Spaghetti Assassinati

Togliamoci da ogni impiccio: NON vi sto dando la ricetta degli spaghetti all’assassina.

Questa è un’altra ricetta.

Li ho chiamati Assassinati per due ordini di motivi:

Primo: il tipo di cottura (tutto in una pentola, direttamente nel sugo) è tipico degli spaghetti all’assassina. Ma NON sono spaghetti all’assassina, perché per farli è perentorio l’uso di una padella di ferro o di ghisa. Io non ce l’ho.

Secondo: li ho assassinati, nel senso che li ho conditi in una maniera per nulla ortodossa per un italiano, oserei dire eretica, sia pure non alla stregua della pasta con il ketchup.

Terzo: sono piccanti (tendente al molto piccante), come gli spaghetti all’assassina.

Fatte queste doverose premesse… di che si parla?

Banalmente: Spaghetti al pomodoro con… Guacamole!

Si. Ho messo il Guacamole sulla Pasta.

Prima che mi facciate una levata di scudi è mio dovere dirvi che 1) sono strabuoni 2) l’effetto (anche alla vista) è quello di un pesto cremoso e piccante.

Nella nostra cultura culinaria il pesto è un pilastro, quindi, perché scandalizzarsi di un altro condimento, a crudo, verde e buonissimo?

La ricetta è presto data: fate due spaghetti al pomodoro e aggiungeteci una generosa cucchiaiata di guacamole!!!

Nello specifico, vi consiglio la cottura risottata, ossia direttamente nel sugo, aggiungendo man mano acqua calda al bisogno, come se doveste appunto fare un risotto. Se volete un effetto “all’assassina” a fine cottura fate bruciacchiare un pochino gli spaghetti lasciando ridurre il sugo ed attaccare un poco alla padella la pasta. Un poco. Non troppo, Non mi piacciono troppo bruciati, nè alla vista nè al palato. Ve l’ho già detto ma lo ripeto: questi NON sono spaghetti all’assassina. Per favore, non scrivetelo anche nei commenti, che l’ho già scritto io diverse volte! Sono i miei spaghetti ASSASSINATI, per le ragioni scritte sopra!

Per la ricetta del Guacamole, ancora non vi posso aiutare. Io uso quello Biffi, non ho mai assaggiato quello originale messicano, ma questo Biffi mi piace moltissimo, e da che non posso mangiare più latticini, è uno dei miei preferiti guilty pleasure salati. Ho provato a farle il Guacamole a casa una volta ma il dosaggio degli ingredienti non era entusiasmante. Per cui, attendo ancora una ricetta buona per il Guacamole e intanto… Grazie, Biffi!

Don’t stop chasing your unicorns (Buon 39esimo compleanno a MEEE!)

Ieri è stato il mio 39esimo compleanno e il tema della torta l’ha sapientemente scelto mia figlia:

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Benché non sia una fan sfegatata degli unicorni, il tema non mi è affatto dispiaciuto, sia perché sono davvero soddisfatta del risultato, sia perché il rincorrere gli unicorni a qualsiasi età è uno dei mantra a cui mi ispiro.

L’unicorno è la metafora del sogno, e il sogno con una tabella di marcia e una data definita diventa magicamente un obiettivo, un progetto.

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Sulla soglia del mio 40° giro completo intorno al sole posso dirvi di avere ancora diversi unicorni da ricorrere e alcuni di cui sono già sulla scia.

Non si è mi troppo grandi per una torta unicorno. Non si è mai troppo grandi per rincorrere un sogno nuovo.

Ma ora basta filosofia, vi parlerò dei miei unicorni e sogni in progress un’altra volta (presto, presto!).

Ora ecco come fare questa bella crostata (che altro non è se non una cream tarte al cioccolato fondente)

Ho scelto di usare il cioccolato fondente per provare a fare una cream tarte senza latticini, ma sentitevi liberi di usare la ricetta della namelaka tradizionale.

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Ingredienti per la Cream Tarte senza latticini al Cioccolato Fondente

Dosi per 6 porzioni circa (due strati di frolla, ricavabili da una sagoma grande quanto un foglio A4)

  • 300g pasta frolla
  • 150+500g panna da montare vegetale (io uso Hoplà)
  • 50ml latte vegetale (io uso quello di avena)
  • 45g zucchero
  • 200g cioccolato fondente all’80%
  • 8g gelatina in fogli
  • un cucchiaio di liquore cointreau (facoltativo)
  • Decorazioni di meringa e pasta di zucchero, coloranti alimentari, fiori eduli

Come Fare la Cream Tarte (senza latticini)

  1. Per prima cosa, preparate la Namelaka. Mettere in ammollo la gelatina in acqua fredda. Mettere a scaldare per bene la prima dose di panna (150g) con lo zucchero e il latte vegetale. Fuori dal fuoco aggiungere la gelatina ben strizzata e far sciogliere bene. Quindi aggiungere il cioccolato fondente eventualmente già fuso al microonde. Dopo che anche il cioccolato fondente è sciolto versare a filo la restante panna fredda (1 litro) girando con una spatola. Infine, frullare bene il tutto con un frullatore (a immersione oppure il bimby per chi ce l’ha). Possibilmente eliminate con l’aiuto di una schiumarola o un cucchiaio le bolle che si formano in superficie (con il bimby lasciate girare al minimo le lame per un minuto).
  2. Per la frolla senza latticini, potete usare quella Vallèe o simile, a base vegetale, già pronta, oppure farla voi, sostituendo il burro con la margarina (la mia ricetta della pasta frolla è qui). Se usate la margarina per fare la frolla tenete conto che nello stenderla tende a sbriciolarsi un po’. Vi consiglio di stenderla direttamente su un foglio di carta da forno che poi userete per la cottura. Non congelatela da cruda perché tende a perdere un po’ di liquido ed essere ancora più difficile da lavorare.
  3. Stampate la sagoma da voi prescelta su un foglio di carta e usatela come guida per ritagliare la pasta. Come detto prima, stendete la frolla direttamente sulla carta da forno e dopo aver ritagliato al sagoma, eliminate l’eccesso. Ricavate due o più strati uguali. Come guida per la sagoma ed il decoro, io ho usato la foto che trovate in fondo al post, di AmuseBouche.
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  1. NON BUCHERELLATE lo strato che finirà sulla superficie della crostata, perché come vedete resta scoperto per metà. Potete bucherellare gli altri strati. Cuocete per 10/12 minuti a 175°C. Non deve scurirsi.
  2. Quando la crema è ben rappresa e la frolla fredda, con un sac a poche con bocchetta liscia (o senza bocchetta) create i classici spuntoni di crema, di dimensione e altezza regolare, lungo tutto il bordo e la superficie della base di frolla. Sovrapponete il secondo strato di frolla.
namelaka-cioccolato-fondente
  1. Per creare la criniera dell’unicorno ho creato degli spuntoncini di crema e li ho spruzzati di colorante dorato (in alternativa potete fare spuntoni di crema bianca oppure panna montata bella sostenuta) e decorare qui e là con meringhe, fiori di ostia e fiori di zucchero come ho fatto io. I dettagli sono in pasta di zucchero (il corno è pasta di zucchero gialla, spruzzata di colorante oro, come anche l’interno dell’orecchio).
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Finita! Fate riposare in frigo per qualche ora prima di servire. Per una frolla morbida al taglio, che assorba un po’ di umidità della crema, usate una sablè bretonne (metodo sabbiato, spiegato in questa ricetta). In questo caso la frolla sarà morbida al taglio anche fredda di frigo. Se usate frolla tradizionale, abbiate cura di tirare fuori il dolce almeno 20/30 minuti prima del servizio.

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Ed ecco l’originale a cui mi sono ispirata. Per le decorazioni, non le ho fatte io, ma acquistate già pronte. Per chi fosse a Putignano e dintorni, da Dolce Mix trovate di tutto e di più!

amousebouche-unicorn-cake

A lato il modello che ho utilizzato come ispirazione e base per il ritaglio della sagoma (stampato su foglio A4). Vai al sito di AmuseBouche, clicca qui

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Hai provato una mia ricetta ed hai fatto un figurone? Non sai proprio come ringraziarmi per tutti i suggerimenti che ti ho dato e che ti hanno salvato in tante occasioni? Offrimi un caffè e siamo pari! 😀 Se me ne vuoi offrire più di uno, non mi offendo: Amo il caffè!

2,00 €

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Strudel salato (con pollo e peperoni)

Se provate questa ricetta la farete sempre. S E M P R E. Sarà il vostro must alle scampagnate o alle cene con amici, sarà il modo furbo e goloso per riciclare avanzi di pollo, pasta sfoglia, brisè, peperoni arrostiti… Ottima anche per i vostri lunch box perchè si gusta al meglio a temperatura ambiente.

Vi ho convinti? Avanti allora. Mano alla lista della spesa!

strudel-salato-pollo-e-peperoni

Ingredienti per fare lo Strudel Salato

(per 4 porzioni – due strudel medi)

  • mezzo chilo di petto di pollo tagliato a straccetti (o avanzi di brodo/arrosto)
  • due peperoni arrostiti
  • una mela tagliata a fettine
  • 40g pinoli
  • aromi a piacere (timo, rosmarino, pepe,)
  • pangrattato q.b.
  • due rotoli di basta brisee, oppure pasta sfoglia oppure dose per 300g farina di pasta matta
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Come fare lo Strudel Salato

  1. Se non usate la sfoglia pronta, preparate la pasta matta come indicato nella ricetta sul blog a questo link. Per questa versione ho usato una versione più light, con più acqua e meno olio.
  2. Cuocete gli straccetti di pollo in padella, con un filo di olio nella maniera che preferite. Potete comunque usare anche pollo avanzato da altre preparazioni (esempio cotto in brodo o al forno).
  3. Arrostite i peperoni e spellateli. Potete eventualmente usare peperoni già arrostiti comprati al supermercato.
  4. Adagiate sulla sfoglia il pollo, le fettine di mela, i peperoni, i pinoli e una manciata di pan grattato, per assorbire eventuali succhi in eccesso. Non esagerate altrimenti lo strudel verrà troppo secco.
  5. Arrotolate, sigillate bene i bordi e mettete a cuocere fino a doratura completa della pasta.
  6. Lasciar stiepidire prima di servire. E’ ottimo a temperatura ambiente.
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Calamarata d’autunno con Zucca Salsiccia e Funghi

Un piatto che più autunnale di così non si può! In più vi offre una ghiotta occasione di riciclo, visto che al posto della purea di zucca potete riciclare eventuale avanzi di vellutata/passato di zucca, fatto in casa oppure comprato. Io personalmente compro molto spesso la Cremosa Findus di zucca e carote che si è rivelata perfetta in questa ricetta, accorciando così i tempi di preparazione a quello di cottura della pasta.

Segnatevi i pochi ingredienti nella lista della spesa e preparatela al più presto.

Calamarata-zucca-funghi-salsiccia

Ingredienti per 2 persone

  • 160g pasta di Gragnano tipo calamarata
  • 160g salsiccia di maiale o mista
  • 1/2 cestino di funghi (quelli che gradite, io ho trovato champignon cremini)
  • purea di zucca oppure avanzi di una vellutata di zucca (io ho usato la Cremosa Findus)
  • olio di oliva e.v.
  • timo o prezzemolo
  • facoltativo: una patata schiacciata oppure della panna per aumentare la densità del condimento.

Procedimento

  1. Mettere a cuocere la pasta (tenete conto che la calamarata di Gragnano può richiedere anche 15 minuti di cottura).
  2. In una padella rosolare con un filo d’olio la salsiccia privata del budello e sbriciolata. Quando è ben rosolata, aggiungere i funghi già puliti e tagliati a fettine. Abbiate cura di mantenere il fuoco vivo, altrimenti i funghi cacceranno troppa acqua. Per una versione più raffinata potete usare anche i porcini, con la zucca sposano comunque bene anche i finferli, i chiodini oppure semplicemente gli champignon.
  3. Se la salsiccia è ben condita, non occorre aggiungere altri aromi, altrimenti a piacere aggiungete un po’ di aglio e/o pepe.
  4. Quando salsiccia e funghi sono ben cotti, unire la purea (o avanzi di vellutata) di zucca. A piacere potete lasciare dei cubetti di zucca interi per creare maggiore gioco di consistenze. Lasciar amalgamare.
  5. Scolare la pasta lasciando un po’ di acqua di cottura e condire con il sugo ottenuto. Aggiustare la densità se necessario con un po’ di acqua di cottura. Guarnire con timo oppure pochissimo prezzemolo.

Buon appetito e buon inizio autunno!

Calamarata-zucca-funghi-salsiccia

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Parmigiana di Funghi

parmigiana-di-funghi

Ci sono due motivi per cui posso ritrovarmi a seguire con cieca fiducia uno chef: il primo motivo, naturalmente, è la propensione ad insegnare e condividere le tecniche di lavorazione (come ad esempio Montersino), la seconda è l’affinità di gusto, ed è quello che sicuramente posso dire di avere con Sergio Maria Teutonico (da cui sono anche stata a lezione grazie a Chef Academy!). Tutte le volte in cui mi trovo davanti una sua ricetta ho non solo voglia di realizzarla al momento, ma, una volta preparata, non ne resto mai delusa.

Questa Parmigiana di Funghi è a dir poco geniale. Della Parmigiana ha la caratteristica stratificazione di fette di verdure fritte (in questo caso i funghi) e naturalmente l’alternanza con formaggio parmigiano e/o altro a pasta filata. In più il “twist” è dato dalla presenza davvero originale di “hamburgher di cannellini” nel mezzo.

L’ho fatta diverse volte e mi propongo a breve di rifarla senza latticini, dato che li sto eliminando dalla mia alimentazione per dolorosissimi effetti infiammatori che mi procura la caseina. Voi, intanto, provatela così com’è perché è eccezionale.

Ingredienti per la parmigiana di funghi

(per 2 porzioni)

Come fare la parmigiana di funghi

  1. Pulire i funghi e tagliarli a fettine non troppo sottili. Passare le fettine, prima nella farina, poi nell’uovo e infine nel pangrattato, quindi friggere in olio caldo fino a doratura. Mettere da parter (sono buonissimi anche così da stuzzicare)
  2. Preparare gli hamburgher di cannellini, come spiegato nella ricetta che trovi incorporata in basso
  3. In una terrina (o in delle cocotte individuali, oppure in vasi da cottura in forno per una presentazione più moderna) stratifica alternando hamburgher di cannellini, besciabella, formaggio filante e/o parmigiano e infine i funghi fritti fino ad esaurimento degli ingredienti.
  4. Copri con besciamella e metti in forno a gratinare.

Golosissima. Buona sia appena sfornata che a temperatura ambiente. Proponetela senza timore anche ai vostri ospiti, farete un figurone.

parmigiana-di-funghi

Sotto trovate la ricetta degli hamburgher di cannellini

Hamburger di Cannellini

Oggi vi propongo questi hamburger di fagioli cannellini: squisiti e semplicissimi da preparare! Li vorrete mangiare ogni settimana. E’ una ricetta vegetariana, con le opportune sostituzioni può essere anche vegana e/o senza glutine.

Vai alla ricetta

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Namelamisù (Tiramisù con Crema Namelaka)

Appena ho provato la crema Namelaka ho saputo che sarebbe stata perfetta per un tiramisù. Già su questo blog trovate almeno due versioni di tiramisù con cioccolato bianco, come ad esempio il tiramisù su stecco ed il tiramisù con i pan di stelle e nutella biscuit.

Questa è una versione ancora diversa e decisamente più semplice, non prevendendo nè l’uso delle uova nè tantomeno la loro pastorizzazione. Il Gusto è spettagoloso.

Per la ricetta della namelaka, vi rimando ad post precedente. Qui si tratta solo di assemblare. Anzi, è una ricetta perfetta per consumare della namelaka avanzata oppure che avete congelato da precedente preparazione.

Namelamisú-tiramisu-con-namelaka

Namelamisù – Tiramisù al cioccolato bianco, con crema Namelaka, di Cle

(dosi a piacere, se usate biscotti senza uova è una opzione perfetta per fare un tiramisù senza uova)

  • crema namelaka
  • gocciole extra dark (o altri biscotti con gocce di cioccolato)
  • liquore San Marzano (o altro liquore di vostro gradimento nel tiramisù)
  • caffè non zuccherato
Namelamisú-tiramisu-con-namelaka

Montaggio:

  1. Se la namelaka che vi è avanzata non è montata, montatela con una frusta e aggiungete a filo un po’ di liquore per profumare (un cucchiaio su circa 300ml)
  2. Inzuppate le gocciole nel caffè (eventualmente anche questo profumato con il liquore) lasciandole comunque abbastanza sode e asciutte al centro, in modo che possano assorbire anche parte della umidità della crema;
  3. stratificate alternando gocciole e crema namelaka (usando biscotti senza uova, avrete un ottimo tiramisù senza uova, perfetto per chi è intollerante alle uova).
  4. Finire con una lieve spolverata di cacao (senza coprire tutto, ma lasciando intravedere la crema bianca sotto) oppure, come ho fatto io) con gocciole sbriciolate finemente.
  5. Lasciate in frigo per qualche ora per far amalgamare bene i sapori. Gustare il vostro nuovo tiramisù preferito.

Per essere una crema (si può dire?) sputtanatissima su ogni blog di cucina, mi stupisce che nessuno ancora ne avesse proposto una versione tiramisù. Beh… ve la propongo io! Namelamisù, una creazione di Cle! 😀

Namelamisú-tiramisu-con-namelaka

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Torta-panna-cioccolato

Namelaka: Ricetta facile e infallibile

Innanzi tutto cosa è la Namelaka?

La namelaka è la vostra nuova crema al cioccolato preferita. Senza uova, senza farina, facilissima da preparare, buonissima e di grande effetto sia alla vista che al gusto. Si prepara con cioccolato bianco, panna e gelatina e si può aromatizzare come più vi piace o lasciarla “neutra” per i puristi e amanti del cioccolato bianco.

La namelaka è simile alla ganache (ottenuta con panna e cioccolato in egual peso) ma meno carica di cioccolato con l’effetto di risultare al gusto più leggera (anche se comunque calorica!). E’ simile anche alla panna cotta, con cui ha in comune la presenza della gelatina, ma è di più semplice preparazione e (secondo me) più gustosa.

La Namelaka nasce in Giappone e la sua caratteristica è quella di essere ultra cremosa. E’ molto versatile essendo possibile utilizzare la namelaka sia come ripieno, sia come base per una monoporzione. Può essere congelata senza problemi, usata tal quale (colata o al sac a poche) oppure montata, assomigliando così ad una mousse. Può essere servita in coppa o al piatto… Insomma… Il Sacro Graal delle creme.

Anche se non avete letto prima d’ora questo nome, sono certa che l’avete vista almeno una volta tutti in foto e magari anche assaggiata, dato che è la crema maggiormente utilizzata, sia dai pasticceri che dagli amatori, negli ultimi tempi, per la preparazione delle Cream Tarte, ossia quelle torte a base di frolla, molto coreografiche, decorate con spuntoni di namelaka, macaroons, fiori e meringhe.

Cream Tarte di LaMou Dolce Lab: https://la-mou-dolce-lab.business.site/

Insomma, la classica preparazione ultra facile che vi farà fare un figurone, appagando palato e vista.

La classica preparazione che… mi fa uscire di testa, perché agli altri riesce e a me no (non a primo colpo!).

Ne ho dovute provare 3 di ricette prima di arrivare alla quadratura del cerchio. Mi serviva una crema bella sostenuta da spremere al sac a poche per delle decorazioni, ho ottenuto delle poltiglie che mi si scioglievano con il calore delle mani. Un nervoso che non posso descrivervi!

Non vi linko le ricette sbagliate, sia per non indurvi in confusione, sia perchè le blogger a cui mi sono rivolta sono da me stimate e non voglio far fare loro brutta figura.

Ma intanto io mi trovavo alla vigilia del compleanno di mia figlia con un sacco di cioccolato e panna sprecati e ancora nessuna idea per come decorarle la torta che avevo in mente di fare.

Ero ad un passo dall’ordinare la torta in pasticceria (per me una sconfitta personale) quando mi sono ricordata che la mia amica Valentina, non solo è pasticcera, ma lavora a La Mou, la pasticceria che ha vinto l’edizione 2020 di Cake Star. Valentina è una mia amica “virtuale” di vecchia data, ci siamo conosciute tramite FB e il nostro essere fan di Montersino, per continuare di tanto in tanto a confrontarci e scambiarci ricette (invero, sono io che spesso le chiedo lumi, come questa volta!). E’ stata anche lei a mandarmi il mio primo pezzo di lievito madre. Insomma, di lei mi fido e le leccornie che le vedo postare, sia in casa che in pasticceria, sono sempre di altissimo livello.

Con la gentilezza che da sempre la caratterizza, Valentina ha voluto condividere con me la ricetta della Namelaka che usano nella pasticceria LaMou. Dopo averne provate 3, posso assicurarvi che questa è il top del top, come gusto, tenuta e consistenza.

Ricetta Namelaka Infallibile (per dolce concessione di LaMou Dolce Lab)

Dosi per ottenere circa 2 litri di crema, sufficiente per farcire e decorare due tarte di media grandezza (4 strati in tutto)

  • 300g panna fresca
  • 100g latte fresco
  • 90g zucchero
  • 400g cioccolato bianco
  • 16g colla di pesce
  • 1 litro di panna

Come si fa la Namelaka

  1. Mettere in ammollo la gelatina in acqua fredda. Mettere a bollire la prima dose di panna (300g) con lo zucchero e il latte.
  2. Fuori dal fuoco aggiungere la gelatina ben strizzata e far sciogliere bene. Quindi aggiungere il cioccolato bianco (in estate a temperatura ambiente è praticamente già sciolto!!!).
  3. Dopo che anche il cioccolato bianco è sciolto versare a filo la restante panna fredda (1 litro) girando con una spatola.
  4. Infine, frullare bene il tutto con un frullatore (a immersione oppure il bimby per chi ce l’ha). Possibilmente eliminate con l’aiuto di una schiumarola o un cucchiaio le bolle che si formano in superficie (con il bimby lasciate girare al minimo le lame per un minuto). In questo modo l’assenza di bolle lascerà una consistenza ultra cremosa (diversamente le bolle poi lasciano una consistenza più ruvida e rugosa).
  5. Fatto! Ora lasciate addensare la namelaka in frigo almeno 10/12 ore prima di utilizzarla o congelarla.

Come si usa la Namelaka

  1. Se dovete dosarla al sac a poche, per fare degli spuntoni, dopo il raffreddamento (10/12 ore) montare con una frusta elettrica e usare normalmente per fare degli spuntoni o delle decorazioni.
  2. Se dovete colarla negli stampini in silicone, per delle monoporzioni o degli inserti, colatela dopo il passaggio 4 sopra, quando è ancora liquida, senza montarla. Lasciate sempre raffreddare in frigo prima di congelare gli stampi in silicone, per consentire una gelificazione ottimale della crema.
  3. Dato che la crema non patisce il congelamento ed è molto versatile, se siete in dubbio su quanta crema vi servirà, Potete preparare la dose intera e congelare l’eventuale avanzo. Se siete rimasti delusi da altre ricette e volete comunque testare la consistenza di questa ricetta, preparatene 1/4 di dose, vedrete che non rimarrete delusi.

E mi raccomando! Se abitate o passate da Falconara Marittima (AN), vi consiglio vivamente di fare tappa a LaMou Dolce Lab, dove, son certa, faranno festa sia le vostre pupille, sia le vostre papille.

Baci.

Nuggets di pollo in pastella (con ingrediente segreto!)

Vi avevo lasciati un anno fa con una ricetta a base di pollo, ritorno con il pollo! Tra un pollo e un altro pollo cosa è successo? Per le chiacchiere non culinarie vi rimando a post precedente.

Ora parliamo del mio ultimissimo esperimento riuscito! I nuggets di pollo, ovvero il pollo fritto in pastella, molto simili nel gusto a quelli del Mc Donald.

Oddio, non che sia una fan dei Nuggets, preferisco la croccantezza del Mc Chicken (la cotoletta, per intenderci) ma ai miei figli piacciono, e siccome in casa il pollo si fa spesso, soprattutto in versione straccetto panato e cotto nella friggitrice ad aria (se ti interessa, trovi anche questa videoricetta in fondo al post), da tempo stavo cercando il modo per ricreare per loro il gusto dei Nuggets.

All’assaggio i nuggets a me ricordano molto il pollo in brodo, ma quando ho provato a usare pollo pre-cotto in brodo invece del pollo crudo il risultato non è stato granché e i miei figli lo hanno bocciato.

Poi l’illuminazione!

Volete sapere quale è l’ingrediente segreto che ho usato nella pastella? Scopritelo nella ricetta.

Pollo-fritto-in-pastella

Nuggets di pollo in pastella

Ingredienti per fare i nuggets di pollo

  • 500g petto di pollo
  • 1 uovo
  • 150g farina per fritti (io ho usato la Loconte)
  • mezzo bicchiere d’acqua fredda (possibilmente gasata)
  • un pizzico di sale e pepe
  • un pizzico di dado granulare (l’ingrediente segreto!)

Come fare i Nuggets di pollo

  1. Tagliate il pollo in straccetti spessi circa 1 cm o della dimensione che preferite (io preferisco la forma allungata);
  2. Preparate la pastella mischiando in una ciotola un uovo, 100/150g di farina (se usate farina normale e non specifica per fritture, aggiungete anche 1/4 di cucchiaino di lievito istantaneo non vanigliato). Aggiungete acqua fredda gasata quanto basta per ottenere un composto colante ma ancora piuttosto denso e spesso.
  3. Insaporite la pastella ottenuta con un pizzico di sale e pepe e un pizzico di dado granulare, vegetale o di pollo. Questa aggiunta è fondamentale se volete ottenere un sapore molto simile a quello dei Mc Nuggets.
  4. Scaldate dell’olio di semi in una padella abbastanza larga, aiutandovi don delle pinze da cucina o una forchetta, immergete uno alla volta gli straccetti di pollo nella pastella, e poi nell’olio. Rigirate a metà cottura.

Consigli e suggerimenti

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  • Se usate petto di pollo congelato …,
  • Evitate di …
  • Potete aggiungere anche …
  • Prima di …
  • Per mantenere la carne de pollo succosa controllate la temperatura ...
  • Se la crosta esterna vi sembra troppo scura …
  • Se volete cuocerli nella friggitrice ad aria

Se avete la friggitrice ad aria, potete provare una versione più speedy degli straccetti, come mostro in questo video:

Rieccomi dopo un periodo di silenzio!

Ciao amici e ben ritrovati.

E’ successo tante volte di comparire e scomparire dal blog, di alternare periodi di assidua presenza a periodi di lunghi silenzi.

Quest’anno in particolare è stato particolarmente duro, per tutti e anche per me. Tra pandemia, contrazione del lavoro e due bimbi a cui badare, due pasti al giorno da preparare ogni giorno… mi sembra di stare sempre a cucinare e pulire e non avere un attimo di pace.

O meglio… un’ora di pace me la ritaglio, ogni santo giorno, per andare a camminare. Lascio tutto e vado. Nell’ultimo anno la mia salute mentale e fisica sono state messe molto alla prova per cui quell’ora è sacra ed inviolabile!

Quello che necessariamente resta indietro è il blog. Mi dispiace tantissimo, ma per cercare di non sentirmi sopraffatta dalla montagna di cose che vorrei fare, su qualcosa devo abbassare le mie aspettative! 😦

In questo anno ho messo a punto diverse ricette, molte superspeedy e furbe, e non vedo l’ora di condividerle con voi. Pian piano, con il tempo che mi consentiranno di concedere al blog le mie due piccole pesti. Sotto una carrellata di quello che ho preparato e che attende di essere condiviso (qualche anteprima chi mi segue su Instagram l’ha avuta!)

Ci sono due novità che incideranno parecchio sulle prossime ricette che vedrete nel blog.

La prima novità è che ho eliminato dalla mia alimentazione i latticini, a causa di una fastidiosissima sensibilità alla caseina che mi provoca uno stato infiammatorio generalizzato (il lattosio è facile da eliminare, ma la caseina… praticamente impossibile). Per cui sto molto sperimentando sul fronte delle sostituzioni di latte e derivati, oltre che abituarmi a non usare più i latticini così tanto nella mia cucina, cosa che fino a qualche mese fa avrei ritenuto inimmaginabile.

L’altra novità (che novità non è mai per le donne!) è che mi sono messa di impegno con la dieta. Figli non credo di farne più in futuro per cui non ho più la scusante del “e… poi li perdo tutti dopo”. Li devo perdere tutti ora e non sono pochi! Per cui troverete molti spunti per ricette se non light, quanto meno bilanciate nel loro apporto di nutrienti.

Se vi va di seguirmi nel mio percorso di dimagrimento e approfondire alcuni temi legati all’alimentazione e al benessere, vi rimando alla sezione “MenoPanza” che raccoglie le ricette light e qualche dritta per impostare uno stile di vita più sano, oltre che qualche post dedicato al mio rapporto non sempre salutare con il cibo.

Ma queste non sono le uniche novità!

Ho finalmente realizzato (anzi, sto realizzando) uno dei miei sogni nel cassetto, ossia tenere dei corsi di cucina (per adesso in presenza, ma spero presto anche online).

Per adesso i miei allievi sono bambini dai 5 ai 13 anni e sono molto promettenti! Sto collaborando con un centro per l’infanzia per le attività del campo estivo, ma pensiamo già a far partire dei veri e propri corsi di cucina per piccole manine già da settembre, e chissà, magari proporre qualcosa ai genitori! Se vivete in Puglia, nei pressi di Putignano, non esitate a contattarmi per maggiori info. Se vivete più lontano, contattatemi lo stesso per i corsi online! 😀

C’è un’altra grossa novità lavorativa all’orizzonte. Come molti di voi sapranno, sono un avvocato, o meglio, ex avvocato: dallo scorso dicembre ho deciso di cancellarmi dall’albo per potermi dedicare ad altri progetti e seguire quella che credo possa essere la mia vera vocazione. Continuo a prestare consulenza legale, ma non è quello che voglio fare per il resto della mia vita. La notizia è che dopo anni di insoddisfazione, domande e introspezione credo di averlo capito cosa voglio fare da grande! Non voglio fare spoiler, per cui, se siete interessati a saperne di più, il posto dove trovare informazioni resta la mia casa sul web, il mio blog personale, Gocce di Cle. Il mio futuro avrà a che fare con la cucina? Leggete e scoprirete! 😀

Intanto vi lascio qui una carrellata delle squisitezze che ho preparato in questo anno e mezzo ma che non ho avuto ancora tempo di pubblicare (e che conto di postare il più presto possibile).

A presto!

Scaloppine di pollo agli agrumi con croccante di taralli

Se vi piacciono i piatti dal gusto dolce-salato, questa ricetta la dovete proprio provare.
Se siete alla ricerca di una versione alternativa del pollo al limone o pollo all’arancia, questa ricetta la dovete proprio provare!
Se vi piacciono i giochi di consistenze e ogni tanto azzardare in cucina: questa ricetta la dovete proprio provare.

E gli ingredienti con tutta probabilità li avete già! Forza, dai! Fatela oggi stesso, poi tornate qui a dirmi come è andata!

Ingredienti per 4 persone
(ricetta di Fabrizio Nonis, da Alice Cucina Magazine)

  • 600g filetto di pollo
  • 2 limoni
  • 2 arance
  • 1 radice di zenzero fresco (io ho usato zenzero in polvere)
  • farina integrale (va bene anche la 00 in mancanza)
  • 400g taralli pugliesi (semplici o al finocchio, io ho usato quelli semplici)
  • olio d’oliva e.v.
  • 60ml cointreau (in mancanza vino bianco secco, oppure potete azzardare a provare con il rhum o magari o con il limoncello, io non ho provato con questi ultimi due)

Procedimento:

  1. Infarinare le fettine di pollo nella farina integrale da entrambi i lati.
  2. In una padella abbastanza larga, mettete a scaldare un po’ di olio e fate cuocere le fettine per almeno 10 minuti, rigirandole a metà cottura (valutate in base allo spessore se sia il caso di mettere il coperchio, con la rosolatura si procederà dopo che saranno ben cotte)
  3. Nel frattempo sbriciolare i taralli e aromatizzarli con la buccia degli agrumi e lo zenzero. Spremete il succo dei limoni e delle arance.
  4. Trascorsi dieci minuti, alzare la fiamma e lasciar evaporare l’eventuale acqua che si è formata, quindi sfumare con il cointreau.
  5. Terminare la cottura quindi togliere le fettine di pollo e tenerle da parte in caldo avvolte nella carta stagnola.
  6. Versate in padella il succo degli agrumi ed eventualmente un goccio ancora di Cointreau. Lasciar ridurre la salsa.
  7. Servite i petti di pollo nappati con la salsa agli agrumi e cosparsi di briciole di taralli aromatizzate.

Una squisitezza.

Fatta e rifatta già diverse volte. Con farina integrale e 00, con maggiore o minore caramellizzazione della salsina! Sempre squisito!

Piaciuta la ricetta?
Ora prendiamoci un Caffè! Offri tu! 🙂

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