pollo cremoso ai peperoni

Pollo cremoso ai peperoni (Creamy cheesey chicken with bell peppers)

(English version here, on Laura’s blog)

L’ho detto tante volte: la mia mission per questo blog è quello di farvi venire voglia di provare una ricetta il giorno dopo averla letta qui! E’ quello che accade a me con i blog di cucina che seguo (e onestamente seguo solo quelli! diciamo che ho fatto un po’ di decluttering su quelli che non mi danno questa spinta!). In particolare, ultimamente sono in fissa con Laura in the Kitchen: non solo mi viene voglia di provare le sue ricette! Le rifaccio appena possibile! Questo pollo ai peperoni lo dovete provare, tanto più che si prepara in appena 30 minuti. Il sughino che otterrete è ottimo anche per condirci della pasta o del riso o molto più semplicemente per farci una bella scarpetta. Scommetto che in casa avete già tutti gli ingredienti! Ingredienti per 4 persone

  • 500g petto di pollo (a fettine o a bocconcini)
  • 1 peperone tagliato a fette
  • 1 cipolla affettata sottilmente
  •  2 spicchi di aglio (io non li ho messi)
  •  origano
  • capperi (io non li ho aggiunti)
  • salsa di pomodoro (o sugo al pomodoro avanzato da altre preparazioni)
  • brodo di pollo (o dado vegetale)
  •  150g di philadelphia
  • 3 cucchiai di parigiano grattugiato fresco (io ho usato Gran Biraghi)
  • olio q.b.
  • sale q.b. (io non ne ho aggiunto ed era molto sapido per via del dado fatto in casa)
  • origano fresco o prezzemolo fresco per guarnire e servire

Procedimento:

  1. In una padella con bordi abbastanza alti, rosolare con un filo d’olio il filetto di pollo. Condite con un po’ di origano e mettere da parte.
  2. Nella stessa padella, rosolare anche i peperoni e le cipolle. Nel frattempo stemperare un po’ di brodo (o dado) nella salsa di pomodoro (o sugo al pomodoro avanzato), condite con origano e capperi e un po’ di aglio (facoltativi).
  3. Versate la salsa di pomodoro ottenuta sulle verdure con il fuoco ancora acceso. Unite anche il philadelphia e amalgamatelo alla salsa. Infine rimettere nella salsa ottenuta il petto di pollo tenuto da parte e cuocere per circa 10 minuti per far insaporire il tutto.
  4. A fuoco spento aggiungere due generose manciate di parmigiano grattugiato fresco. Vi prego: non saltate questo passaggio perché conferisce al tutto una carica di sapore che vi farà leccare il fondo del piatto. Ve lo garantisco.

Come detto sopra potete accompagnare il pollo con del riso o delle fettuccine che potrete benissimo condire con la deliziosa salsa ottenuta. In estate potete preparare questo piatto la mattina o la sera prima, e consumarlo anche freddo di frigo al ritorno dal mare. In alternativa al philadelphia potete usare della panna (anche vegetale). In questo caso vi consiglio però di infarinare il petto di pollo, per favorire l’addensarsi della salsa. Provatelo e ditemi!

pasta-con-robiola-e-verdure

Pennette alla robiola e verdure estive (due versioni +1)

Se doveste chiedermi quale ricetta provare questa estate vi direi QUESTA! Ricca di sapori e profumi dell’estate, gustosa e appetitosa anche con il caldo, buona anche fredda da mangiare nei vostri pic-nic estivi o al ritorno dal mare, in DUE versioni, una super sprint, l’altra con passaggio in forno (che molti non vogliono nemmeno immaginare di accendere in estate!), superlative entrambe!

Vi ho incuriositi abbastanza? Allora passiamo subito alla sostanza! L’ispirazione l’ho presa da una ricetta di Daniele Persegani, pubblicata in un vecchio numero di alice Cucina Magazine. E ora, pronti con carta e penna per la lista della spesa di OGGI!

Ingredienti per 4 persone:

  • 300g pasta corta (es. mezze penne rigate)
  • 1 peperone piccolo rosso
  • 1 peperone piccolo giallo
  • 150g robiola
  • un mazzetto di basilico
  • sale e pepe q.b.
  • olio e.v. o.
    (facoltativi per la versione “completa”!)
  • 4 melanzane
  • 1 barattolo di pomodori pelati o sugo di pomodoro fresco
  • 1 scalogno (oppure battuto di aglio e cipolla)
  • 100g ricotta salata (oppure feta)

Procedimento:

Versione 1: super sprint!

  1. Mondate i peperoni, eliminando picciolo, semi e parti bianche interne. Tagliateli a dadini e saltateli in padella con un po’ di olio, uno spicchio di aglio schiacciato, sale e pepe (oppure potete utilizzare dei peperoni già arrostiti, tagliati a tocchetti e conditi allo stesso modo).
  2. Mischiare i peperoni conditi con la robiola e abbondante basilico spezzettato fresco con le mani. Condire con la salsa preparata le mezze penne scolate al dente e fare la scarpetta!!!

un due tre cena (7)

Versione 2: Involtini di melanzane!

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Sua maestà: la parmigiana di melanzane (Her Majesty Aubergine, tomato & Parmesan bake)

In ogni paese d’Italia, oltre alla Piazza Milite Ignoto e Via Roma dovrebbe esserci Viale Melanzane alla Parmigiana ed un monumento al suo inventore.
E’ semplicemente un bene nazionale. Servita in tutte le regioni d’Italia come antipasto, primo, secondo merenda anche (proverbiale la “spasa di melanzane” portata al mare nel Sud Italia!). Un piatto che mette d’accordo persino vegetariani e quelli che invece hanno detto SI al colesterolo!
Una divinità da onorare. Sulle tavole del profeta della Parmigiana ci sono tre comandamenti fondamentali:

Primo: Non nominare la Parmigiana invano [attribuendo questo nome a roba che parmigiana non è]!

Secondo: Non avrai altra parmigiana di fuori di quella con le melanzane fritte [per la dieta c’è sempre tempo]

Terzo: Ricordati di prepararne in abbondanza! [così che sarà sempre giorno di festa!]

Certo… ogni tanto si pecca… si pensa alle varianti, alle versioni light addirittura, a metterci il galbanino invece della mozzarella, a metterci la scamorza affumicata, a non mettere il basilic… (no: questa è eresia!).
C’è una sola via per la redenzione: fare ammenda, riconoscere le proprie colpe e masticare in mistica osservanza un’ostia (ma anche qualcuna di più) di melanzana fritta sacrificando sul tagliere della devozione una grossa melanzana che diventerà una bella, buona, succosa, profumata ed invitante Parmigiana.

parmigiana (1)

In Italy this id not a dish: this is a Goddess! It is a must do and you have to do it in the right way. And all the time you might want to try a ligh version or to use not the mozzarella or to not use the basil (oh… too much!) you have to kneel, beg Her pardon, and do it the right way as soon as possible.

Questo weekend ho preparato per la prima volta a casa mia (Perdonami, oh somma Parmigiana) la parmigiana di melanzane. Ero tentata di farla nella variante di mia nonna (con in mezzo le fettine di prosciutto), o light (con le melanzane grigliate invece che fritte), o in una versione più coreografica blog… ma poi fedele ai dettami di cui sopra sono tornata sulla retta via ed ho onorato Sua Magnificenza nella maniera più tradizionale possibile.
La ricetta la conoscono tutti, che pare inutile darla. Ma così come le preghiere non cambiano da anni, anche la ricetta della Parmigiana va decantata immutata nel tempo, soffermandosi su passaggi più importanti che assicurano di arrivare alla beatitudine ad ogni boccone.

In Italy everyone knows the recipe, but this not means you will do it in the right way. So… here is my family recipe and the hint to have the best parmigiana ever!

Ingredienti per 4 persone (ma solitamente si chiede il bis, quindi raddoppiate pure!) – Ingredients for 4 servings (but everyone will ask the bis!)

3 grosse melanzane big aubergine
250g mozzarella fiordilatte mozzarella
50g parmigiano grattugiato grated parmesan
1 barattolo di pelati canned peeled tomatoes
1 bottiglia di passata di pomodoro tomato purè
1 mazzetto di basilico basil
2 uova eggs
q.b. farina all purpose flour
q.b. olio evo extra virgin olive oil
1 spicchio d’aglio garlic clove

Procedimento e Accorgimenti – Directions

1. Tagliare le melanzane a fette di circa un centimetro. Disporle in un colapasta alternandole con delle manciate di sale grosso. Ponete un piatto sopra con un peso e lasciate perdere l’acqua di vegetazione per almeno un’ora.
Questo passaggio è fondamentale. Non fatevi prendere dalla pigrizia, il gusto e la consistenza finale vi ripagherà.
Cut the aubergine in 1 cm slices. Put in a colander and sprinkle with rock salt. Let them rest for 1 hour so the slices will loose some water. This step is very important for your Parmigiana to taste good and have the right consistency once cooked.
2. Mentre le melanzane perdono la loro acqua, preparate il sugo di pomodoro profumato all’aglio e tanto basilico.
Accorgimenti: fatelo restringere, seve essere bello denso, non acquoso. Negli ultimi minuti alzate un po’ il fuoco. Non salatelo troppo perché in forno andrà a restringersi ulteriormente.
In the meantime prepare the tomato sauce with olive oil, garlic and basil. Do not add too much salt.
Cook until you obtain a thick sauce
.
3. Tagliate la mozzarella a fette di mezzo centimetro e tamponatela per bene con della carta da cucina.
Anche questo passaggio è importante per evitare che in cottura la mozzarella rilasci troppa acqua. Potete utilizzare della scamorza, ma certamente il gusto migliore lo ottenete usando la mozzarella fiordilatte.
Cut the mozzarella in 5mm slices. Dry them with a napkin.
This is most important too, t have not too much water in your pan after baking.
4. Sciacquare le fette di melanzana e tamponarle. Scaldare l’olio. Infarinare le fette di melanzana poi passarle nell’uovo sbattuto e friggerle.Per organizzarvi meglio portatevi la scodella con l’uovo sbattuto vicino alla padella con l’olio, e passate le fette di melanzana nell’uovo prima di immergerle nell’olio poche per volta (vedi foto). Rinse out the aubergine slices. Dust with flour then dunk in the beated eggs and fry.
Be sure the oil is at the right tempeature. If not the aubergine will become a sponge and absorb a lot of oil.
Prior to add any salt, taste them: likely the slices absorbed some salt yet.

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Importante: l’olio deve essere alla giusta temperatura. Verificate con uno stecchino di legno che sia pronto: immergete lo stecchino, se salgono delle bollicine potete cominciare a friggere. Se buttate le fette di melanzana troppo preste queste assorbiranno l’olio come spugne.
Occhio al sale: prima di salare le fette di melanzana fritte assaggiatene una: potrebbe non essere necessario salarle, in quanto potrebbero aver assorbito già il sale dalla “depurazione” precedente.
5. Ora stratificare: sporcare il fondo di una teglia con del sugo di pomodoro, adagiarci sopra le fette di melanzana fritte formando uno strato uniforme. Cospargere con la mozzarella, il parmigiano e qualche foglia di basilico. Now, layer! In a pan alternate tomato sauce, fried aubergine slices, mozzarella and parmesan. Again: tomato sauce, aubergine, mozzarella and parmesan… and so on.
6. Terminare con un generoso strato di sugo di pomodoro e basilico.
Infornare a 180/200° per circa 30 min. fino a che l superficie si sarà leggermente scurita.
Servire tiepida. Può essere congelata. Il giorno dopo è anche meglio!
Finish with the tomato sauce, basil leaves and bake at 350°F for 30 min or until ligtly browned.
Serve at room temperature. The day after is even better. It can be frozen.

parmigiana (2)


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pasta con zucchine e salsiccia profumata al finocchio

Pasta con Zucchine e Salsiccia

L’ultima ricetta salata risale a novembre e siamo quasi a febbraio… il che può significare due cose 1) Cle mangia dolci anche a pranzo e a cena; 2) Cle per due mesi non ha cucinato nulla di nuovo.
The last pasta recipe I posted was in November!!! This could means two things: 1) Cle eats dessert even for lunch and dinner; 2) Cle doesn’t make something new during last months.

In realtà qualcosina di nuovo l’ho sperimentato, il problema è che mentre per i dolci un pochino ho imparato a fare delle foto invitanti, per i primi ed i secondi, di solito poi fotografati al supervolo, faccio ancora un po’ pena!!! Per non parlare poi del fatto che spesso quello che preparo va a finire nei miei lunch boxes, preparati in 10 minuti al mattino per essere consumati durante la pausa pranzo in studio. Non ho più nemmeno il tempo di preparare dei bento carini e fotografabili!
Actually I made something new, but… perhaps I’m a good dessert photographer, I’m not very good with pasta dishes pics!!! I have to say it! Also I’m always on hurry, and I usually prepare pasta dishes at morning, for my lunch boxes, which are t so cute!

E va beh, vorrà dire che dovrete fidarvi ancora di più del mio giudizio e meno della foto, anche perché se ve le suggerisco nonostante la foto non particolarmente coreografica vuol dire che merita davvero!!!
So this means that you have to trust me and not my photos when I say you this recipe is very very very yuhmmy, even if the photo is not really gorgeus!

Questa pasta è nata improvvisando un po’ a casa di un’amica. Ci vediamo spesso a pranzo visto che lei abita vicino il mio studio, e aggiungi questo, aggiungi quest’altro qualche giorno fa è venuta fuori questo piatto unico, terminato il quale abbiamo pure pulito piatto e pentola con il pane, in barba alla dieta e alle calorie.
This pasta dish was arranged for the first time at my friend house, were I realized such recipe using what she got into fridge! The result was a really deliciuos dish! Wa also cleaned the dish with bread until last drop of souce was duly slurped away!!! (I think you already know, in italy we say “fare la scarpetta” = do the little shoe!).

pasta con zucchine e salsiccia profumata al finocchio

Pasta con zucchine e salsiccia profumata al finocchio
(Zucchini and sausage pasta with fennel seeds)

Ingredienti per 2 persone (Ingredients fro two serving):

  • 160g pasta corta (pasta like macaroni)
  • 2 zucchine (zucchini)
  • 150/200g salsiccia possibilmente di maiale (pork sausage)
  • tre cucchiai di olio evo (3tbs extra virgin oliv oil)
  • un cucchiaino di semi di finocchio (3tsp fennel seeds)
  • cipolla (onion)
  • uno spicchio di aglio (1 garlic clove)
  • due cucchiai di passato di pomodoro (2tbs tomato souce)
  • peperoncino (facoltativo) (1 chili pepper – should you like it)
  • sale q.b. (salt)

Procedimento:

  1. Mentre aspettate che l’acqua per la pasta venga a bollore, tagliate a dadini la zucchine e sbriciolate la salsiccia (l’ideale è quella “a punta di coltello” magari già profumata al finocchio, tipica della puglia).
    (While the water is boiling, chop the zucchini and crumble the sausage)
  2. Rosolare nell’olio un po’ di cipolla tagliata a fettine sottili e uno spicchio di aglio in camicia con la salsiccia sbriciolata. Unire anche le zucchine e gli aromi e lasciar insaporire.
    (Brown the onion and the garlic with the oil, then add the sausage and zucchini).
  3. Unire due cucchiai di passato di pomodoro e allungare con un po’ di acqua di cottura della pasta.
    Then also add the tomato souce and all the aromas with 1/2 cup of the cooking wather of the pasta
  4. Scolare la pasta al dente e condirla con l’intingolo saltandola per un minutino sul fuoco. Conservate un po’ di acqua di cottura per aggiustare la densità del sugo ove fosse necessario. Servire e buon appetito!
    Drain the macaroni “al dente” and dress with the souce and cook it for one or two minutes yet. Just serve and… do the “scarpetta”!

Oltre che per la pausa pranzo questa è una pasta buonissima anche da proporre ad una cena informale tra amici, anche perché si prepara mentre cuoce la pasta. Potete inoltre preparare il condimento in anticipo e conservarlo in vasetti di vetro in frigo anche per una settimana.
I suggest you to serve this pasta to your friends and not also to use it for your fast lunchbox! You can also prepare the sause ahead and store it into the fridge, into a jar, for a week.


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(Cugino del) Baccalà alla Livornese! – Livornese style Codfish (cousin)!

Perdono mamma, e MenùTuristiche perché ho peccato!
I ask forgiveness for this thing, mommy and MenuTuristiche girls too!

Questo è uno dei piatti da me preferiti in assoluto, il baccala fritto e poi tuffato nel sugo profumato con aglio e prezzemolo.
This is one of the dishes I absolutely prefer, fried codfish dipped in a tomato souce with garlic and parsely.

E’ il piatto che indica l’arrivo dell’inverno, che mangiamo sempre per il giorno dell’immacolata, è una vera delizia, io ne ho fatto una pallida imitazione dell’imitazione. Perdono!
This is the dish which means that winter has come, the dish we always have for the Immacolata’s day (8th December), it is really delicious. What I made is a pale fake! Forgive me!

Ero così contenta che la sfida di questo mese dell’MT-Challenge (una sfida senza premi tra blogger ideata da Ale e Dani di Menù Turistico) fosse il mio adorato baccalà alla livornese (ho scoperto che si chiama così!) e poi… e poi non vuoi che non ho trovato uno straccio di pezzo di baccalà al supermercato? Nemmeno di quelli preammollati. ZERO!!!
I was so happy that this month the MT-challenge (a food blogger challenge created by Ale and Dani of Menù Turistico Blog) was dedicated to my beloved livornese style codfish and then… and then guess what? I did’n’t find a little codfish piece in any supermarket!!! ZERO!!!

E allora come si fa? Si salta la sfida? Nooo! Si fa in modo eretico con i cuori di merluzzo Findus. Perdono, Perdoooono!!! Ma il baccalà non è anch’esso stesso un merluzzo??
And then? What I had to do? Not challenge? No! I decided to challenge with an heretical way, using frozen cod (Findus). Forgive me! But isn’t the codfish a cod himself??

merluzzo alla livornese - livornese style codfish

Assolutamente devo dire che il sapore e la riuscita della ricetta sono buoni ed è un ottimo modo per preparare il pesce congelato, ma… non è il baccalà di mia madre. Non appena possibile lo farò, quello vero!!! Stay tuned!
Actually I have to say that the taste and the result of such heretical recipe is good, and this is a very good way to prepare such frozen fish, but… This is not my mother tomato souce with fried codfish. As soon as possible I will prepare it, the REAL ONE! Stay tuned!

Ingredienti – Ingredients:

  • tranci di merluzzo (codfish slices)
  • farina 00 (white flour)
  • una bottiglia di passato di pomodoro (a bottle of tomato sauce)
  • uno spicchio di aglio (a garlic clove)
  • prezzemolo (parsley)
  • due/tre cucchiai di olio (2 or 3 tablespoon of extra virgin oliv oil)
  • olio per friggere (frying oil)
  • sale e pepe (salt and pepper)

Procedimento – Directions:

  1. Se utilizzate merluzzo congelato, lasciatelo scongelare in frigo o nel microonde. Infarinate i pezzi di merluzzo e friggeteli in olio ben caldo (possibilmente olio evo) e a fiamma alta.
    Should you use frozen cod, let it thaw in the fridge or in the microwawe owen. Then pass it into the flour and fry, if possible in extra virgin olive oil.
  2. Preparare un sugo di pomodoro con olio, aglio e prezzemolo. Quando il sugo è pronto tuffarci dentro i pezzi di merluzzo fritti e cuocere per circa 20/30 min a fiamma bassa.
    Prepare a tomato sauce with extra virgin oliv oil, garlic and parsley. When the sauce is ready dip into it the fried fish and cook, for other 20/30 minutes (low heat).
  3. Servire! Ottimo per condirci le linguine e soprattutto per fare la scarpetta!!!
    Then serve! The souce is preatty good to dress spaghetti or to dip into the bread and… clean the dish!! (as we say fare la scarpetta!)

merluzzo alla livornese - livornese style codfish

Naturalmente con questa ricetta partecipo all’MTChallenge di Novembre.


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“Faij e fogghij” buone anche per un brunch! :O

Faij e Fogghij, fuori dalla Puglia, Fave e Verdure…

Purè di fave

Non è un piatto, è un racconto.
Il racconto dei contadini che svuotavano intere pagnotte per riempirle di purè di fave e consumarle nei campi, a metà della giornata di fatica e lavoro.
Il racconto del mestolo di legno che da noi si chiama “cucchiara ti li faij” (cucchiaio delle fave) tanto è radicato questo piatto nella nostra tradizione.
Il racconto di ogni venerdì in cui dopo la scuola mia nonna ci faceva trovare “li faij” con i bastoncini di pesce fritto o qualche volta i gamberetti fritti.
Il racconto dei prodotti della terra, ognuno dei quali si sposa bene con questo purè: li fogghij (lett. le foglie, ma significa verdura di campagna, che cresce spontanea e soprattutto amara), gli ortaggi tutti, i pomodori, i peperoni verdi fritti, persino la frutta, l’uva e le mele in primis.
E’ il racconto del pane raffermo che non va buttato, ma tagliato a pezzi e mischiato al purè.
E’ il racconto del giorno dopo, in cui scaldi le fave con un filo d’olio e rendi un avanzo più buono e ricco.
E’ il racconto della “spurchia” da estirpare da sotto le piante delle fave, dei baccelli secchi da calpestare con i piedi, delle vecchiette sedute nei cortili che “mozzicano le fave” con delle pietre per ingannare i lunghi pomeriggi di fine estate. Le puoi sentire dalla strada, puoi sentire quel ritmo cadenzato sempre uguale che quasi concilia il sonno.
E’ il racconto delle pignate sul fuoco e della cucina antica ed autentica.
E’ il racconto di innamorati il cui core batte per l’amata e “scquacquarescia comu ‘na pignata di faij” (=fa il rumore delle fave in ebollizione nella pignata sul fuoco).

E’ il racconto della mia vita. E’ il mio piatto preferito. E’ povero e ricco allo stesso tempo. Non c’è niente come le fave. Non cc’è nientij comu li faij.

E come si fanno le fave? La prima volta che le ho cucinate avevo circa 14 anni, mi sembrò una cosa semplice in fin dei conti, bisognava solo fare attenzione a non farle attaccare al fondo della pentola. Mia madre mi elogiò dicendo che non era da tutti esserne capaci. In verità la cosa “difficile” o meglio “laboriosa” delle fave è il contorno! A casa mia le fave si accompagnano con di tutto e di più (un po’ l’utilizzo che al nord si fa della polenta, ma assolutamente non c’è paragone: le fave sono buone anche senza niente!!!): insalata di pomodori e caroselle (detta acqua e sale), friggitelli fritti e salati con sale grosso, peperonata e naturalmente li fogghij: la verdura. Quella che c’è. A me piacciono moltissimo anche con la frutta!

Ogni famiglia ha la sua ricetta e segreto di preparazione. La ricetta che indico qui è quella che mi ha insegnato mia madre, che a sua volta l’ha appresa dai suoi genitori, e che grosso modo corrisponde anche al modo di prepararle di mia nonna paterna. Mi sono concessa una piccola divagazione SOLO sulla presentazione in bicchierini che lasceranno i vostri amici superfighi del brunch senza parole e soprattutto desiderosi di averne ancora!!! Il gusto, ve lo assicuro, è superautentico D.O.C.G.! Occhiolino

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Ingredienti:

  • ‘na francata di faij secchi a testa (= per ogni persona contare una quantità di fave secche contenuta nelle mani “a coppetta” di una donna adulta e non esile!)
  • acqua (q.b. a coprire a filo le fave nella pentola)
  • sale (meglio poco, al massimo se ne aggiunge alla fiine)
  • olio di oliva della Puglia (circa due cucchiai a testa)
  • pane raffermo
  • verdure, ortaggi, friggitelli, lampascioni, insalata di pomodori, …di tutto e di più

Regole d’oro:

  • Mettere a bagno le fave secche poche ore! L’ideale è metterle a bagno la mattina presto (es. 6:00) per cuocerle verso la tarda mattinata. Mai metterle a bagno dalla sera prima, perdono tutto il sapore (nonno docet).
  • Le fave devono essere tutte della stessa “mamma”, ovvero provenire da uno stesso raccolto (o essere della stessa grandezza), altrimenti le singole fave cuoceranno in tempi diversi o peggio ne rimarrà qualcuna cruda (nonna docet).
  • Di regola appena l’acqua inizia a bollire bisogna eliminare con una schiumarola la schiuma che fuoriesce dalle fave. Mio nonno era contrario. Dipende dai gusti!
  • Evitare di aggiungere le patate (alcune scuole di pensiero le prevedono, a me piacciono senza!) o di cuocere le fave in un brodo (come fa la Parodi, ma dove l’ha visto??!!)
  • Ricordate che le fave per la prima fase della cottura vanno lasciate in pace, mescolatele il più tardi possibile (quando l’acqua sarà quasi completamente assorbita).
  • Occhio agli schizzi in fase di ebollizione: a parte il colore, dovete considerare il purè di fave lava!
  • Le fave dopo la cottura vanno sbattute con forza cu la cucchiara ti li faij (con il mestolo di legno). Ma va bene anche aiutarsi con uno sbattitore elettrico!!!

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Procedimento:

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Pasta con melanzane e mozzarella

Questo è un piatto che prepara spesso mia madre anche quando fa caldo, il sapore ed il profumo sono infatti prettamente estivi ed il piatto è talmente ben riuscito che si riesce a sorvolare anche sul carico calorico dovuto alla frittura delle fette di melanzana!

Io in realtà questa volta ho provato a dare una interpretazione più leggera di questo piatto, lascio a voi e ai vostri piani alimentari la scelta! Occhiolino

Pasta melanzane e mozzarella

Ingredienti per 4 persone:

  • 360g pasta corta
  • 1 kg pomodori freschi se possibile oppure una latta di pelati
  • uno spicchio di cipolla
  • 5 cucchiai di olio e.v. d’oliva
  • basilico abbondante (il mio ancora non è spuntato, ahimè!)
  • 250g mozzarella fior di latte
  • due melanzane tagliate a fette
  • due uova
  • farina
  • olio per friggere
  • sale q.b.

Procedimento:

  1. Preparare il sugo di pomodoro con olio, cipolla e pomodori freschi, aggiungendo a fine cottura il basilico. Importante: I pomodori devono essere senza buccia, ma per velocizzarvi il lavoro di pelatura potete sbollentarli per qualche minuto per poi passarli al passaverdura.
  2. Friggere le melanzane: Passare le fette di melanzana (eventualmente tagliate a metà, regolatevi in base al diametro) prima nella farina e poi nell’uovo, tuffandole subito in olio caldo. Friggere fino a doratura e tenerle da parte cercando di non mangiarle tutte prima di portare in tavola!!! A bocca aperta
  3. Cuocere la pasta, scolarla molto al dente, rimetterla sul fuoco con il sugo di pomodoro, le fette di melanzana e la mozzarella tagliata a dadini.
  4. Cuocere il tutto in padella sino a che la mozzarella non è filante e servire subito, magari aggiungendo dell’altro basilico appena spezzettato e dei cubetti di mozzarella lasciati da parte.
  5. Versione 2: invece di friggerle, le fette di melanzana si possono spennellare con poco olio su entrambi i lati e lasciar appassire/cuocere per il tempo necessario sotto il grill (meglio se ventilato) oppure per 5/7 minuti nel microonde. Certo… non è il sapore della melanzana fritta, ma la melanzana in ogni versione ha sempre il suo perché! Occhiolino Bon Appetìt!

Pasta melanzane e mozzarella


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Cotolette di pollo con salsa ai funghi

Questo è un altro piatto da leccarsi i baffi che prepara mia madre… L’ingrediente segreto di mia madre però proviene dalle scorte di “detush staff” (=commerciabili solo in Tedeschia) che ci porta mio zio dalla Germania, tuttavia si può ottenere un ottimo risultato anche senza! E se siete a dieta vi garantisco che la versione light (che trovate qui) è altrettanto appetitosa ed appagante.

pollo funghi

Ingredienti per 4 persone

  • 500g petti di pollo impanati
    Per rendere più gustosa la panatura aggiungete al pangrattato un cucchiaio di formaggio, una grattata di aglio e un trito di salvia Occhiolino
  • 700g funghi misti o champignon
  • qualche pomodorino o due cucchiai di passato di pomodoro (facoltativo)
  • Olio q.b. (almeno 6/8 cucchiai)
  • peperoncino piccante
  • sale
  • prezzemolo
  • uno spicchio di aglio
  • tre cucchiaini rasi di farina o fecola di patate
  • brodo q.b. anche granulare

Procedimento

  1. Fare un soffritto con olio, aglio e insaporire i funghi. Lasciar cuocere in una padella a fuoco vivo con il coperchio, aggiungere il pomodoro, una tazza d’acqua o brodo. Aggiustare di sale.
  2. Quando i funghi sono cotti aggiungere la fecola di patate stemperata in mezzo bicchiere d’acqua o brodo e unire al sughetto lasciando ritirare ed addensare un poco la salsa.
  3. Nel frattempo friggere le cotolette di pollo. Quando le cotolette sono pronte mischiarle alla salsa di funghi e servire con abbondanti cucchiaiate di salsa. La scarpetta è d’obbligo, oppure, potete accompagnare il pollo a del riso bianco che poi condirete con la stessa salsina ai funghi.

Suggerimento salvatempo: Potete preparare la salsa ai funghi in maggiore quantità, invasettarla quando è ancora bollente, appena spegnete il fuoco. Capovolgete quindi i vasetti ben chiusi per far formare il sottovuoto, e una volta freddati, conservarli in frigo per una decisa di giorni (io faccio così per avere cibarie di scorta per la pasua pranzo o la cena lampo al ritorno dal lavoro). Come detto è ottima sia con le cotolette ma anche per condire del riso o della pasta.


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Carne (e pasta) alla pizzaiola. Yhum!

Festa per le papille gustative! Oggi pizzaiola! E pensate: la pasta condita con questo sughetto profumato e saporito piace anche al mio amour! Armatevi di pane casereccio: la scarpetta è d’obbligo! Occhiolino

Ingredienti per 4 persone:

  • 500g fettine di vitello (chiedete un taglio adatto alla pizzaiola, meglio se con un po’ di venature di grasso)
  • 250/300 ml passato di pomodoro
  • una manciata di capperi
  • origano
  • peperoncino
  • cipolla (1/4)
  • 8 cucchiai di olio di oliva
  • sale q.b.
  • Spaghetti o pane per non sprecare quel buon sughetto! Occhiolino

Procedimento:

  1. In una padella abbastanza larga da contenere tutte le fettine senza che si sovrappongano, versare l’olio, la cipolla tagliata a fettine e la carne. Far cuocere pochi istanti da entrambi i lati la carne, quindi aggiungere il pomodoro ed il resto degli ingredienti.
  2. Aggiustare di sale e lasciar cuocere con il coperchio per 15/20 min. A fine cottura aggiungere altro origano.
  3. Nel frattempo cuocere la pasta.
  4. Servire le fettine di carne nappate con la salsa. Con gli spaghetti scolati al dentissimo mi raccomando, invece raccogliere il condimento rimasto nella padella in cui avete cotto le fettine e servire insieme alla carne. A casa vi faranno la Ola!!!

 

pizzaiola


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Gli involtini da noi si chiamano brasciole!!!

E una brasciola che si rispetti, per me, è di cavallo!

lo so che per molti di voi mangiare la carne di cavallo è impensabile ed improponibile, ma a me piace tantissimo, se però non volete salpare su questa barca andranno benissimo anche delle fettine di vitello per comporre questo sugo che è uno dei capisaldi delle domeniche pugliesi, anzi delle domeniche a San Marzano di San Giuseppe dove la domenica nel sugo se non son polpette son brasciole! Poco ma sicuro! Tranne quelle volte in cui si vira verso la lasagna al forno ricca da fare un baffo a qualsiasi pranzo natalizio. Naturalmente vige un sacrosanto obbligo di scarpetta. Le brasciole a casa mia si fanno così:

Ingredienti per 6 persone:

  • 6 o più fettine per involtini di cavallo o vitello (tenere, con poco grasso)
  • 100g pecorino e/o parmigiano grattugiato
  • aglio brasciole
  • prezzemolo 
  • 5 o 6 capperi
  • sale e pepe

    Per il sugo:
  • una confezione grande di pelati o una bottiglia di passato di pomodoro
  • cipolla
  • olio
  • peperoncino (pochinino)
  • sale

Procedimento:

  1. Mescolare in una ciotola il formaggio grattugiato (se non volete un gusto troppo deciso mischiate pecorino e parmigiano, io però sconsiglio di usare solo parmigiano per questa ricetta) con il prezzemolo sminuzzato, i capperi sminuzzati anch’essi o lasciati interi, l’aglio schiacciato e un pizzico di pepe.
  2. Disporre sul piano di lavoro le fettine, salarle e peparle leggermente e mettere al centro delle stesse un cucchiaio scarso (regolatevi in base alla grandezza delle fettine) di formaggio e aromi.
  3. Arrotolarle e fermare le brasciole così ottenute con degli stuzzicadenti (come papà) o con del filo di cotone bianco (come mamma!).
  4. In una pentola sufficientemente larga soffriggere l’olio e la cipolla, quindi inserire le brasciole e farle rosolare per bene prima di aggiungere il pomodoro ed il sale. Se come me preferite evitare il soffritto scaldate per bene la padella senza aggiungere grassi, quindi sistemavi all’interno la carne e far rosolare “a secco”, aggiungere quindi un dito di acqua e la cipolla, quindi il pomodoro e l’olio.
  5. Lasciar cuocere per almeno un’ora e mezza, due ore a fuoco bassissimo con il coperchio aggiungendo mezzo bicchiere d’acqua solo se la salsa si restringe troppo.

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