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Gnocchi di semolino di Cle

(English Version in the first comment below)

Laprima volta che ho provato gli gnocchi di semolino non sono stata particolarmente entusiasta né colpita. Non li avevo mai assaggiati ed il risultato deludente li aveva fatti uscire dal mio radar sino a che non ho assaggiato quelli di mia suocera (nello specifico quella volta, secondo la ricetta di Montersino) ed ho scoperto una immensa goduria e prelibatezza. Tuttavia seguendo la ricetta di Montersino gli gnocchi vengono, secondo me, un po’ troppo molli, seppur buonissimi. Ho provato ancora un paio di volte ma senza ottenere un risultato per me convincente, sino a qualche giorno fa in cui credo di avere messo a punto la ricetta perfetta almeno per me!

Complice della buona riuscita dell’esperimento la mia fidata aiutante in cucina: la necessità di usare e smaltire quel che c’è!

Come tutte le ricette in cui si utilizzano pochi e semplici ingredienti, è di estrema importanza scegliere accuratamente la materia prima. La ricetta è tutta lì!

Ingredienti per 4/6 porzioni:

  • 250g di semolino
  • 500g latte intero fresco (solo latte, non diluite con acqua, non usate latte parzialmente scremato)
  • 2 tuorli (oppure un uovo intero)
  • un cucchiaino raso di sale
  • un pizzico di noce moscata
  • 40g + 50g di burro
  • 80g di parmigiano e pecorino romano mischiati (oppure solo parmigiano, ma con il pecorino date una bella caratterizzazione di sapore)
    per gratinare
  • 80g burro fuso
  • due generose manciate di parmigiano
  • olio evo

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Procedimento:

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Focaccia integrale alle bietole (Whole wheat focaccia with beets)

(Click here for the English Version)

Gli anglofoni etichettano con “the Keepers” le ricette “da tenere”, quelle da inserire nel ricettario principale della famiglia e riproporre più volte come una delle ricette preferite e “fondamentali” che non stancano mai.

Questa è per me una di quelle. Di semplice esecuzione, adattabile in base al gusto personale e a quello che c’è in casa, genuina ed addirittura vegana. Buona a merenda come in pausa pranzo in ufficio o addirittura per il pic-nic di pasquetta. E’ anche una ottima idea come secondo da proporre ai vostri ospiti vegani o vegetariani.

La ricetta è frutto di mio adattamento di una ricetta trovata su La Cucina Italiana, presentata come piatto tipico abruzzese (il Calzone alle Bietole). Io l’ho arricchita utilizzando un impasto integrale per la base della focaccia e adattando il ripieno al mio gusto. Provatela e fatemi sapere e soprattutto fatemi sapere voi come la preparate!

Ingredienti per 6/8 porzioni;

  • 1 kg Bietole da costa
  • due cucchiai di uvetta
  • uno spicchio di aglio
  • olio di oliva evo q.b. (meglio se fruttato)
  • peperoncino
  • sale
  • una grattata di buccia di limone non trattato
  • 2/3 cucchiai di pangrattato
  • 500g di pasta per focaccia integrale
    (potete utilizzare due rotoli di base pronta oppure preparatela nella macchina del pane con 180ml acqua, 200g farina integrale, 100g di manitoba, 15g di lievito madre secco, 2 cucchiai di semi di lino, 25 ml olio evo, 1 cucchiaino di sale, 1 cucchiaio di zucchero di canna).

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Procedimento: Continua a leggere…

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Kartoffensalat (de noialtri)

Piccola premessa (forse non tutti sanno che): questa estate siamo stati in vacanza in Germania, nella Foresta Nera. Non mi dilungo in racconti e resoconti, ma se siete interessati trovate i Vlog ed i Video Reportage sul mio nuovo “Blog Personale” Diario di Madre (e forse non tutti sapete che ho chiuso Ecce Clelia, per aprire questo nuovo diario della vita “adulta”).

Inutile dire che la cucina Italiana è impareggiabile ed ineguagliabile, tuttavia in Germania non posso dire di aver mangiato male (dal punto di vista del gusto) e sopratutto mi si è aperto il mondo delle Kartoffensalat, ossia delle insalate di patate che i tedeschi sanno declinare in gustosissime varianti.

A casa mia l’insalata di patate si è pressocché servita sempre nella solita maniera, gustosa ma anche… ospedaliera! Un filo di olio, sale, prezzemolo… qualche volta uova sode di contorno. That’s all! Quelle che io chiamo “non ricette!”.

Ma negli ultimi due mesi dopo il viaggio in Germania, ho spesso e molto volentieri replicato questo gustosissimo contorno di cui vi propongo la mia interpretazione, dopo aver fatto un po’ di ricerche nel web e sperimentato un po’ a casa.

Ingredienti per circa 4 porzioni:

  • 500g patate
  • 200g cetriolini sott’aceto
  • 3 cucchiai maionese (sostituite con olio e aceto per vegani)
  • 2 cucchiai di senape
  • qualche goccia di succo di limone
  • brodo q.b.
  • olio evo, sale e pepe q.b.

Procedimento:

  1. Lessate le patate e cuocetele “al dente”, facendo attenzione, cioè, a che non si stracuociano o sfaldino troppo. Sbucciatele e tagliatele a fette o cubetti.
  2. Nel frattempo, se non ne avete già a disposizione, mettete a bollire del brodo, abbondando con le cipolle (alla peggio potete anche metterci solo cipolle e la punta di un dado da cucina).
  3. Scolate e tagliate grossolanamente i cetriolini.
  4. Combinate tutti gli ingredienti, eccetto il brodo, in una ciotola capiente. Aggiungete il brodo a poco a poco, fino a che le salse (maionese e senape) non raggiungono la consistenza che preferite, per me la consistenza ideale è quella della crema inglese, che consenta di velare e legare tutti gli ingredienti, senza risultare liquida nè troppo densa (se aggiungete poco brodo, aggiungete altra maionese o senape a seconda del vostro gusto).
  5. Aggiustate di sale e pepe e servite, guarnendo con fettine di limone, erbe aromatiche fresche e un giro di pepe (per me semi di papavero) e un filino d’olio per lucidare.

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Gingerbread Village (+ Video)

Avete mai provato a fare una casetta di Pan di Zenzero?

A me è andata così:


Se anche voi avete provato lo stesso grado di frustrazione, in particolare per quel che riguarda l’aggiunta del tetto, ma non volete ancora gettare la spugna, questa è l’idea che fa per voi: non una casetta, ma un paesello… paradosso? Diciamo che lavorare solo su due dimensioni invece che sull’effetto 3D aiuta moltissimo la causa di noi costruttori di frolle! Una candela al centro, et voilá, grandissima soddisfazione anche con poco impegno.

 Per la ricetta del Pan di zenzero e della glassa vi rinvio alla ricetta degli omini, per me stracollaudata. 

Come guida per sagomare la pasta frolla potete tranquillamente usare un cartoncino con base rettangolare su cui andrete a sistemare i tetti di varie dimensioni. Prima di infornare tagliate con un piccolo coppapasta quadrato o ovale le finestre e le porticine, qui e la.


Vi consiglio vivamente di usare delle guide (degli spessodi da mettere sotto il matterello) per stendere la pasta uniformemente, così da avere delle basi uniformi e dritte.

Il cemento per costruire ed assemblare il villaggio ovviamente resta la glassa di zucchero. Poi potete popolarlo con quello che vi suggerisce la fantasia o l’ispirazione: dai personaggi del presepe, agli omini della lego! 😉


Vi ho restituito un po’ di coraggio? E domani vi darò anche una ricetta per smaltire quell’obbrobrio lassù! 😉 Sotto il video procedimento.

Baci e buon weekend!

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Il mese del Pollo: Pollo ai peperoni “soft soft” di Fabio Campoli

(Super soft chicken thights with peppers: click here for the English recipe)
Ormai il mio arretrato in fatto di ricette da postare è diventato spaventoso, così, per smaltirne un po’, ho deciso di dedicare ad ogni mese un tema specifico sacrificando l’alternanza dolce/salato per i mesi a venire. Io libero un po’ il mio archivio (sollevandomi anche dal gravoso incombente di decidere ogni settimana quale ricetta postare) e voi ne guadagnate in idee in più per i vostri menù settimanali. Il mese prossimo, vi annuncio già, sarà dedicato ai dolci, visto che si avvicina il periodo più goloso dell’anno e tutto ciò che può essere regalato!

Intanto, apre le danze di questa serie di “mesi dedicati” uno degli ingredienti più versatili ed utilizzati nelle  nostre cucine: il pollo. Dalle ricette tradizionali alle rivisitazioni etniche, dalle preparazioni light alle golose fritture, non manca nulla, e le ricette che vi andrò a proporre questo mese riflettono un po’ tutte queste categorie, compresi anche un paio di flop!

Iniziamo con una ricetta/tecnica di cottura che vi consiglio vivamente di provare (possibilmente di domenica!) per avere delle cosce di pollo cotte al forno, gustosissime e che praticamente si sciolgono in bocca, per cui il nome della ricetta non poteva essere più azzeccato: “Pollo soft soft!”, in questa versione condito alla romana, con i peperoni in agrodolce. La preparazione richiede qualche passaggio in più ma ne vale davvero la pena.

La tecnica di base è costituita dalla cottura lenta e a bassa temperatura. Anzi se avete la Crock Pot o altra slow cooker, questa è una ricetta che si presta benissimo a questo strumento. Se non l’avete, il comune forno di casa va più che bene.

La ricetta è firmata Fabio Campoli, uno dei miei nuovi idoli di Alice Cucina, ed è comparsa sul numero di giugno 2015. Io l’ho seguita alla lettera, così come riportata sotto.

pollo soft soft ai peperoni

Ingredienti per 4 persone:

  • 600g sovracosce pollo
  • 500 g peperoni rossi e gialli
  • 1dl aceto di vino bianco
  • 100g cipolla rossa
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 250g pomodori pelati
  • Olio evo qb
  • Sale qb

Preparazione

  1. Disponete le sovracosce in una teglia (preferibilmente di coccio) con la pelle rivolta verso l’alto. Condite con un pizzico di sale e coprite con un foglio di alluminio.
  2. Fate cuocere il forno a 80* (non è un errore, va cotto a bassa temperatura) per almeno due ore (oppure nella vostra Slow cooker).
  3. Terminato il tempo di cottura, scolate il grasso e rimettete in forno a 200* per far rosolare.
  4. Nel frattempo mondate i peperoni, eliminate semi e coste interne e tagliateli a losanghe. Bolliteli in acqua e aceto per pochi minuti.
  5. In una casseruola raccogliete cipolla tagliata fine, lo zucchero, un pizzico di sale e due cucchiaini di olio e fate rosolare. Unite quindi i peperoni, i pomodori pelati e cuocete per 20 min. o fino ad addensamento. Regolate di sale.
  6. Condire il pollo con la salsa di peperoni, coprite con il foglio di alluminio e rimettere nuovamente in forno per far amalgamare i sapori per 15 min a 90*, quindi servire.

02_cNote e Consigli: Io l’ho trovato perfetto così, ma,volendo, si possono aggiungere dei capperi e/o origano alla salsa di peperoni per dare una maggiore caratterizzazione di sapore.
Se volete provare questa ricetta con il petto, considerate che tenderà a rimanere più secco, in questo caso aumentate un pochino l’olio e fate rosolare meno (o per nulla).
Per una maggiore croccantezza delle cosce, invece, aumentate i tempi di rosolatura (30/40 min).
Altre ricette a base di pollo qui.

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Insalata Nizzarda (Nicoise Salad)

O magari suo cugino…. Il Condiglione!

L’insalata nizzarda è un piatto unico a base di verdure crude, uova e tonno, tipica del Sud della Francia e della Costa Azzurra, di cui esistono innumerevoli varianti tra cui il Condiglione ligure, che prevede anche tra gli ingredienti i fagiolini e le patate (naturalmente cotti!).

La caratteristica più spiccata però riguarda anche la presentazione, per cui i francesi dettano regole rigide anche per l’ordine e la disposizione degli ingredienti.

Ad ogni modo il concetto è semplice: gli ingredienti devono rimanere separati, disposti in maniera armoniosa ed ordinata nel piatto di servizio, invece che mischiati insieme. Il che, devo dire, fa la differenza tra una insalatona tonnouovaeolive da consumare in pausa pranzo, e una portata di grande effetto con i vostri ospiti! 

Può essere servita come antipasto, piatto unico (magari in estate in famiglia) o addirittura a seguire un primo importante, come ho fatto io nel menù che vi ho proposto qui.

La lista degli ingredienti si evince dalla foto, ma ecco comunque la ricetta è qualche suggerimento.


Ingredienti per 6 persone

  • 200g pomodori (io preferisco i datterini)
  • 200g fagiolini spuntati e lessati
  • 3 patate lesse
  • Lattuga
  • Olive magari taggiasche (non le olive anonime inscatolate comunque)
  • 3 uova sode*
  • 100g ventresca di tonno
  • Prezzemolo tritato
  • Olio di oliva 
  • Cipolle rosse (io non le ho aggiunte)
  • Facoltative: acciughe (io non le ho aggiunte)

*Per ottenere delle uova sode perfette (senza che il tuorlo assuma un colore verdastro all’esterno, diventando anche poco digeribile) ricordate di immergerle nell’acqua quando già bolle e di cuocerle per 8/10 min. Non di più! 😉

Disponete gli ingredienti sul piatto da portata, tondo o ovale, in ogni caso non optate per le ciotole o una insalatiera classica. Se non avete un vassoio abbastanza capiente per accomodare in maniera ordinata tutti gli ingredienti, meglio preparare due vassoi. Potete scegliere una disposizione a spicchi o allineata (consiglio anche una ricerca per immagini su Google per cercare ispirazione anche in base ai piatti di servizio che avete a disposizione).

Lucidate con un filo di olio, e guarnite con una spolverata di prezzemolo tritato molto finemente ed un pizzico di sale.

A parte preparate il condimento (o magari più di uno). Il condimento classico è a base di olio e aceto, ma potete preparare una citronette utilizzando sia limoni che altri agrumi al posto dell’aceto. La salsa che però vi suggerisco è quella alla senape. Ecco come prepararla:  stemperate con una forchetta o una piccola frusta un cucchiaio di senape, 3 cucchiai di succo di limone, mezzo bicchiere (100ml) di olio di oliva (oppure semplificate al massimo, mischiando senape e maionese secondo vostro gusto!).

Buona domenica e buon appetito da Cle

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Gnocchi alla Parigina

Se siete alla ricerca di un primo d’effetto per un’occasione speciale, capace di mettere d’accordo i palati di tutti (compresi i vegetariani) e di cui tutti vorranno il bis, gli gnocchi alla parigina fanno al caso vostro. In più possono (anzi, devono!) essere preparati in anticipo e addirittura congelati, così, in attesa dei vostri ospiti non vi resterà che informare ed attendere la gratinatura. Gli unici che avranno da ridire sono quelli che (dicono) di non mangiare formaggi o di non gradire la besciamella, ma capitoleranno anche loro!

Io li ho proposti la prima volta ad un cenone di capodanno e di nuovo ieri, in un pranzo tra amiche per festeggiare il mio compleanno. In entrambi i casi ho seguito alla lettera la ricetta proposta nel blog “Menù Turistico” con somma soddisfazione mia e degli invitati. L’unica variante che mi sono concessa è stata l’aggiunta di una manciata di speck a dadini su una delle teglie, giusto per provare una caratterizzazione di sapore diversa.

Sono un po’ laboriosi ma nulla di trascendentale. Sono degli gnocchetti di pasta bignè, spremuti su una pentola di acqua bollente con il sac a poche e poi gratinati in forno con la salsa monray (cioè besciamella addizionata di tuorli e formaggio).

Sono belli calorici, ma chiamano il bis. La dose proposta è per 6 persone (inclusi bis), ma secondo la mia esperienza la dose è giusta per 8 persone se tra gli ospiti ci sono per lo più donne o se sono previsti altri assaggini di primo o un secondo altrettanto importante. In fondo al post la mia proposta di menù completo.

Vi riporto pari pari la ricetta di Alessandra di Menù Turistico.

Ingredienti per 6/8 persone

  • 1/2 lit. latte intero
  • 300 g di farina 00 setacciata
  • 150 g di burro
  • 8 uova
  • 100 g di Parmigiano grattugiato
  • un pizzico di noce moscata
  • sale q.b.
    per la salsa mornay
  • 600 ml di besciamella (potete farla voi o comprarla già pronta)
  • 2 tuorli
  • 200 ml di panna
  • 100 g Gruviera grattugiato

Procedimento:

  1. Preparare la besciamella e l’occorrente per la salsa monray.
  2. Preparare l’impasto per gli gnocchi:In una ampia casseruola con bordi alti far bollire il latte con 150 g di burro a tocchetti, la noce moscata e poco sale.
    Appena il latte bolle, versate la farina tutta in una volta nella casseruola e, con l’aiuto di un cucchiaio di legno, a fiamma media, mescolate bene e fate cuocere, fino a quando la pasta non si staccherà dai bordi della pentola formando una “palla”. Trasferire l’impasto nella ciotola del mixer, con l’accessorio a foglia (quello per la frolla, oppure i ganci per impasti medio-duri se utilizzate il frullatore a mano) ed iniziate al lavorare l’impasto per farlo stiepidire leggermente. (Non mettete a lavare la pentola, ma riempitela d’acqua e rimettetela sul fuoco!).
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    Aggiungete le uova una alla volta, aggiungendo il successivo solo dopo che il primo è ben amalgamato (il procedimento è molto simile alla preparazione dei bignè, se occorre qui trovate la mia videoricetta). Ad ogni uovo il composto sembrerà stracciarsi per poi ricompattarsi man mano che l’uovo viene assorbito.
    Aggiungete infine il parmigiano e aggiustate di sale.
    Potete anche lavorare l’impasto a mano con un cucchiaio di legno, ma per evitare lo sfinimento meglio aiutarsi con un robot! Occhiolino
  3. Preparate la salsa monray: Mescolate tutti gli ingredienti con una frusta. Stendete un velo di salsa sul fondo della pirofila in cui gratinerete gli gnocchi.
  4. Formare gli gnocchi: Trasferite l’impasto preparato in due o tre sac a poche (a seconda della capienza di quelli che usate. Io preferisco trasferire tutto l’impasto subito nei sac a poche, piuttosto che “ricaricare” sempre lo stesso per “risparmiare”. Si perde tempo e pazienza contro 20 centesimi di costo in più!).
    In una pentola capiente (anche la stessa che avete usato prima) portate a bollore l’acqua.
    Sistematevi a portata di mano un paio di forbici da cucina, un capiente scolapasta che sistemerete dentro una ciotola, un mestolo forato o una schiumarola, e la pirofila da forno in cui gratinerete gli gnocchi.
    Lavorando direttamente sopra la pentola , spremete l’impasto, tagliandolo ad una lunghezza di circa un cm, in modo che cada direttamente nell’acqua bollente, così (prendo in prestito la foto di Alessandra):
    Le Francesi non ingrassano (Gnocchi alla Parigina)
  5. Formate 20/30 gnocchi alla volta. Se l’impasto si attacca alle forbici, semplicemente immergetele nell’acqua bollente per pulirle. Quando gli gnocchi vengono a galla, attendete un minuto e poi tirateli via con la schiumarola e lasciateli scolare ancora un pochino nello scolapasta, prima di trasferirli nella teglia (operazione che potete fare mentre aspettate che vengano su gli altri 20 gnocchi che avete “tagliato”).
    Formate massimo due strati di gnocchi. Se occorre utilizzare due pirofile. Tra uno strato e l’altro versate un po’ di salsa monray.
    Una volta terminato l’impasto, ricoprite il tutto con la salsa rimasta e qualche ciuffetto extra qua e la di gruviera. A piacere potete aggiungere dei cubetti di salumi per dare una caratterizzazione di sapore diversa, ma sono ottimi anche senza aggiungere altro.
  6. A questo punto potete a) conservarli in frigo per 12h fino alla cottura, coperti di pellicola; b) conservarli in freezer per diversi giorni fino alla data prevista per il vostro pranzo/cena; 3) infornarli (meglio cmq che riposino un pochino in ogni caso prima di infornare).
  7. Cuocere: a forno caldo (200 gradi) e fate cuocere per 20 -30 minuti: la superficie deve essere gratinata.

Et voilà, le calorie son servite!

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* * *

LampadinaIdea Menù Lampadina02_c Servi questi gnocchi in un menù tutto di ispirazione francese, preceduti da una insalata Nizzarda come antipasto (presto la ricetta), seguiti da un tagliere di formaggi. Come dessert scegli un dolce di ispirazione francese, come un profiterole, una mousse fresca oppure una tarte tatin (in foto).

 

Sua maestà: la parmigiana di melanzane (Her Majesty Aubergine, tomato & Parmesan bake)

In ogni paese d’Italia, oltre alla Piazza Milite Ignoto e Via Roma dovrebbe esserci Viale Melanzane alla Parmigiana ed un monumento al suo inventore.
E’ semplicemente un bene nazionale. Servita in tutte le regioni d’Italia come antipasto, primo, secondo merenda anche (proverbiale la “spasa di melanzane” portata al mare nel Sud Italia!). Un piatto che mette d’accordo persino vegetariani e quelli che invece hanno detto SI al colesterolo!
Una divinità da onorare. Sulle tavole del profeta della Parmigiana ci sono tre comandamenti fondamentali:

Primo: Non nominare la Parmigiana invano [attribuendo questo nome a roba che parmigiana non è]!

Secondo: Non avrai altra parmigiana di fuori di quella con le melanzane fritte [per la dieta c’è sempre tempo]

Terzo: Ricordati di prepararne in abbondanza! [così che sarà sempre giorno di festa!]

Certo… ogni tanto si pecca… si pensa alle varianti, alle versioni light addirittura, a metterci il galbanino invece della mozzarella, a metterci la scamorza affumicata, a non mettere il basilic… (no: questa è eresia!).
C’è una sola via per la redenzione: fare ammenda, riconoscere le proprie colpe e masticare in mistica osservanza un’ostia (ma anche qualcuna di più) di melanzana fritta sacrificando sul tagliere della devozione una grossa melanzana che diventerà una bella, buona, succosa, profumata ed invitante Parmigiana.

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In Italy this id not a dish: this is a Goddess! It is a must do and you have to do it in the right way. And all the time you might want to try a ligh version or to use not the mozzarella or to not use the basil (oh… too much!) you have to kneel, beg Her pardon, and do it the right way as soon as possible.

Questo weekend ho preparato per la prima volta a casa mia (Perdonami, oh somma Parmigiana) la parmigiana di melanzane. Ero tentata di farla nella variante di mia nonna (con in mezzo le fettine di prosciutto), o light (con le melanzane grigliate invece che fritte), o in una versione più coreografica blog… ma poi fedele ai dettami di cui sopra sono tornata sulla retta via ed ho onorato Sua Magnificenza nella maniera più tradizionale possibile.
La ricetta la conoscono tutti, che pare inutile darla. Ma così come le preghiere non cambiano da anni, anche la ricetta della Parmigiana va decantata immutata nel tempo, soffermandosi su passaggi più importanti che assicurano di arrivare alla beatitudine ad ogni boccone.

In Italy everyone knows the recipe, but this not means you will do it in the right way. So… here is my family recipe and the hint to have the best parmigiana ever!

Ingredienti per 4 persone (ma solitamente si chiede il bis, quindi raddoppiate pure!) – Ingredients for 4 servings (but everyone will ask the bis!)

3 grosse melanzane big aubergine
250g mozzarella fiordilatte mozzarella
50g parmigiano grattugiato grated parmesan
1 barattolo di pelati canned peeled tomatoes
1 bottiglia di passata di pomodoro tomato purè
1 mazzetto di basilico basil
2 uova eggs
q.b. farina all purpose flour
q.b. olio evo extra virgin olive oil
1 spicchio d’aglio garlic clove

Procedimento e Accorgimenti – Directions

1. Tagliare le melanzane a fette di circa un centimetro. Disporle in un colapasta alternandole con delle manciate di sale grosso. Ponete un piatto sopra con un peso e lasciate perdere l’acqua di vegetazione per almeno un’ora.
Questo passaggio è fondamentale. Non fatevi prendere dalla pigrizia, il gusto e la consistenza finale vi ripagherà.
Cut the aubergine in 1 cm slices. Put in a colander and sprinkle with rock salt. Let them rest for 1 hour so the slices will loose some water. This step is very important for your Parmigiana to taste good and have the right consistency once cooked.
2. Mentre le melanzane perdono la loro acqua, preparate il sugo di pomodoro profumato all’aglio e tanto basilico.
Accorgimenti: fatelo restringere, seve essere bello denso, non acquoso. Negli ultimi minuti alzate un po’ il fuoco. Non salatelo troppo perché in forno andrà a restringersi ulteriormente.
In the meantime prepare the tomato sauce with olive oil, garlic and basil. Do not add too much salt.
Cook until you obtain a thick sauce
.
3. Tagliate la mozzarella a fette di mezzo centimetro e tamponatela per bene con della carta da cucina.
Anche questo passaggio è importante per evitare che in cottura la mozzarella rilasci troppa acqua. Potete utilizzare della scamorza, ma certamente il gusto migliore lo ottenete usando la mozzarella fiordilatte.
Cut the mozzarella in 5mm slices. Dry them with a napkin.
This is most important too, t have not too much water in your pan after baking.
4. Sciacquare le fette di melanzana e tamponarle. Scaldare l’olio. Infarinare le fette di melanzana poi passarle nell’uovo sbattuto e friggerle.Per organizzarvi meglio portatevi la scodella con l’uovo sbattuto vicino alla padella con l’olio, e passate le fette di melanzana nell’uovo prima di immergerle nell’olio poche per volta (vedi foto). Rinse out the aubergine slices. Dust with flour then dunk in the beated eggs and fry.
Be sure the oil is at the right tempeature. If not the aubergine will become a sponge and absorb a lot of oil.
Prior to add any salt, taste them: likely the slices absorbed some salt yet.

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Importante: l’olio deve essere alla giusta temperatura. Verificate con uno stecchino di legno che sia pronto: immergete lo stecchino, se salgono delle bollicine potete cominciare a friggere. Se buttate le fette di melanzana troppo preste queste assorbiranno l’olio come spugne.
Occhio al sale: prima di salare le fette di melanzana fritte assaggiatene una: potrebbe non essere necessario salarle, in quanto potrebbero aver assorbito già il sale dalla “depurazione” precedente.
5. Ora stratificare: sporcare il fondo di una teglia con del sugo di pomodoro, adagiarci sopra le fette di melanzana fritte formando uno strato uniforme. Cospargere con la mozzarella, il parmigiano e qualche foglia di basilico. Now, layer! In a pan alternate tomato sauce, fried aubergine slices, mozzarella and parmesan. Again: tomato sauce, aubergine, mozzarella and parmesan… and so on.
6. Terminare con un generoso strato di sugo di pomodoro e basilico.
Infornare a 180/200° per circa 30 min. fino a che l superficie si sarà leggermente scurita.
Servire tiepida. Può essere congelata. Il giorno dopo è anche meglio!
Finish with the tomato sauce, basil leaves and bake at 350°F for 30 min or until ligtly browned.
Serve at room temperature. The day after is even better. It can be frozen.

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Crumble di Melanzane (Vegetariano) Pasta melanzane e mozzarella Lasagna al pomodoro melanzanenostromo1.jpg

Pizza parigina (Puff pizza)

Di francese ha ben poco se non l’uso della pasta sfoglia, di origini francesi, appunto. La bontà protagonista della ricetta di oggi proviene da una terra che ha sempre dato ricche soddisfazioni al palato: La Campania!
Possiamo annoverare tranquillamente la Pizza Parigina tra gli street food o gli spezza fame, potete servirla come merenda energetica ai vostri bimbi dopo lo sport, oppure direttamente a cena guadagnandovi gli applausi di tutti e richieste di bis. Si tratta di base per pizza, condita con pomodoro, mozzarella e/o fontina e, a piacere, prosciutto o altro salume, il tutto ricoperto con pasta sfoglia, servita calda e filante. Assssssssolutamente una goduria per il palato!
In south Italy they call it “Parisienne Pizza” but the only french stuff in it is the puff pastry on the top, since it is a typical street food of the Naples area. I assure you it is absolutely delicious and you will love it from the first bite: ham tomato and cheese pizza covered with puff pastry! Delicious!

.pizza parigina

Ne avete già voglia, eh? In più, visto l’approssimarsi delle feste e dei raduni per giocare a carte, è anche una idea furbissima per creare degli snack veloci e golosissimi con delle basi pronte: nessuno vi criticherà per questo!!! Se avete cura di scegliere (o preparare) una pasta sfoglia che non contenga uova o albumi, la ricetta è anche idonea ad esser consumata da chi non può mangiare uova.
And youu don’t need to be a masterchef to do it at your home: you can either prepare the pizza dough or buy ready made, as the puff pastry too! Friends are coming for a poker? No problem: here it is the perfect snack! And it is also great for family dinner too!

A me piace molto nella versione base pomodoro e formaggio, seguita a ruota da quella con il prosciutto. Inutile dirvi che mio marito l’adora e a casa non ne avanza mai! Provatela, sarà un successone!
My favourite is with tomato and cheese… the second one is with ham too! Ready made is at its best but it is good too the day after (if only it could see another day!!!)

Ingredienti per 1 pizza parigina – Ingredients for each puff pizza:

300g base per pizza (la mia ricetta qui) pizza dough
1 rotolo di pasta sfoglia puff pastry roll
4 cucchiai di passato di pomodoro tbs. tomato sauce
100g mozzarella e/o fontina o provolone mozzarella or other meltinng cheese
100g prosciutto cotto (facoltativo) ham
q.b. olio, sale, pepe, origano olive oil, salt, pepper, oregano
1 cucchiaio di panna o un tuorlo per spennellare (facoltativo) tbs. cream or 1 yolk to brush the pastry

Procedimento – Method:

1. Stendere la pasta della pizza già lievitata e sistemarla su una teglia unta o ricoperta con carta da forno. Roll the pizza dough and put on a graised pan
2. Condire il pomodoro con olio, sale, pepe, origano e stendere un velo di pomodoro sulla pizza, lasciando pulito il bordo. Distibuire il formaggio, la mozzarella ed il prosciutto su tutta la superficie. Spread all over the pizza (except for the edges) the tomato sauce seasoned with olive oil, salt, pepper and oregano. Add some cheese and ham.

pizza parigina (2)

3. Bucherellare la pasta sfoglia ed adagiarla sulla pizza condita. Sigillare pizzicandoli i bordi in modo che la pasta della pizza sia ben unita alla pasta sfoglia. A piacere spennellare con un po’ di panna o un tuorlo. Make somehole on the puff pastry and roll all over the pizza. Pinch the edges to join the pizza dough with the puff pastry and bake for 35 min. at 410 °F
4. Infornare a 200/220° (anche ventilato) per circa 30/35 min facendo attenzione che la sfoglia non si scurisca troppo (valutate inn base al forno se non sia il caso di sistemare la gliglia più in basso o abbassare un poco la temperatura.
Servire ben calda (ma anche fredda è buoniffima!!!)
Serve hot!

Buon appetito!

pizza parigina (12)


Se ti è piaciuta questa ricetta vedi anche:

rustico leccese  danubio altra versione girelle mozzarella (mozzarella rolls)

Recentemente (2020) ho proposto questa ricetta in diretta Facebook durante la quarantena.

no-bake-oreo-cheesecake-ricetta-italiano

No Bake Oreo Cheesecake

E’ più di un anno che non mi affido più alle ricette viste su Pinterest (se non quelle pinnate da me perché viste su blog fidati e tenute sulle mie bacheche come promemoria!): troppi flop! Anzi un giorno vi farò ridere con i miei PinDisastri! Tuttavia la Oreo Cheesecake è praticamente un classico (o un tormentone) su ogni bacheca di food addicted che si rispetti. Ne esistono varie versioni, con e senza cottura, con varianti sugli ingredienti e la preparazione… Io ne avevo provata una senza cottura prendendo spunto da varie ricette e adattando dosi e ingredienti a quello che avevo in dispensa. Solo qualche giorno fa, rimettendo in ordine libri e libricini in cucina mi sono ritrovata tra le mani il foglietto su cui avevo appuntato le dosi da me utilizzate che temevo di aver del tutto perso e finalmente posso esaudire la richiesta fatta da Lauretta più di un anno fa (sigh!) nella pagina “Coming Soon”.
If you use Pinterest and browse the Food secrion you know that the Oreo Cheesecake is a “Must do” (or a “Mus Pin!”). Actually I had only bad experiences with the recipes found on Pinterest, except for the ones I pinned from well known blogs I follow! so I decided to combine more recipes and suggestions and get my own one! This is my no-bake version, I think, soon or later, to try also the baked one since I prefer baked cheesecakes. But it is not so bad and good for afternoon break!

oreo cheesecake

Premetto che non sono comunque una grandissima fan delle cheesecakes in generale (sempre che non si tratti di torte di ricotta, ma sono un’altra cosa!) ed in particolare preferisco quelle che prevedono la cottura in forno a quelle “da frigo” come questa. Devo dire, però, che il risultato è stato soddisfacente anche per me che non amo particolarmente questo tipo di preparazione! Sicuramente è una idea simpatica soprattutto per la merenda dei bambini quando non si ha voglia di accendere il forno.

Ingredienti per uno stampo di 22/24 cm. – Ingredients for a 22/24 pan

per la base for the crust
20 oreo* o ringo black oreos
q.b. burro (circa la metà del peso dei biscotti, vedi procedimento) butter
per il cheesecake for the cheesecake
250g philadelphia philadelphia
250g panna e/o mascarpone cream
130g zucchero sugar
3 tuorli yolks
12g gelatina in fogli isinglass
q.b. oreo* oreos
per decorare to decorate
q.b. oreo* oreos

*in totale avrete bisogno di circa 300g di biscotti

Procedimento – Method

1. La parte più noiosa (e inutile!) riportata in tutte le ricette: separare i biscotti dalla loro cremina! Considerando che poi andrà di nuovo tutto mischiato, secondo me forse si può bypassare questo step anche se io l’ho fatto (imprecando!)
Sbriciolare finemente i biscotti in un cutter oppure con un mattarello, quindi mischiare la polvere di biscotti con la cremina raccolta e tanto burro quanto basta a raggiungere la metà del peso dei biscotti.
Crush 20 cookies to form fine crumbs; . Mix crushed cookies with butter (half dosage than biscuits); Some recipes suggest to separate the cream from the cookies… but I think it is not necessary and it is also very boring to do!

oreo cheesecake

2. Foderare uno stampo a cerniera con un foglio di carta da forno tagliato a misura. Per tagliare la carta da forno in forma perfettamente circolare, ripiegate a triangolo la carta da forno e ritagliate un cono.
Distribuire sul fondo il composto di biscotti e burro, livellate bene con un cucchiaio e lasciate rassodare in frigo o in freezer per 30/15 min.
Press the cookies and butter mixture onto bottom a 9-inch springform pan covered with baking sheet.
Tip: to have perfectrly rounf cut sheet, fold it in a triangle and cut a semicircle with scissors: tadaaaa!

oreo cheesecake

3. Preparare il composto cheesecake:
Ammollate la gelatina. In una ciotola che potete mettere in microonde mischiate i tuorli con metà dello zucchero zucchero e una tazzina di caffè di acqua. Scaldate a bagnomaria o nel microonde i tuorli con lo zucchero ad intervalli di 30 sec. fino a raggiungere una temperatura di circa 80g. Scioglietevi dentro la gelatina quindi montare il composto con le fruste.
In un’altra ciotola montare con le fruste  il philadelphia con il mascarpone ed il restante zucchero. Mischiare i due composti facendo attenzione a non smontarli.
Sbriciolare grossolanamente alcuni oreo ed unirli al composto. Distribuire il tutto sulla base di biscotto messa a rassodare in frigo.
Beat cream cheese and 1/2 sugar in large bowl with mixer until blended.
In a microwawe safe bowl mix the yolks with the remaining sugar and 1/8 cup water. Heat up to 80°C stirring every 30 seconds. Add the isinglass soaked and whip.
Mix togheter the egg mixture, with the cheese mixture and some oreos crumbled.
Pour into crust and let rest in the fridge for some hours untl firm.

oreo cheesecake

4. Lasciare rassodare in frigo per almeno 4/6 ore oppure in freezer per 1h. A piacere prima di servire decorare la superficie con altri biscotti oreo. Serve very cool. Decorate with some oreos crushed on the top.

oreo cheesecake


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