delle gocciole extra dark (che, dopo il pan di spagna ed i savoiardi fatti in casa sono la base per tiramisù che preferisco). Tuttavia in casa avevo “solo” pan di stelle, perfetti allo scopo ugualmente e mi hanno dato la possibilità di fondere insieme due ricette molto amate: il tiramisù con i pan di stelle ed il tiramisù alla nutella!
  • Ho usato i nutella biscuits solo per lo strato centrale, considerato il sapore comprente della nutella, inutile metterne più di uno strato (a mio parere).
  • Evitate di zuccherare il caffè che utilizzerete per l’inzuppo. Se usate una crema “colante” inzuppate poco i biscotti, in modo che possano assorbire meglio l’umidità della crema e mantenere comunque una certa consistenza. Se come ho fatto io usate una crema più sostenuta, potete inzupparli un po’ di più.
  • I nutella biscuits vanno inzuppati per bene, qualsiasi sia il tipo di crema che usate, visto che il guscio è abbastanza croccante.

Bene. Elencati questi piccoli accogimenti, non mi resta che darvi le dosi per la crema al mascarpone e cioccolato bianco. Il resto… lo trovate bello e pronto al supermercato.

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Tiramisù ai pan di stelle, nutella biscuits e cioccolato bianco

Ingredienti per la crema al mascarpone e cioccolato bianco
(dosi per 8/10 persone)

  • 100g crema pasticcera 
  • 150g cioccolato bianco
  • 250g mascarpone 
  • 250g panna montata 
  • un pizzico di polvere di caffè (quello della moka)
  • (facoltativo) un cucchiaino di liquore al caffè, oppure San Marzano Borsci per aromatizzare
  • (facoltativo) granella di nocciole

Inoltre per stratificare vi occorreranno

  • 1 confezione di nutella biscuits
  • 1 confezione piccola di pan di stelle
  • 300 ml caffè fatto al momento (normale o decaffeinato, scegliete voi)

Come si fa il tiramisù ai pan di stelle nutella biscuits e cioccolato bianco

Come detto in precedenza, potete anche preparare la vostra solita crema al tiramisù invece che quella che vi propongo al cioccolao bianco, ma mio marito ha molto gradito la golosità complessiva di questo tiramisù, per cui voglio lasciarla ai posteri! 😀

  1. Preparare la crema pasticcera oppure (se già pronta) scaldarla leggermente nel microonde.
  2. Fondere il cioccolato bianco (preferibilmente a bagnomaria perché nel microonde potrebbe bruciare) e unitelo alla crema pasticcera amalgamando per bene con una frusta o un frullino a immersione.
  3. Montate insieme la panna ed il mascarpone. Attenzione perché la panna insieme al mascarpone monta in poco meno di un minuto e se la montate troppo poi si straccia. Incorporate la panna montata alla crema pasticcera al cioccolato bianco. Per evitare grumi, mischiate prima una piccola quantità (3 cucchiaiate) di panna con la crema e girate veloemente con una frusta per “alleggerire” la consistenza della crema. Dopo incorporate il resto della panna con una spatola con movimenti dal basso verso l’alto.
    Accorgimento tecnico: Lasciar raffreddare la crema fino a circa 25/27 gradi prima di incorporare la panna (un po’ più che la temperatura ambiente, ma meno della vostra temperatura corporea!) Vi indico la temperatura perché a temperature più basse potreste avere difficoltà ad amalgamare la panna senza fare grumi, a temperature più alte la panna con il calore si smonta. E’ conoscere queste piccole cose che fa la differenza nella riuscita di un dolce!
  4. Trucchetto: Aromatizzare il tutto con un pizzico di caffè macinato (quello che usate per la moka). A piacere un po’ di liquore al caffè oppure granella di nocciole.
  5. Procedere con la stratificazione del tiramisù: fate un fondo di pan di stelle (o gocciole o altri biscotti a voi graditi) ben inzuppati nel caffè non zuccherato. Coprire con metà crema al mascarpone e cioccolato bianco, fare uno strato di nutella biscuits, anche questi ben benino inzuppati nel caffè, Coprite con la restante crema e terminate con uno strato di pan di stelle.
    Nota personale: Per i miei gusti, sul fondo, ci sarebbero stati bene due strati di biscotti pan di stelle prima di mettere la crema.
  6. Fate riposare il tiramisù almeno 4 ore in frigorifero per permettere ai sapori di amalgamarsi. Se fate il sacrificio di farlo arrivare al giorno dopo, sarete ripagati da un gusto e una consistenza assolutamente migliori! Nelle due foto che seguono potete vedere la differenza anche della consistenza al taglio: molto più pulito e netto il giorno dopo.
tiramisu-nutella-pandistelle

Se tutto questo procedimento vi sembra complicato per un “banale” tiramisù (ma non lo è! si tratta solo di preparare la crema pasticcera e mischiarla al mascarpone!!!), beh… potete sempre optare per una versione semplificata, come il tiramisù alla nutella senza uova di Misya (adatto anche ai bambini). Ho cercato il tiramisù alla nutella di Benedetta, ma, incredibilmente, non l’ho trovato!

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Brownies (senza burro)

Chi non ama i Brownies? Cioccolatosi, morbidi, scioglievoli e anche abbastanza facili da preparare, purché si seguano dei semplici accorgimenti. Altrimenti il rischio è di ritrovarsi con dei mattoncini talvolta bruciacchiati e anche un po’ pesantucci.

Le prime volte che ho provato a fare i brownies la sensazione che ne è derivata è spesso stata: “si buono, ma pesante!!!” … “si buono, ma unto!!!”… “si buono, ma troppo grosso!”…

Insomma! si, buono, ma… In pratica ho notato che seguendo le indicazioni tradizionali su ingredienti, dosi e persino misure della teglia e quantità di quadrotti ottenibili, il risultato che ottenevo non incontrava il mio gusto, beccandosi sempre un grosso “MA” nella valutazione complessiva!

Gira e rigira, le ricette di brownies che potete trovare nei libri o in rete si assomigliano tutte, ma sono le piccole accortezze che fanno la vera differenza tra un risultato goloso e un risultato che vi lascia con un grosso “MA” nella testa!

Per cui se anche voi avete già provato in passato a fare i brownies ma non ne siete rimasti entusiasti, vi invito a provare questa ricetta e a dare anche uno sguardo ai rimedi contro i più comuni problemi quando si tratta di preparare questi deliziosi e scioglievoli quadrotti di cioccolato.

Brownies

Cosa fare se i brownies vengono bruciacchiati o secchi.

Se i vostri brownies sono bruciacchiati o addirittura secchi (vi si fermano in gola), vuol dire che avete sbagliato tempi e/o temperatura di cottura. Il mio consiglio è da sempre quello di cuocere le torte a base di cioccolato ad una temperatura inferiore ai 180°C.
La cottura “canonica” a 180* o superiore, se protratta per più di 8/10 minuti (per intenderci, più del tempo di cottura necessario a cuocere un biscuit per rotoli o un tortino con cuore fondente) inesorabilmente vi farà ritrovare con i bordi del vostro dolce bruciacchiati, talvolta proprio carbonizzati. Con qualsiasi dolce al cioccolato potete restare tra i 160 ed i 165°C, senza timore, anche se la ricetta che state seguendo prevede una temperatura maggiore: il dolce cuoce lo stesso, magari ci vorrà qualche minuto in più, ma ne guadagnate in gusto.

Inoltre per mantenere la giusta umidità dei brownies NON VALE la prova stecchino!!! Ovvero: lo stecchino non deve venire fuori perfettamente pulito, ma devono restare attaccate due o tre briciole. Attenzione però: lo stecchino non deve avere evidenti striature di cioccolato, lo stecchino deve essere pulito ma con qualche briciolina ancora attaccata.

Tenete sempre conto che si tratta di un dolce americano e il 90% delle volte sono dolci che non seguono i sacri canoni della cucina europea, e sono (secondo i nostri standard) mal preparati e/o mal cotti. Ma, nonostante questo, hanno per molti un certo fascino!

Cosa fare se i brownies vi sembrano troppo pesanti o unti

A volte è capitato anche a me: prendendo un quadrotto di brownie in mano la sensazione che ne ho avuto è stata quella di sollevare un mattoncino… mattoncino che una volta ingerito mantiene tutta quella sensazione di pesantezza anche dentro di voi. Peggio ancora se al tatto lo sentite unto.

Probabilmente la vostra ricetta prevede un po’ troppo burro oppure avete unto la teglia.

Ad ogni modo il mio consiglio è quello di sostituire il burro con del grasso vegetale, scegliete voi se olio di semi oppure margarina (ormai di margarine idrogenate non ne esistono più in commercio, quindi andate tranquilli!), ne guadagnerete in leggerezza non tanto calorica ma proprio di sensazione fisica!

Inoltre, non è necessario ungere la teglia. Per la cottura corretta dei brownies seguite il procedimento riportato sotto. Altro consiglio che posso darvi, dato che comunque sono e restano dei bei mattoncini, è di farli un po’ più bassi e piccolini, insomma dei “bite-size-brownies” da consumare in due morsi, non di più! Come detto sopra, i brownies sono una classica americanata, molto lontana dal senso di equilibrio che abbiamo noi europei e noi italiani in cucina e

Ma passiamo alla ricetta vera e propria!

Ingredienti per i Brownies

Dosi per una teglia quadrata di 20 cm oppure tonda di 18cm diametro (mezza dose)

  • 70g farina 00 (setacciata)
  • un pizzico di sale
  • la punta di un cucchiaino di lievito per dolci oppure un pizzico di bicarbonato
  • 100g cioccolato fondente (70% almeno)
  • 85g margarina oppure olio di semi
  • 130/150g zuchero
  • 2 uova
  • facoltative (io non ne ho messe) gocce di cioccolato e/o frutta secca (25g)

Come fare i Brownies

  1. Preriscaldare il forno a 160°C e rivestite il fondo e i bordi di una teglia quadrata di 20 cm di lato con dell’alluminio.
    L’alluminio vi sarà utile per sformare i brownies dopo la cottura, in quanto, come ho scritto sopra, restano un po’ indietro di cottura e potrebbe essere difficile sformarli. Solitamente si consiglia di imburrare l’alluminio, io trovo che si possa non fare ed anzi, a mio parere, si ottiene un brownie meno unto non ungendo il fondo della teglia. Se preferite ungere, vi consiglio di cospargere il fondo con del cacao amaro oppure della farina, facendo aderire bene a tutto il burro spalmato.
  2. In una ciotola adatta al microonde, fondete il cioccolato e scioglietevi all’interno anche la margarina (oppure emulsionate il cioccolato fuso con l’olio di semi). Unite quindi il resto degli ingredienti nella stessa ciotola mescolando bene con una frusta.
  3. Se aggiungete anche la frutta secca o le gocce di cioccolato, abbite cura di infarinarle prima di aggiungerle all’impasto, in modo che non si depositino tutte sul fondo.
  4. Trasferite il composto ottenuto nella teglia rivestita di alluminio e livellate bene. Otterrete uno strato di circa 2 centimetri di spessore.
  5. Cuocere a 160°C per 20/25 min. Fate la prova stecchino trascorsi 20 minuti, a seconda del forno potrebbero volerci più minuti di cottura. Ricordate che deve rimanere qualche briciola attaccata allo stecchino, che comunque deve risultare pulito e non sporco di cioccolato.
  6. Togliete dal forno e lasciate raffreddare un poco a temperatura ambiente (potete anche congelarli). Quindi tagliate a quadrotti.

I brownies sono buoni a tutte le temperature. A me piacciono leggermente scaldati al microonde con su una palla di gelato! E a voi? Ditemelo nei commenti!!!!

Brownie-caldo-con-gelato

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Dai uno sguardo alle ultime ricette

Il Tiramisù alla frutta più buono che c’è!

(go to the English version: Strawberry trifle)

Cercate una deliziosa ricetta di tiramisù alle fragole o più in generale di un tiramisù alla frutta estiva? Fidatevi se vi dico che questo è il Tiramisù estivo più buono che possiate mangiare e oltre alle fragole potete abbinarci la frutta che preferite, meglio se fresca e succosa.

tiramisu-fragole

La particolarità di questo tiramisù è tutto nella bagna, molto aromatica e speziata, ma comunque fresca ed adatta all’estate. Potete farlo con i savoiardi o con il pan di spagna, decidete voi. Anche il gusto, potete abbinarci la frutta che preferite: non solo fragole fresche, ma anche ananas, pesche,… oppure un bouquet di frutti e sapori.

Dato che, come ho detto, la particolarità è tutta nella bagna, più che nella crema in sè, questa ricetta si presta bene anche a varianti di tiramisù senza uova (mescolando, per esempio, mascarpone e cioccolato bianco).

L’ispirazione per la ricetta viene dalla fusione e reinterpretazione di due ricette di Montersino: la Passion Tarte e il Passion Tiramisù… solo che tra aggiunte, omissioni (tra cui il passion fruit che caratterizza le ricette menzionate!) e sostituzioni, ne è nata una ricetta a sè, uno de Gli esperimenti di Cle, insomma!

Ma basta chiacchiere, vediamo la ricetta e soprattutto la bagna che potete tranquillamente abbinare alla vostra crema tiramisù già collaudata o potete sperimentare la crema che vi suggerisco sotto con base di crema pasticcera e mascarpone.

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Tiramisù alle fragole più buono che c’è!

Ingredienti per 8/10 persone:

per la bagna

  • 50g cointreau o grand marnier
  • 100g zucchero
  • 100g acqua
  • 1g semi di cardamomo (schiacciati)
  • 1g anice stellato
  • 1g cannella (in stecche o in polvere)
  • 1g menta in foglie
  • 2g buccia d’arancia e/o limone

per guarnire

  • fragole/frutta fresca
  • gelatina spray
  • foglie di menta
  • anice stellato

Come fare il tiramisù alle fragole più buono che c’è!

  1. Preparare un infuso con tutti gli aromi della bagna, scaldando l’acqua fino a 90°C circa. Aggiungere anche lo zucchero, coprire e lasciare il tutto in infusione per almeno 10 minuti. Alla fine aggiungere il liquore.
  2. Con una frusta amalgamare per bene, rompendo tutti i grumi, il mascarpone e la crema pasticcera al limone. A piacere dare una caratterizzazione alcolica alla crema con cointreau o limoncello.
  3. In una ciotola stratificare come per un normale tiramisù savoiardi inzuppati nella bagna, crema al mascarpone, fragole tagliate a cubetti, e di nuovo savoiardi crema e frutta fino a esaurimento degliingredienti.
  4. Guarnire con frutta fresca coperta con un velo di gelatina per non farla ossidare, e magari anice stellato e foglioline di menta per richiamare l’aromatizzazione della bagna.
  5. Lasciar riposare qualche ora in frigo in modo da far amalgamare bene profumi e sapori.

La foto non è particolarmente coreografica, lo riconosco, ma il sapore è a dir poco stre-pi-to-so. Fidatevi di Cle!

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Piaciuta la ricetta? Scrivilo nei commenti! Inoltre, potrebbero interessarti anche

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Sbrisolona alle Fragole (Strawberry Crumble Tarte)

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Questa ricetta preparata in diretta streaming su Facebook (insieme a mia figlia) ha avuto così tanto successo che molti hanno voluto prepararla immediatamente, ancor prima che la pubblicassi sul blog!

E allora, se ve la siete persa, ecco la ricetta completa perfetta per consumare quel cestino di fragole che avete in frigo ma a cui volete dare un utilizzo alternativo.

Sbrisolona con Ragù di Fragole Fresche

Ingredienti per il crumble

  • 300g farina 00
  • 200g zucchero
  • 100g burro o margarina di buona qualità
  • 1 uovo
  • buccia grattugiata di 1 limone

Ingredienti per il ragù di fragole

  • un cestino di fragole (circa 300g)
  • 3 cucchiai di zucchero
  • una noce di burro
  • il succo di mezzo limone

Procedimento per il Crumble di Fragole

  1. Preparare il Ragù di fragole: in una padella fate sciogliere lo zucchero con 1/2 tazzina d’acqua. Aggiungete il burro e le fragole tagliate a pezzi grossolani. Fate insaporire e restringere per qualche minuto quindi, a piacere, sfumate con il rhum o altro liquore. Tenere un attimo da parte.
  2. Mescolare insieme la farina e lo zucchero in una ciotola, quindi unire l’uovo, la buccia grattugiata di due limoni e il burro a pezzettini e lavorare il tutto senza impastare ma semplicemente sfregando nelle mani gli ingredienti con movimenti circolari. Otterrete tante briciole (vedi video). Importantissimo lavorare con ingredienti ben freddi.
  3. Coprire con metà delle briciole ottenute il fondo imburrato di una teglia. Versarvi sopra tutto il ragù lasciando circa un centimetro dal bordo, quindi ricoprire con le rimanenti briciole.
  4. Infornare a 180° per circa 30 min o per il tempo comunque necessario perché la torta acquisti un bel colore bruno-dorato.

Per maggiori dettagli su come preparare il crumble puoi anche vedere questo video oppure la registrazione del live stream:

Note e Suggerimenti

Potete preparare questa ricetta in versione Crumble, all’inglese, mettendo sul fondo della pirofila solo la frutta spadellata, oppure in versione “crostata”, come la preferisco io, creando un fondo di briciole su cui adagiare la composta da ricoprire con altre briciole. Secondo me è più equilibrata ed appagante con due strati di briciole, ma questa è una preferenza personale: sperimentate e decidete in base al vostro gusto.

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Banana Day! 8 Ricette con le banane

Come sempre quando preparo una raccolta di ricette per voi ne seleziono di tutti i livelli di difficoltà, e questa raccolta di ricette per il Banana Day non è da meno! Dai soffici banana bread da colazione alle torte cremose passando per dei gelatini furbi e frullati salutisti e panini da campioni… Insomma? ce ne è davvero per tutti. Cominciamo:

Semplice-semplice: Banana gelée (gelatini vegani di banana e cioccolato)

Banane mature infilzate in uno stecco, ricoperte di cioccolato e messe in freezer. Quando le addenterete sentirete proprio la consistenza del gelato, provare per credere! Per una copertura fine ma croccante il mio consiglio è di diluire il cioccolato con burro di cacao, in rapporto di 1 a 10 (10g di burro di cacao ogni 100g di cioccolato), in mancanza va bene anche un olio di semi neutro ma perdete croccantezza. Cliccando sulla foto sotto andate direttamente alla ricetta di Ravanello Curioso e al suo Vegan Blog.

Grande classico ma con twist: Banana Bread, due varianti

Integrale e goloso allo stesso tempo… Per una versione ancora più peccaminosa, potete preparare due mattonelle, di cui una con aggiunta di cacao e stratificare i due banana bread intervallandoli a mousse al cioccolato (panna e cioccolato)

L’ispirazione mi era venuta da questo post, a cui vi rimando per il fotoprocedimento, ma io ho usato una ricetta diversa, con banane “vere”, per cui non garantisco sulla ricetta di partenza, anche se sembra affidabile!

Per le fan di Montersino, con e senza forno

Entrambe golosissime e goduriosissime nell’intramontabile accoppiata banane e cioccolato. La torta di crepes l’ho fatta anche in versione tronchetto

Per i salutisti… smoothie e sandwich

E se invece siete degli irriducibili salutisti, potete sempre ripiegare su un frullato (verde magari). Anzi la banana è l’ingrediente migliore con cui partire se non avete mai provato un frullato di spinaci e frutta. Se poi ci aggiungete burro di arachidi o pasta di nocciole o pistacchio… sarà così goloso che sarà lecito chiedervi se sia ancora salutista!!!

E a proposito di burro di arachidi (o in mancanza, crema gianduia) uno dei miei panini preferiti è il panino con burro d’arachidi e banane, per una colazione da veri campioni!!! Buono anche con le crepes (proteiche o classiche che siano)

E voi? quali sono le vostre ricette preferite a base di banana?

Pastiera Classica e Pastiera al Cioccolato senza canditi (Neapolitan Easter Tarte – 2 versions)

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Buona Pasqua, Amici! Quest’anno necessariamente “con i tuoi” più stretti.

In questo anno strano in cui siamo alle prese con la quarantena in molti potrebbero pensare che “non valga la pena” festeggiare, preparare e celebrare.

Pastiere

Io non sono credente, eppure non posso lasciar passare Pasqua senza la pastiera, anche perché è l’unico periodo dell’anno in cui mi concedo di farla: adorandola e mangiandola solo io nella mia famiglia (ristretta) finirei con l’abbuffarmene in maniera socialmente non condivisibile! Inoltre, credo che più certi dolci si mantengono all’interno della loro stagionalità, più carichi di significato diventano per noi.

Ammetto di aver pensato anche io di non farla quest’anno in quarantena e ripiegare su un altro dolce, ma poi la tradizionalista che è in me ha avuto la meglio. Solo che, come ho detto, in casa mia l’avrei mangiata solo io…. che fare allora? mangiarne un quantitativo spropositato in pochi giorni? Possibile ma non auspicabile! Molto piu semplice, invece, creare una variante marito-friendly! Partendo da un unico vasetto di grano ho quindi preparato 3 pastiere: una classica (praticamente solo per me!) una al cioccolato senza canditi (per il resto della famiglia) e ... una salata! Un unico impasto diviso in tre che poi ha accolto gli ingredienti finali diversi. Se siete ancora indecisi sul se farla o no… io voto sempre a favore di questo sublime dolce celebrativo della Primavera! Ora avete anche due varianti in più!

Per la Pastiera Salata vi rimando al post precedente, qui vediamo nello specifico la Pastiera Classica e la Pastiera (senza canditi) con le gocce di cioccolato.

Pastiera-classica-pastiera-cioccolato

La ricetta di base che ho sempre seguito io è quella riportata sulla confezione di grano cotto D’Amico, che prevede, il linea di massima, stesse quantità di grano, ricotta e zucchero, e almeno un uovo ogni 100g di grano. Tuttavia con lo zucchero mi regolo anche in base alla dolcezza della ricotta.
Per la frolla vi consiglio di usare meno zucchero rispetto alla vostra ricetta abituale, in questo modo verrà più morbida e bilancerete la dolcezza del ripieno. 

Ingredienti per una pastiera di circa 22 cm:

  • 350g pasta frolla
  • 250g grano cotto
  • 250g ricotta (io preferisco quella di pecora o mista)
  • 8 cucchiai di latte
  • 40g burro
  • 200/180g zucchero (dipende anche dall’acidità della vostra ricotta)
  • 3 uova
    per la versione classica
  • mezza fialetta di aroma di fiori d’arancio
  • un cucchiaio di cedro candito (25g)
    per la versione al cioccolato
  • aroma arancia oppure cointreau
  • una tazzina di gocce di cioccolato fondente

Procedimento:

  1. Cuocere per circa 10 min. il grano con il latte, fino a che non si sarà addensato (raffreddandosi il latte si asciugherà di più). Quindi aggiungere il burro.
  2. Intanto lavorare la ricotta con una frusta per renderla più fine e cremosa (la regola vuole che si passi al setaccio per ottenere una consistenza più fine, ma io trovo più sbrigativa e ugualmente efficace la frusta), aggiungere lo zucchero e continuare a lavorarla sino ad ottenere una crema.
  3. Aggiungere le uova uno alla volta, quindi l’aroma, il grano ed infine i canditi (oppure le gocce di cioccolato).
  4. Stendere la pasta frolla in una sfoglia di circa 3 mm e foderare fondo e bordi di uno stampo. 
  5. Riempire lo stampo con il ripieno, ripiegare i bordi di frolla all’interno. A piacere decorare con le caratteristiche losanghe di pasta frolla. Io non sono abile con le decorazioni geometriche per cui la lascio aperta e mi si perdoni per lo strappo alla regola!!!! 
  6. Infornare a 180° per 50/60minuti (dipende da quanto spesso è lo strato di ripieno e dal forno.
  7. Lasciar raffreddare per bene prima di gustare.
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Chocolate Glazed Babka. La vostra nuova brioche da colazione

Devo dire la verità, li avevo visti in giro su social e blog questi pan brioche con coreografici vortici di cioccolato in superficie e all’interno, ma ancora non avevano catturato la mia attenzione: so bene che spesso alla coreograficità non corrisponde sempre un gusto all’altezza delle aspettative. Fino a che non mi imbatto nel feed Instagram di Food and Wine e vedo questa meraviglia:

Come vedete il feed è di un paio di giorni fa ed io l’ho fatta e postata immediatamente perché merita davvero. Ho però adattato il procedimento ad un’altra ricetta per pan brioche, dato che la ricetta era in cups ed io e i cups non andiamo tanto d’accordo!

Mentre il (o la?) Babka era in forno mi sono poi informata sulle sue origini, il nome particolare mi faceva pensare a qualcosa di tradizionale. E così è: è un dolce di origini ebraiche, recentemente tornato in auge grazie ad una pasticceria NewYorkese ed approdato in Italia grazie a Carol Choi . Per maggiori info, per chi ne volesse sapere di più, potete leggere la storia del Babka sulla pagina di Dissapore.

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Mi riservo, quindi, di provare una versione più “ortodossa”, con tutti i vortici di rito in superficie e senza il glassaggio al cioccolato, ma vi assicuro che anche così è strepitoso.

Sotto le dosi della ricetta che ho “messo a punto”, sono partita dalle dosi di un pan brioche neutro, e aumentato un po’ lo zucchero. Tuttavia l’impasto era troppo liquidino per poter essere arrotolato per cui ho aggiunto altra farina (che, non ho pesato ben bene). E’ la seconda volta che l’impasto per brioche mi viene “floscio”… sarà mica che nel contenitore della Manitoba sarà invece finita farina normale che mi sgarra le dosi? mah!?

Ma ora basta chiacchiere, facciamo parlare Babka, Chocolate Babka!

Chocolate-babka

Ingredienti per il Chocolate Babka

Per l’impasto

  • 500g + 150g di farina manitoba(*)
  • 250g latte intero fresco
  • 10g miele
  • mezzo cubetto di lievito di birra
  • 100g zucchero semolato (*)
  • 10g sale
  • due uova medie (circa 100g) (*)
  • 100g burro a temperatura ambiente

Per il ripieno:

  • 150 g cioccolato (io metà al latte, metà fondente)
  • 100g burro fuso
  • due cucchiai di cacao amaro
  • circa 5 biscotti sbriciolati (io Gocciole extra dark)

Per il glassaggio

  • 150g cioccolato fondente (50%)
  • un cucchiaio di burro
  • un cucchiaino di rum

(*) NOTA IMPORTANTE: La ricetta originale del panbrioche dolcesale da cui sono partita è quella di Montersino. Ho fatto delle modifiche che spiego sotto.
La dose di zucchero è maggiore in quanto volevo che l’impasto fosse più dolce.
Dato che ho provato questa ricetta in quarantena, avendo poche uova a disposizione, non mi andava di aprirle tutte per usarne solo i tuorli, come previsto dalla ricetta, per cui ho usato uova intere. Probabilmente è stata la presenza degli albumi a sbilanciare la mia ricetta e a richiedere maggiore quantità di farina (il + 150g circa). Tuttavia il risultato è stato spettacolare, probabilmente anche grazie al doppio impasto che è stato necessario per aggiustare il quantitativo di farina, per cui vi do la dose ed il procedimento che ho usato. Sentitevi comunque liberi di usare la vostra ricetta collaudata di pan brioche, purché di consistenza adatta ad essere arrotolato, oppure la vostra ricetta per la torta delle rose.

Procedimento per il Chocolate Babka (Fotoprocedimento)

Più sotto trovi la gallery con le foto dei passaggi più importanti del procedimento.
Trovi il videoprocedimento anche sul sito di Food&Wine

  1. Mettere nella ciotola della planetaria (o della macchina del pane) le uova, il latte, il lievito sbriciolato 500g di farina e tutti gli altri ingredienti tranne il burro. Fate impastare per bene e solo quando il composto è liscio ed incordato aggiungere il burro a temperatura ambiente.
  2. Se l’impasto dovesse risultare troppo molle per poter essere steso e arrotolato, aggiungente la seconda dose di farina e fate un secondo ciclo di impasto. L’impasto deve essere morbido ma lavorabile al mattarello. Lasciar lievitare per due ore. Dopo la lievitazione dividete l’impasto in due panetti uguali e stendeteli in due rettagoli di uguale dimensione (più sottili sono, maggiore sarà l’effetto variegatura finale).
  3. Preparate la farcia: sciogliete il cioccolato ed il burro insieme, aggiungete il cacao ed i biscotti sbriciolati. Il composto deve poter essere spalmabile.
  4. Spalmate un sottile strato di composto di cioccolato burro e biscotti su entrambi i rettangoli di pasta brioche e arrotolateli. Se è avanzato del composto potete spalmarlo sull’esterno di uno dei due filoncini.
  5. Disponete i filoncini uno sopra l’altro formando una croce. Quindi attorcigliate le due stremità formando una treccia.
  6. Trasferite la treccia ottenuta in uno stampo per pane a cassetta o, in mancanza, per plum cake. Per aiutarvi trasferite il filoncino servendovi di carta da forno come mostrato nella foto in basso. Lasciate lievitare per un’altra ora o due.
  7. Cuocere a 180°C, in forno statico per 40/45 min. secondo la potenza del forno. Quando è cotto sentirete un buon odore di pane appena sfornato, deve scurirsi abbastanza in superficie. Se vi sembra che la copertura al cacao si sia scurita troppo, eliminatela pure grattando via con un coltello (come ho fatto io).
  8. Lasciar raffreddare. Intanto preparare il glassaggio: fondere il cioccolato, sciogliervi all’interno il burro e profumare con un goccio di rum.
  9. Spalmare il glassaggio al cioccolato su tutta la superficie del Babka e gustare a colazione, merenda, pranzo e cena!
  • impasto-steso
  • spalma-ripieno-cioccolato
  • arrotola-impasto
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  • intreccia-filoncini
  • treccia-babka
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  • babka prima della lievitazione
  • babka-lievitato
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  • glazed-chocolate-babka
  • chocolate-babka-fetta
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Mousse allo yogurt e gelèe di fragole

Un dolcino per la quarantena. Per nulla complicato e magari adatto ad addolcire la domenica o qualche ricorrenza per cui i festeggiamenti “fuori”devono essere rimandati.

Si pone a metà strada tra due ricette già presenti nel blog, ossia la Bavarese allo Yogurt e la Giardino di fragole di Montersino.

Per realizzarla vi occorrerà la gelatina in fogli, ma se non l’avete potete magari optare per una realizzazione in coppa o bicchiere, come vi mostrerò a fine post.

E’ inoltre una ricetta che si presta bene ad essere abbinata a qualsiasi altro frutto a polpa succosa (per esempio le pesche, le ciliegie) così come vi da la possibilità di utilizzare yogurt o panna in scadenza.

Con le opportune sostituzioni (in particolare dei savoiardi) può diventare senza glutine e senza uova. Persino senza lattosio.

Insomma. Un dolce per tutti!

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Ingredienti per la mousse di Yogurt e Fragole

Per uno stampo di 22 cm diametro

Per la gelee di fragole

  • 300g purea di fragole 
  • 95g zucchero semolato 
  • 7g gelatina in fogli
  • qualche goccia di succo di limone 

Per la mousse allo yogurt

  • 250 ml yogurt bianco dolce (oppure alla fragola)
  • 250 ml panna fresca
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 7,5g gelatina in fogli

Per completare il dolce

  • due dischi di pan di spagna oppure una confezione di savoiardi
  • bagna al cointreau (20cl cointrau, 130ml acqua, 70g zucchero) oppure limoncello, maraschino.
  • fragole fresche, granella di pistacchi o di cocco per decorare (facoltativo)
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Come si prepara la mousse di yogurt e fragole

Lo strato superiore di questa torta è costituita dalla gelèe di fragole. Per fare in modo che sia perfettamente liscia e livellata, la torta andrebbe “montata al contrario”, partendo dalla gelèe, per poi essere congelata e capovolta sul piatto di servizio. L’ideale sarebbe usare degli stampi in silicone per sformare la torta da congelata. Se non avete lo stampo in silicone, potete montare la torta dal basso verso l’alto in uno stampo apribile.

  1. Preparare la gelee di fragole: frullare la frutta e pesarne 300g. Scaldarne solo una parte e sciogliervi all’interno lo zucchero il e la gelatina già ammollata in acqua fredda e strizzata, quindi unire la purea fredda.
  2. Preparare la mousse allo yogurt: scaldare una parte dello yogurt. Sciogliervi all’interno la gelatina ammollata in acqua fredda e strizzata e lo zucchero. Unire il restante yogurt e la panna semimontata. Mescolare bene.
  3. Montaggio del dolce: (opzione 1-al contrario):
    sistemare lo stampo su un vassoio o una teglia della misura adatta ad entrare nel vostro freezer.
    Versare la gelée sul fondo di uno stampo in silicone o di uno stampo a cerniera sotto il quale avrete ben steso della pellicola per alimenti cercando di non fare grinze.
    Mettere in frigo o congelatore il tempo necessario per far rapprendere un poco.
    Versare sulla gelèe metà della mousse di yogurt.
    creare uno strato di savoiardi o pan di spagna bagnati al cointreau.
    Versare la restante parte di mousse e chiudere con i savoiardi.
    Far rassodare per bene in freezer prima di sformare. Lasciar scongelare in frigo per almeno 3 ore prima di servire.
  4. Montaggio del dolce: (opzione 2-dal basso)
    In uno stampo a cerniera, fare uno strato di savoiardi imbevuti nella bagna.
    Versare sui savoiardi uno strato di mousse allo yogurt. Se necessario lasciar rassodare un po’ in frigo. Creare un altro strato di savoiardi e mousse Livellare molto bene. Rimettere in frigo.
    Versare infine la gelèe di fragole. mettere a rassodare in freezer o in frigo.
    Per sformare, passate un coltellino lungo i bordi prima di aprire lo stampo.
    Lasciar scongelare 3 ore in frigo prima di servire.

Buona buona e freschissima. Piacerà a tutti!

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Se non avete la gelatina, ma volete comunque provare questa ricetta, potete presentarla in coppa o bicchiere, con le fragole a pezzi messe sul fondo. Nelle foto la vedete realizzata con le pesche.

Se ti è piaciuta questa ricetta, scrivilo nei commenti, condividila con gli amici e poi prova altre ricette con le Fragole presenti nel blog: