Passatelli con salsiccia (Videoricetta)

Questo è uno di quei piatti che ti danno la gioia di essere foodblogger. Uno di quei piatti che appena lo assaggi vuoi metterti alla finestra per invitare tutti i passanti ad assaggiarlo o suggerire loro come fare per replicarlo a casa. E’ uno di quei piatti in cui metti la tua esperienza ed il tuo gusto, perché seguendo la ricetta alla lettera trovi qualche falla e poi, seguendo il tuo istinto, aggiusta qui, sistema là, crei qualcosa di “tuo”, una ricetta da catalogare nelle “keepers” in assoluto.

Sono partita con l’intenzione di provare la ricetta proposta da Cristina Lunardini nel primo numero di Facile con Gusto (recensione qui). Avevo reperito tutti gli ingredienti, tranne i peperoni, per cui ho deciso di provare i passatelli in ogni caso e condirli con un sughino “semplice” alla salsiccia. E’ la prima volta che mi cimento nei passatelli, per cui sono aperta a suggerimenti per come migliorare la ricetta. Al condimento mancava lo zing! Non so se per l’assenza dei peperoni, ma gli mancava qualcosa che lo caratterizzasse come “ricetta” e non semplice roba assemblata nel piatto. Così, aggiungi qui e là ecco questo spettacolo di primo piatto. Provatelo questa stessa settimana e poi proponetelo alla prima cena con amici: farete un figurone.

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Ingredienti per fare i passatelli asciutti (4 porzioni)

  • 100/120g pangrattato fine
  • 100g parmigiano reggiano
  • 70g farina “0” + un po’
  • 3 uova (+ 1 tuorlo se necessario)
  • noce moscata
  • sale q.b.

Per il condimento

  • 200g salsiccia di maiale
  • 200g salsiccia di vitello
  • 1/2 cipolla oppure uno scalogno
  • uno spicchio di aglio (o aglio in polvere)
  • qualche pomodorino
  • olio q.b.
  • vino rosso per sfumare
  • sale q.b.
  • un peperoncino piccante (oppure pepe)
  • semi di finocchio (facoltativi)
  • un po’ di prezzemolo tritato
  • pecorino o parmigiano grattugiato per servire

Procedimento:

  1. Per fare i passatelli: in una ciotola oppure sulla spianatoia fate la fontana con gli ingredienti secchi. Mettete al centro le uova ed impastate con le dita o una spatola sino ad ottenere un panetto omogeneo e non troppo appiccicoso. Se necessario aggiustate la consistenza aggiungendo più pangrattato oppure un tuorlo. Lasciate riposare un po’ l’impasto in modo che tutti i liquidi vangano assorbiti per bene.
  2. Preparare il condimento: liberare la salsiccia dal budello e sbriciolarla in padella. Rosolare per bene con un filino di olio, la cipolla e l’aglio, quindi sfumare con il vino.
  3. Aggiustate di sale, aggiungete i semi di finocchio (pochi) ed infine i pomodorini poco prima di spegnere il fuoco.
  4. Torniamo ai passatelli: dividete l’impasto in palline ed infrinatele. Aiutandovi con uno schiacchiapatate (con fori di almeno 1/2 cm) o una gratella per spatzle formate i passatelli. Infarinateli subito e separateli.
  5. Cuocete i passatelli in acqua bollente salata. Sono cotti quando vengono a galla. Scolarli e tuffarli nel condimento. Saltare qualche minuto in padella, se necessario aggiungere un po’ di acqua di cottura, e servire con una generosa spolverata di pecorino.
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Note e suggerimenti:

  • I passatelli cuociono abbastanza in fretta. Vi consiglio di salare l’impasto adeguatamente (nella ricetta della Lunardini il sale nell’impasto non era previsto) perché potrebbero non assorbirne a sufficienza in cottura.
  • Per la quantità di ingredienti secchi 4 uova mi sono sembrate troppe. Mettetene 4 piccole oppure 3 normali. Se necessario aggiustate la densità dell’impasto aggiungendo altro pangrattato oppure spolverando con farina.
  • Una nota piccante in questa ricetta ci vuole: scegliete voi se pepe, peperoncino o pecorino piccantino! 😀

Se ti è piaciuta questa ricetta, condividila con gli amici. Poi prova anche…

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Rosette di Zucchine alle briciole (Videoricetta)

Se seguite il mio blog lo sapete e magari siete stanchi di leggerlo: io non amo le zucchine! Eppure, le utilizzo così tanto in cucina (e con così tanta soddisfazione) che forse sarebbe ora che ammettessi con onestà intellettuale che invece le apprezzo. E invece no. Non mi piacciono, perché da sole, o come piace dire ad alcuni, in purezza proprio non riesco a mandarle giù (ed io sono una di quelle che mangia per educazione tutto!).

Questa è una delle tante ricette in cui amo mangiarle. Vi ho fatto anche la videoricetta! E’ un contorno molto semplice ma d’effetto, dal sapore rustico, ma dall’aspetto sofisticato. Potreste ben servirlo anche in un buffet oppure in un pranzo tra amiche, trovando il giusto equilibrio tra calorie e gusto. Perfetto anche per vegani e vegetariani.

Provatele e mi direte.

Ingredienti per 4 porzioni (*):

  • 2 zucchine medie
  • 100g pangrattato
  • 50g formaggio grattugiato (facoltativo, io non l’ho aggiunto)
  • 1 ciuffetto di menta
  • Buccia di 1 limone grattugiata
  • 2 cucchiai olio evo
  • sale q.b.

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Procedimento:

  1. Spuntate le zucchine e affettatele sottilmente con un pelaverdure o un mandolino (1 mm o meno di spessore). Dovendole arrotolare su se stesse, valutate se sia il caso di sbollentarle per un minuto in acqua bollente (specie se le tagliate con il mandolino, con il pelaverdure le fettine fovrebbero risultare molto sottili e flessibili)
  2. Preparate la farcia mischiando insieme il resto degli ingredienti.
  3. Sovrapporre sul lato corto due fettine di zucchina in modo da ottenere una striscia lunga il doppio. Cospargete di pangrattato condito e arrotolate su se stessa.
  4. Disponete le rose ottenute su una teglia ed infornate a 180*C per circa 15 min.
  5. Servire calde o tiepide (ma son buone anche fredde).

(*) La ricetta è presa con minime varianti da La Cucina Italiana.


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Crostata di pane e mele con crumble al marzapane –Apple and bread pie with marzipan crumble

Della mia (ormai) mitica crostata di pane e mele vi ho già parlato e riparlato: chi mi segue da più tempo sa già che questa è una delle mie ricette preferite, e che, per quanto povera e rustica, riscuote sempre un gran successo, in qualsiasi occasione io la proponga (dalla cena di Capodanno, al compleanno, passando per le inaugurazioni di parchi giochi!). In foto vedete i pezzi superstiti… non ho fatto in tempo a fotografare la torta intera!!!

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E’ una ricetta che ho modificato e personalizzato partendo da una di Montersino, l’ho fatta in diverse versioni, anche adatte a varie intolleranze proponendola senza uova, senza lattosio e addirittura senza zucchero saccarosio.

Questa volta l’ho finalmente provata con il crumble di marzapane così come suggerito nella ricetta di Montersino. Per il ripieno, invece, ho continuato a seguire la mia ricetta che trovo più sfiziosa ed adatta al mio gusto.

Ingredienti (per due crostate di circa 22cm diametro) – Ingredients (for two 22cm baking tin):

  • 650g pasta frolla shortcrust pastry
  • 400g mele a cubetti – chopped apples
  • 50g uvetta – raisin
  • 30g noci e/o pinoli – walnuts and/or pine nuts
  • 30/40g marmellata di limoni (o altra marmellata)  – lemon jam (or other kind of jam)
  • 80g margarina o burro – margarine or butter
  • 160g pane casereccio (con mollica) – bread
  • 80g latte fresco – milk
  • un pizzichino di cannella – one little pinch cinnamon

Per il crumble al marzapane – For the marzipan crumble

  • 120g zucchero – sugar
  • 120g marzapane – marzipan
  • 240g burro o margarina – margarine or butter
  • 320g farina 00 – all purpose flour
  • 5g lievito per dolci – baking

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Procedimento (Directions)Continua a leggere…

Crostata di pane e mele (senza uova e senza lattosio)–Apple and bread pie (eggs and lactose free)

Eccomi! Vi ho lasciato due settimane senza ricettine, perdono! Ma lo scorso fine settimana ne ho approfittato per stare un po’ con i miei e al lavoro questi ultimi giorni sono stati particolarmente pieni. Devo ancora ringraziare Lalla e Darkjade per avermi menzionato nel loro Seven Link, ma il post è ancora nelle bozze!!!
I’m back! Sorry! I gave you no recipe for two weeks! But I spent last weekend with my family and last days I was a bit busy with work. I am also on late in saing “Thank you!” toLalla and DarkJade for mentioning me into theyr Seven Links Project. I have the post into draft folder yet!

Ma ritorno alla grande con una ricettina che farà felice molti, anzi, moltissimi di voi, compresi quelli che ancora non mi conoscono e che magari arriveranno cercando una torta buona, sana e che può essere assaporata anche da chi soffre di molteplici intolleranze, tra cui uova, lattosio e volendo, con piccole modifiche, anche glutine.
But I’m back with a recipe which, I know, will make happy all of you, and also all the people who still don’t know me and are searching for a yuhmmy and sane cake, made to be served to everyone, even to people who cannot eat eggs or lactose. Also celiac people can eat it, if you just substitute few ingredients!

In più è una ricetta di riciclo di un alimenti preziosissimo: il pane. Una buona merenda per i bimbi, una colazione che dona il sorriso e lo sprint al mattino… insomma, il non plus ultra delle crostate!!!
Moreover this is a recipe which use a really precius food: bread leftovers! It is a sane snack for the kids, it is good for breakfast becouse will give you a smile and the right sprint, for sure. In conclusion this is the ultimate apple pie!!!

La ricetta è frutto della fusione di una ricetta inventata da mia madre, una sorta di “crostata cuor di mela” molto ricca, e la crostata di pane e mele di Montersino. Ero partita infatti con l’idea di realizzare quest’ultima, ma avevo dimenticato di comprare alcuni ingredienti per cui ho deciso di omaggiare con un dolce due grandissimi maestri: mia madre e Montersino!!!
The recipe is the result of a fusion. I was inspired by a pie my mother cooked up, such a “rich apple heart pie”, and also inspired by Montersino’s Apple and Bread Pie. Actually, my first intention was to prepare the latter one! But I forgot some ingredients, thus I decided to honor with a single cake my two greatest masters: my mother and Montersino!!!

Le dosi che vi riporto sono quelle per ottenere la torta come l’ho realizzata io, per la crostata di Montersino, completa degli streusel di marzapane in superficie potete vedere questa videoricetta.
I just give you the recipe of the pie I realized. Should you want to know the Montersino original version, which includes marzipan crumble on the top, you can see this videorecipe.

crostata di pane e mele

Ingredienti (per uno stampo di 22cm) – Ingredients (22cm baking tin):
Per la pasta frolla senza uova e senza lattosio (for the shortbread)

  • 100g zucchero – sugar
  • 150g margarina – margarine
  • 250g farina 00 –all purpose white flour
  • 50ml zymillactose free milk (se necessario – if needed)

Per il ripieno (Stuffing)

  • 400g mele a cubetti – chopped apples
  • 60g uvetta – raisin
  • 20g noci – walnuts
  • 30g limoncello – lemon liqueur
  • 80g margarina – margarine
  • 160g pane casereccio – bread
  • 80g zymil – lactose free milk
  • 10g scorza di limone – grated lemon peel
  • un pizzico di cannella – one pinch cinnamon
  • un cucchiaio colmo di confettura di albicocche – 1 tbs apricot jam

Video Procedimento (Directions)

  • Preparare la pasta frolla: impastare velocemente gli ingredienti con la punta delle dita. Formare una palla liscia, avvolgerla in pellicola trasparente e lasciarla riposare in frigo per 30 min.
    Prepare the short crust pastry with flour, butter/margarine, sugar and the milk, draw together with fingertips and knead quickly and lightly until smooth. Wrap in foil and refrigerate 30 min. before using.
  • Preparare il ripieno: tagliare le mele a dadini. Ammollare l’uvetta in acqua calda e poi immergerla nel limoncello (o rum). Privare il pane della crosta, tagliarlo a dadini e bagnare con il latte caldo. Se necessario aggiungere più latte, tutto il pane deve essere bagnato ma non deve spappolarsi.
    Prepare the stuffing: chop the apples. Soak the raisin into warm water then dip into the liqueur. Cut off thebread crust and chop. Then dip into warm milk. The bread had to be all wet, not mashed. Add more milk if needed.

     

  • In una ciotola mischiare il pane ammollato con le mele, l’uvetta, le noci, la cannella, la scorza di limone, la margarina fusa ed un generoso cucchiaio di marmellata di albicocche.
    Mix into a bowl the bread, the apples, the raisin, the walnuts, the cinnamon, the grated lemon peel, melted margarine, and the tbs of jam.

     

  • Stendere 300g di pasta frolla con il mattarello e foderare fondo e bordi di una teglia. Bucherellare il fondo e versare il ripieno. Coprire con la restante pasta frolla, bucherellare in più punti la sfoglia e infornare in forno già caldo a 190° per 30 min.
    Roll out 300g of pastry and use to line a lightly-buttered 22cm fairly deep baking tray with removable ring. Riddle the pastry with a fork. Pour the bread and apple stuffing into the pastry and cover with the remaining one. Riddle also the top. Bake in the centre of pre-heat oven. Cook for 30 min. at 350°F.

     

  • Lasciar raffreddare quindi decorare con zucchero a velo. A piacere, per rendere lucida la crostata potete spennellarla con confettura di albicocche.
    Let it become cold, then decorate with icing sugar. Should you like, you can make “glossy” the pie brushing it with apricot jam.

     

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Anche questa crostata insieme con la torta di barbabietole e cioccolato è stata destinata alla mia cara amica che nell’ultimo anno ha dovuto fare i conti con delle intolleranze. Questo il suo commento:
Also this pie, like the beet and cocoa one, was a gift for my friend who cannot eat eggs and lactose. Here it is her comment:

La crostata mela e noci è stato un capolavoro assoluto, davvero eccezionale, perché è rimasta buonissima e umida per tutta una settimana senza neanche metterla mai un minuto in frigorifero… puoi metterla nel libro che scriverai… ;
Direi che sei pronta a specializzarti nel settore delle intolleranze.
The apple pie with walnuts was your masterpiece, really extraordinary! It remain very good and a little wet for a week, and there is no nedd to put it into the fridge. You can add it in the recipe book you must write! I think you are ready to specialize yourself into the food allergy area!

Ed ecco l’interno! Buona buona! Oltretutto la presenza del pane da l’idea e la consistenza della torta.
The inside. Very yuhmmy! And the bread inside give you the idea of the cake, rather then the pie.

 

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Ottima con una pallina di gelato.

Se ci sono problemi di intolleranza al glutine, potete eliminare pane, latte e margarina dal ripieno, ed utilizzare per la frolla farina di riso.

Polpette di pane

Anzi, polpette di uova come le chiamano mia madre e mia nonna.

Ed ecco un altro piatto di cui le mie papille conserveranno a lungo memoria e che parla della mia famiglia. Parla di quando i miei nonni lavoravano il tabacco in Basilicata, di quando possedere delle galline significava garantirsi i pasti.
Pane raffermo, uova fresche, formaggio… poche cose, pochi ingredienti sufficienti per preparare delle polpette quando l’acquisto della carne rimaneva un lusso riservato alla domenica.

E che gusto le polpette di mia nonna. Io continuo a preferirle a quelle di carne, assolutamente! Mia madre ci mette dentro anche la simmenthal, ma già questa è una versione extra-lusso! Io oggi voglio proporvele nella loro versione più povera e omaggiare mia nonna e tutte le donne del dopoguerra che con poco più che niente riuscivano a portare in tavola piatti eccezionali.

polpette di pane

Ingredienti per 4/6 persone (circa 40 polpette):

  • 3 uova
  • 100g formaggio grattugiato (pecorino e/o parmigiano)
  • un pizzico di sale
  • aglio
  • un mazzetto di prezzemolo e menta (o altre erbe aromatiche di vostro gusto)
  • pane raffermo grattugiato q.b.
  • olio per friggere (di oliva o di semi di arachide)

Procedimento:

  1. Mischiare insieme le uova con il formaggio e gli aromi aiutandovi con una forchetta. Aggiungete quindi il pangrattato quanto basta per ottenere un composto sodo ma non troppo asciutto.
    Nota: se avete aggiunto troppo pane correggete aggiungendo del latte. In ogni caso attendete che il pane assorba i liquidi dell’impasto prima di valutare la consistenza.
  2. Formare delle palline con i palmi delle mani e friggere in olio ben caldo.
    Non serve panare, uova e pane sono già nell’impasto e se la frittura è fatta alla giusta temperatura le polpette saranno anche croccanti. Non è nemmeno necessario inumidirsi le mani, anzi rischiereste pericolosi schizzi durante la frittura!

polpette di pane

Se vi va potete anche tuffarle in un buon sugo al pomodoro, oppure servirle in ciotoline come antipastino sfizioso, sia caldo che freddo.

Questo impasto, usando il prezzemolo e non la menta, si presta bene anche ad essere utilizzato come ripieno per molluschi (es. cozze, seppie,…).


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Polpette alle cipolle e rosmarino

A casa mia le polpette si sono sempre fatte profumate all’aglio e prezzemolo. Tempo fa, però, una mia coinquilina originaria dell’Albania portò “per colazione” delle ottime polpette preparate dalla sua mamma la sera prima con una generosa dose di cipolla. Le ho trovate ottime, tanto da averne mandate giù quattro di fila nonostante fossero da poco passate le 10:00!!!

Quindi l’idea di replicarle, profumarle con del buon rosmarino fresco appena colto dal mio micro orto sul balcone e racchiuderle in una panatura golosa e croccante. Un ottimo modo per riempire un porta pranzo! Occhiolino

polpette

Ingredienti:

    • 500g macinato misto
    • 3 uova
    • 60g (circa) di parmigiano e/o pecorino grattugiato
    • mezza cipolla tritata
    • un rametto di rosmarino fresco
    • sale q.b.
    • pepe q.b.
    • pangrattato q.b. (possibilmente pane raffermo passato al mixer)
    • per la panatura: farina, 1 uovo e pangrattato.

Procedimento:

  1. Mettere in una ciotola la carne, le uova, il formaggio gli aromi e mischiare volendo anche con una forchetta o un cucchiaio, creando un composto omogeneo.
  2. Aggiungere tanto pangrattato (ed eventualmente anche altro formaggio) quanto basta ad ottenere un composto morbido ma che mantenga comunque la forma che gli viene data. Attenzione: per valutare la giusta consistenza prima di aggiungere altro pane attendete un paio di minuti dando così il tempo al pane di assorbire bene tutti i liquidi. Se vi accorgete che esagerate con il pane aggiungete qualche cucchiaio di latte. Mettendo troppo pane le polpette risulterebbero dure e secche una volta cotte.
  3. Con le mani leggermente inumidite formare delle polpette schiacciate di circa 4 cm di diametro.
  4. Se vi piacciono più croccanti passate le polpette nella farina e poi nell’uovo sbattuto e nel pangrattato (per una panatura più spessa passare nuovamente nell’uovo e nel pangrattato).
  5. Friggere le polpette in olio di semi d’arachidi o d’oliva, oppure cuocerle alla piastra (come ho fatto io) o in forno. Sono ottime anche nella versione “leggera”.

Nel mio portapranzo ho completato il pasto con zucchine grattugiate e pasta.

 

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Partecipo con questa ricetta al contest di Imma di dolci a gogò.

Collage picnic Valira


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“Faij e fogghij” buone anche per un brunch! :O

Faij e Fogghij, fuori dalla Puglia, Fave e Verdure…

Purè di fave

Non è un piatto, è un racconto.
Il racconto dei contadini che svuotavano intere pagnotte per riempirle di purè di fave e consumarle nei campi, a metà della giornata di fatica e lavoro.
Il racconto del mestolo di legno che da noi si chiama “cucchiara ti li faij” (cucchiaio delle fave) tanto è radicato questo piatto nella nostra tradizione.
Il racconto di ogni venerdì in cui dopo la scuola mia nonna ci faceva trovare “li faij” con i bastoncini di pesce fritto o qualche volta i gamberetti fritti.
Il racconto dei prodotti della terra, ognuno dei quali si sposa bene con questo purè: li fogghij (lett. le foglie, ma significa verdura di campagna, che cresce spontanea e soprattutto amara), gli ortaggi tutti, i pomodori, i peperoni verdi fritti, persino la frutta, l’uva e le mele in primis.
E’ il racconto del pane raffermo che non va buttato, ma tagliato a pezzi e mischiato al purè.
E’ il racconto del giorno dopo, in cui scaldi le fave con un filo d’olio e rendi un avanzo più buono e ricco.
E’ il racconto della “spurchia” da estirpare da sotto le piante delle fave, dei baccelli secchi da calpestare con i piedi, delle vecchiette sedute nei cortili che “mozzicano le fave” con delle pietre per ingannare i lunghi pomeriggi di fine estate. Le puoi sentire dalla strada, puoi sentire quel ritmo cadenzato sempre uguale che quasi concilia il sonno.
E’ il racconto delle pignate sul fuoco e della cucina antica ed autentica.
E’ il racconto di innamorati il cui core batte per l’amata e “scquacquarescia comu ‘na pignata di faij” (=fa il rumore delle fave in ebollizione nella pignata sul fuoco).

E’ il racconto della mia vita. E’ il mio piatto preferito. E’ povero e ricco allo stesso tempo. Non c’è niente come le fave. Non cc’è nientij comu li faij.

E come si fanno le fave? La prima volta che le ho cucinate avevo circa 14 anni, mi sembrò una cosa semplice in fin dei conti, bisognava solo fare attenzione a non farle attaccare al fondo della pentola. Mia madre mi elogiò dicendo che non era da tutti esserne capaci. In verità la cosa “difficile” o meglio “laboriosa” delle fave è il contorno! A casa mia le fave si accompagnano con di tutto e di più (un po’ l’utilizzo che al nord si fa della polenta, ma assolutamente non c’è paragone: le fave sono buone anche senza niente!!!): insalata di pomodori e caroselle (detta acqua e sale), friggitelli fritti e salati con sale grosso, peperonata e naturalmente li fogghij: la verdura. Quella che c’è. A me piacciono moltissimo anche con la frutta!

Ogni famiglia ha la sua ricetta e segreto di preparazione. La ricetta che indico qui è quella che mi ha insegnato mia madre, che a sua volta l’ha appresa dai suoi genitori, e che grosso modo corrisponde anche al modo di prepararle di mia nonna paterna. Mi sono concessa una piccola divagazione SOLO sulla presentazione in bicchierini che lasceranno i vostri amici superfighi del brunch senza parole e soprattutto desiderosi di averne ancora!!! Il gusto, ve lo assicuro, è superautentico D.O.C.G.! Occhiolino

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Ingredienti:

  • ‘na francata di faij secchi a testa (= per ogni persona contare una quantità di fave secche contenuta nelle mani “a coppetta” di una donna adulta e non esile!)
  • acqua (q.b. a coprire a filo le fave nella pentola)
  • sale (meglio poco, al massimo se ne aggiunge alla fiine)
  • olio di oliva della Puglia (circa due cucchiai a testa)
  • pane raffermo
  • verdure, ortaggi, friggitelli, lampascioni, insalata di pomodori, …di tutto e di più

Regole d’oro:

  • Mettere a bagno le fave secche poche ore! L’ideale è metterle a bagno la mattina presto (es. 6:00) per cuocerle verso la tarda mattinata. Mai metterle a bagno dalla sera prima, perdono tutto il sapore (nonno docet).
  • Le fave devono essere tutte della stessa “mamma”, ovvero provenire da uno stesso raccolto (o essere della stessa grandezza), altrimenti le singole fave cuoceranno in tempi diversi o peggio ne rimarrà qualcuna cruda (nonna docet).
  • Di regola appena l’acqua inizia a bollire bisogna eliminare con una schiumarola la schiuma che fuoriesce dalle fave. Mio nonno era contrario. Dipende dai gusti!
  • Evitare di aggiungere le patate (alcune scuole di pensiero le prevedono, a me piacciono senza!) o di cuocere le fave in un brodo (come fa la Parodi, ma dove l’ha visto??!!)
  • Ricordate che le fave per la prima fase della cottura vanno lasciate in pace, mescolatele il più tardi possibile (quando l’acqua sarà quasi completamente assorbita).
  • Occhio agli schizzi in fase di ebollizione: a parte il colore, dovete considerare il purè di fave lava!
  • Le fave dopo la cottura vanno sbattute con forza cu la cucchiara ti li faij (con il mestolo di legno). Ma va bene anche aiutarsi con uno sbattitore elettrico!!!

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Procedimento:

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Purpietti (Polpette)

Meh Maria scia’, facimu li purpietti!” (=dai Maria su, facciamo le polpette) è la frase che potreste sentire proferire da mia madre o da mia nonna la domenica mattina verso le 10:30/11:00 come esortazione a preparare quelle succulente sferette che spariscono dallo scolafritti ancora bollenti per finire nella pancia di tutta la famiglia molto prima che sia ora di pranzo (in questo senso possono considerarsi un antipasto!).
Perciò a casa mia se ne preparano sempre in quantità industriale: un quarto sparisce prima ancora che l’ultima polpetta sia stata fritta, l’altro quarto sparisce nel tragitto tra la scolatura dall’olio e il venir tuffate nel sugo al pomodoro, il resto ce lo mangiamo con le tagliatelle ed il sugo!

Una delle primissime cose che ho imparato a fare da sola (frittura a parte) avevo 6 o 8 anni, anche se il primo tentativo fu un po’ troppo carico di aglio! Un piatto che è una fotografia del pranzo della domenica, l’odore delle polpette fritte accompagna a San Marzano il tragitto di tutti i bambini di ritorno a casa dal catechismo. E che gioia scoprire che quel buon odorino proviene anche da casa propria! Che bontà!

purpietti - polpette

Ma basta ricordi, veniamo alla sostanza! Vi dico subito che a casa mia le polpette non si panano né prevedono l’uso del pane bagnato nel latte, le galline non sono mai mancate ai miei nonni, e di conseguenza nemmeno le uova che come vedrete, qui abbondano rispetto alle comuni ricette di polpette. Le dosi che vi riporto sono quelle che ho seguito io per fare una piccola scorta in freezer per me e il mio amour, da mia madre basterebbero appena a soddisfare due persone!!! Occhiolino

Ingredienti per 300g macinato:

  • 300g macinato misto
  • 3 uova (sostanzialmente un uovo ogni 100g di carne)
  • 60g (circa) di parmigiano e/o pecorino grattugiato
  • uno spicchietto d’aglio
  • un mazzetto di prezzemolo
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • pangrattato q.b. (possibilmente pane raffermo passato al mixer)
  • un dito di vino rosso

Procedimento:

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Ignudi di melanzane al forno

Per chi no lo sapesse gli "ignudi" sono una specie di gnocchi fatti con quello che dovrebbe essere il ripieno di un raviolo. Dunque senza il "vestito" della pasta all’uovo, il ripieno cotto come se fosse uno gnocco si chiama ignudo (classici gli ignudi ricotta e spinaci)!
Ho dato questo nome alla ricettina che ho preparato stasera ed è adattissima a chi gradisce le melanzane ripiene ma ha la cattiva abitudine (come la sottoscritta a volte) di lasciare l’involuco nero e mangiare solo il ripieno! Tanto vale non mettercelo proprio!!!

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Ingredienti per 15 ignudi (o per un mega ignudo per una teglia media)

  • Una grossa melanzana (a piacere anche delle zucchine)
  • 1 uovo
  • 2 fette di pane raffermo ammollato in acqua o latte (circa 60/70g)g
  • 50g di prosciutto cotto tagliato in una fetta
  • 40 g di provola piccante
  • Sugo di pomodoro (un bicchiere, 150 ml circa)
  • olive nere
  • foglie di basilico fresco
  • Pan grattato q.b.
  • a piacere della besciamella

Pelate la melanzana (a piacere) e tagliatela a cubetti (idem per le zucchine, ma secondo me meglio tutto melanzana!)
Date una sbollentata di due minuti alle melanzane in acqua salata. Scolare e lasciare raffreddare.
Grattuggiare il formaggio a scaglie, sminuzzare il prosciutto e snocciolare le olive (meglio se avete quelle "paesane", quelle del supermercato meglio non aggiungerle affatto!!!)
Unire alle melanzane formaggio, prosciutto, olive, il pane ben strizzato, e impastare con le mani. Aggiungere due o tre cucchiaini di sugo al pomodoro, il basilico e l’uovo e continuare a girare con una forchetta. Aggiungere il pan grattato sino ad ottenere la consistenza giusta a formare delle quenelle: non dura, ma morbida capace di mantenere la forma che le darete con i cucchiai (appunto delle quenelle).
Disporre le quenelle su una teglia rivestita con carta da forno (o anche in pirottini di carta) oppure stendete il composto direttamente nella teglia livellando bene.
Distrtibuire un cucchiaino di sugo al pomodoro su ogni ignudo (o sulla teglia) e infornare: 30 min circa a 200° : deve formarsi una leggera crosticina in superficie.
Lasciate riposare 10/15 min prima di servire!


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Zucchine tonde ripiene

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Ingredienti

  • 8 zucchine tonde
  • 250g tonno sott’olio (io al naturale)
  • 2 uova
  • 2 cipolle (io meno di un quarto! giusto per insaporire l’olio)
  • 1 panino raffermo bagnato nel latte (io pangrattato)
  • 4 acciughe
  • 50g parmigiano grattugiato
  • 40g capperi sotto sale (per una madornale svista non ne ho, ho sopperito con olive fatte da papà e origano per profumare. cmq 40g di capperi mi sembrano un po’ tantini… )
  • maggiorana (io quella secca, cannamela)
  • olio
  • sale e pepe

Procedimento:

  1. Lessare per 5 min le zucchine intere, poi togliere la calotta e svuotarle facendo attenzione a non romperle.
  2. Far appassire le cipolle in una padella con 4 cucchiai di olio, quindi aggiungere le acciughe stemperandole nel soffritto. Unire anche la polpa di zucchine tagliata a dadini (io l’avevo fatta a pezzi un po’ grossi e poi ho dovuto frullarle) e lasciate insaporire qualche minuto.
  3. In una ciotola preparare tonno sgocciolato, capperi dissalati, pane strizzato, uova e parmigiano, amalgamare il tutto quindi unire la polpa di zucchine. profumare con la maggiorana, il pepe ed eventualmente aggiustare di sale.
  4. Riempire le zucchine con il composto, sistemarle in una teglia rivestita di carta da forno, un filo d’olio e cuocere 180/200° per 20-30 min (fate formare la crosticina).
    Lasciate raffreddare un poco prima di mangiare.

Ricetta da: Alice Cucina Magazine di Agosto 2010. Tra parentesi le mie modifiche.


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