Namelamisù (Tiramisù con Crema Namelaka)

Appena ho provato la crema Namelaka ho saputo che sarebbe stata perfetta per un tiramisù. Già su questo blog trovate almeno due versioni di tiramisù con cioccolato bianco, come ad esempio il tiramisù su stecco ed il tiramisù con i pan di stelle e nutella biscuit.

Questa è una versione ancora diversa e decisamente più semplice, non prevendendo nè l’uso delle uova nè tantomeno la loro pastorizzazione. Il Gusto è spettagoloso.

Per la ricetta della namelaka, vi rimando ad post precedente. Qui si tratta solo di assemblare. Anzi, è una ricetta perfetta per consumare della namelaka avanzata oppure che avete congelato da precedente preparazione.

Namelamisú-tiramisu-con-namelaka

Namelamisù – Tiramisù al cioccolato bianco, con crema Namelaka, di Cle

(dosi a piacere, se usate biscotti senza uova è una opzione perfetta per fare un tiramisù senza uova)

  • crema namelaka
  • gocciole extra dark (o altri biscotti con gocce di cioccolato)
  • liquore San Marzano (o altro liquore di vostro gradimento nel tiramisù)
  • caffè non zuccherato
Namelamisú-tiramisu-con-namelaka

Montaggio:

  1. Se la namelaka che vi è avanzata non è montata, montatela con una frusta e aggiungete a filo un po’ di liquore per profumare (un cucchiaio su circa 300ml)
  2. Inzuppate le gocciole nel caffè (eventualmente anche questo profumato con il liquore) lasciandole comunque abbastanza sode e asciutte al centro, in modo che possano assorbire anche parte della umidità della crema;
  3. stratificate alternando gocciole e crema namelaka (usando biscotti senza uova, avrete un ottimo tiramisù senza uova, perfetto per chi è intollerante alle uova).
  4. Finire con una lieve spolverata di cacao (senza coprire tutto, ma lasciando intravedere la crema bianca sotto) oppure, come ho fatto io) con gocciole sbriciolate finemente.
  5. Lasciate in frigo per qualche ora per far amalgamare bene i sapori. Gustare il vostro nuovo tiramisù preferito.

Per essere una crema (si può dire?) sputtanatissima su ogni blog di cucina, mi stupisce che nessuno ancora ne avesse proposto una versione tiramisù. Beh… ve la propongo io! Namelamisù, una creazione di Cle! 😀

Namelamisú-tiramisu-con-namelaka

Chiedilo a Cle!

Hai dubbi o domande per l’esecuzione di questa ricetta? Mandami una email, sarò lieta di rispondere alla tua domanda! Se invece hai provato la ricetta, non dimenticare di lasciare un tuo feedback nei commenti!

Torta-panna-cioccolato

Namelaka: Ricetta facile e infallibile

Innanzi tutto cosa è la Namelaka?

La namelaka è la vostra nuova crema al cioccolato preferita. Senza uova, senza farina, facilissima da preparare, buonissima e di grande effetto sia alla vista che al gusto. Si prepara con cioccolato bianco, panna e gelatina e si può aromatizzare come più vi piace o lasciarla “neutra” per i puristi e amanti del cioccolato bianco.

La namelaka è simile alla ganache (ottenuta con panna e cioccolato in egual peso) ma meno carica di cioccolato con l’effetto di risultare al gusto più leggera (anche se comunque calorica!). E’ simile anche alla panna cotta, con cui ha in comune la presenza della gelatina, ma è di più semplice preparazione e (secondo me) più gustosa.

La Namelaka nasce in Giappone e la sua caratteristica è quella di essere ultra cremosa. E’ molto versatile essendo possibile utilizzare la namelaka sia come ripieno, sia come base per una monoporzione. Può essere congelata senza problemi, usata tal quale (colata o al sac a poche) oppure montata, assomigliando così ad una mousse. Può essere servita in coppa o al piatto… Insomma… Il Sacro Graal delle creme.

Anche se non avete letto prima d’ora questo nome, sono certa che l’avete vista almeno una volta tutti in foto e magari anche assaggiata, dato che è la crema maggiormente utilizzata, sia dai pasticceri che dagli amatori, negli ultimi tempi, per la preparazione delle Cream Tarte, ossia quelle torte a base di frolla, molto coreografiche, decorate con spuntoni di namelaka, macaroons, fiori e meringhe.

Cream Tarte di LaMou Dolce Lab: https://la-mou-dolce-lab.business.site/

Insomma, la classica preparazione ultra facile che vi farà fare un figurone, appagando palato e vista.

La classica preparazione che… mi fa uscire di testa, perché agli altri riesce e a me no (non a primo colpo!).

Ne ho dovute provare 3 di ricette prima di arrivare alla quadratura del cerchio. Mi serviva una crema bella sostenuta da spremere al sac a poche per delle decorazioni, ho ottenuto delle poltiglie che mi si scioglievano con il calore delle mani. Un nervoso che non posso descrivervi!

Non vi linko le ricette sbagliate, sia per non indurvi in confusione, sia perchè le blogger a cui mi sono rivolta sono da me stimate e non voglio far fare loro brutta figura.

Ma intanto io mi trovavo alla vigilia del compleanno di mia figlia con un sacco di cioccolato e panna sprecati e ancora nessuna idea per come decorarle la torta che avevo in mente di fare.

Ero ad un passo dall’ordinare la torta in pasticceria (per me una sconfitta personale) quando mi sono ricordata che la mia amica Valentina, non solo è pasticcera, ma lavora a La Mou, la pasticceria che ha vinto l’edizione 2020 di Cake Star. Valentina è una mia amica “virtuale” di vecchia data, ci siamo conosciute tramite FB e il nostro essere fan di Montersino, per continuare di tanto in tanto a confrontarci e scambiarci ricette (invero, sono io che spesso le chiedo lumi, come questa volta!). E’ stata anche lei a mandarmi il mio primo pezzo di lievito madre. Insomma, di lei mi fido e le leccornie che le vedo postare, sia in casa che in pasticceria, sono sempre di altissimo livello.

Con la gentilezza che da sempre la caratterizza, Valentina ha voluto condividere con me la ricetta della Namelaka che usano nella pasticceria LaMou. Dopo averne provate 3, posso assicurarvi che questa è il top del top, come gusto, tenuta e consistenza.

Ricetta Namelaka Infallibile (per dolce concessione di LaMou Dolce Lab)

Dosi per ottenere circa 2 litri di crema, sufficiente per farcire e decorare due tarte di media grandezza (4 strati in tutto)

  • 300g panna fresca
  • 100g latte fresco
  • 90g zucchero
  • 400g cioccolato bianco
  • 16g colla di pesce
  • 1 litro di panna

Come si fa la Namelaka

  1. Mettere in ammollo la gelatina in acqua fredda. Mettere a bollire la prima dose di panna (300g) con lo zucchero e il latte.
  2. Fuori dal fuoco aggiungere la gelatina ben strizzata e far sciogliere bene. Quindi aggiungere il cioccolato bianco (in estate a temperatura ambiente è praticamente già sciolto!!!).
  3. Dopo che anche il cioccolato bianco è sciolto versare a filo la restante panna fredda (1 litro) girando con una spatola.
  4. Infine, frullare bene il tutto con un frullatore (a immersione oppure il bimby per chi ce l’ha). Possibilmente eliminate con l’aiuto di una schiumarola o un cucchiaio le bolle che si formano in superficie (con il bimby lasciate girare al minimo le lame per un minuto). In questo modo l’assenza di bolle lascerà una consistenza ultra cremosa (diversamente le bolle poi lasciano una consistenza più ruvida e rugosa).
  5. Fatto! Ora lasciate addensare la namelaka in frigo almeno 10/12 ore prima di utilizzarla o congelarla.

Come si usa la Namelaka

  1. Se dovete dosarla al sac a poche, per fare degli spuntoni, dopo il raffreddamento (10/12 ore) montare con una frusta elettrica e usare normalmente per fare degli spuntoni o delle decorazioni.
  2. Se dovete colarla negli stampini in silicone, per delle monoporzioni o degli inserti, colatela dopo il passaggio 4 sopra, quando è ancora liquida, senza montarla. Lasciate sempre raffreddare in frigo prima di congelare gli stampi in silicone, per consentire una gelificazione ottimale della crema.
  3. Dato che la crema non patisce il congelamento ed è molto versatile, se siete in dubbio su quanta crema vi servirà, Potete preparare la dose intera e congelare l’eventuale avanzo. Se siete rimasti delusi da altre ricette e volete comunque testare la consistenza di questa ricetta, preparatene 1/4 di dose, vedrete che non rimarrete delusi.

E mi raccomando! Se abitate o passate da Falconara Marittima (AN), vi consiglio vivamente di fare tappa a LaMou Dolce Lab, dove, son certa, faranno festa sia le vostre pupille, sia le vostre papille.

Baci.

Nuggets di pollo in pastella (con ingrediente segreto!)

Vi avevo lasciati un anno fa con una ricetta a base di pollo, ritorno con il pollo! Tra un pollo e un altro pollo cosa è successo? Per le chiacchiere non culinarie vi rimando a post precedente.

Ora parliamo del mio ultimissimo esperimento riuscito! I nuggets di pollo, ovvero il pollo fritto in pastella, molto simili nel gusto a quelli del Mc Donald.

Oddio, non che sia una fan dei Nuggets, preferisco la croccantezza del Mc Chicken (la cotoletta, per intenderci) ma ai miei figli piacciono, e siccome in casa il pollo si fa spesso, soprattutto in versione straccetto panato e cotto nella friggitrice ad aria (se ti interessa, trovi anche questa videoricetta in fondo al post), da tempo stavo cercando il modo per ricreare per loro il gusto dei Nuggets.

All’assaggio i nuggets a me ricordano molto il pollo in brodo, ma quando ho provato a usare pollo pre-cotto in brodo invece del pollo crudo il risultato non è stato granché e i miei figli lo hanno bocciato.

Poi l’illuminazione!

Volete sapere quale è l’ingrediente segreto che ho usato nella pastella? Scopritelo nella ricetta.

Pollo-fritto-in-pastella

Nuggets di pollo in pastella

Ingredienti per fare i nuggets di pollo

  • 500g petto di pollo
  • 1 uovo
  • 150g farina per fritti (io ho usato la Loconte)
  • mezzo bicchiere d’acqua fredda (possibilmente gasata)
  • un pizzico di sale e pepe
  • un pizzico di dado granulare (l’ingrediente segreto!)

Come fare i Nuggets di pollo

  1. Tagliate il pollo in straccetti spessi circa 1 cm o della dimensione che preferite (io preferisco la forma allungata);
  2. Preparate la pastella mischiando in una ciotola un uovo, 100/150g di farina (se usate farina normale e non specifica per fritture, aggiungete anche 1/4 di cucchiaino di lievito istantaneo non vanigliato). Aggiungete acqua fredda gasata quanto basta per ottenere un composto colante ma ancora piuttosto denso e spesso.
  3. Insaporite la pastella ottenuta con un pizzico di sale e pepe e un pizzico di dado granulare, vegetale o di pollo. Questa aggiunta è fondamentale se volete ottenere un sapore molto simile a quello dei Mc Nuggets.
  4. Scaldate dell’olio di semi in una padella abbastanza larga, aiutandovi don delle pinze da cucina o una forchetta, immergete uno alla volta gli straccetti di pollo nella pastella, e poi nell’olio. Rigirate a metà cottura.

Consigli e suggerimenti:

  • Se usate petto di pollo congelato, fatelo scongelare leggermente in frigo per un’ora oppure con un brevissimo passaggio al microonde, quanto basta per poterlo tagliare con un coltello da cucina. In questa maniera otterrete dei “chicken fingers”. Pastellateli e cuoceteli direttamente da congelati.
  • Evitate di fare straccetti troppo sottili, ad esempio tagliando delle fettine di petto di pollo.
  • Potete aggiungere anche un trito di prezzemolo o altre erbe fresche alla pastella
  • Prima di passare gli straccetti pastellati in padella, fate scolare l’eccesso di pastella strisciando lo streccetto sul bordo della ciotola, in questo modo sporcherete meno l’olio.
  • Per mantenere la carne de pollo succosa controllate la temperatura interna degli straccetti e cercate di non superare il 70/75°C. L’olio non dovrebbe superare i 1707180°C.
  • Se la crosta esterna vi sembra troppo scura ma all’interno gli straccetti non sono ancora ben cotti (ad esempio erano congelati i molto spessi, oppure il fuoco troppo forte) potete toglierli dall’olio e finire la cottura in forno oppure nella friggitrice ad aria.
  • Se volete cuocerli nella friggitrice ad aria direttamente, abbiate cura di coprire il cestello con carta da forno per raccogliere la pastella colante.
  • Sempre nella friggitrice ad aria, potete provare una versione più spidi degli straccetti, come mostro in questo video:

Rieccomi dopo un periodo di silenzio!

Ciao amici e ben ritrovati.

E’ successo tante volte di comparire e scomparire dal blog, di alternare periodi di assidua presenza a periodi di lunghi silenzi.

Quest’anno in particolare è stato particolarmente duro, per tutti e anche per me. Tra pandemia, contrazione del lavoro e due bimbi a cui badare, due pasti al giorno da preparare ogni giorno… mi sembra di stare sempre a cucinare e pulire e non avere un attimo di pace.

O meglio… un’ora di pace me la ritaglio, ogni santo giorno, per andare a camminare. Lascio tutto e vado. Nell’ultimo anno la mia salute mentale e fisica sono state messe molto alla prova per cui quell’ora è sacra ed inviolabile!

Quello che necessariamente resta indietro è il blog. Mi dispiace tantissimo, ma per cercare di non sentirmi sopraffatta dalla montagna di cose che vorrei fare, su qualcosa devo abbassare le mie aspettative! 😦

In questo anno ho messo a punto diverse ricette, molte superspeedy e furbe, e non vedo l’ora di condividerle con voi. Pian piano, con il tempo che mi consentiranno di concedere al blog le mie due piccole pesti. Sotto una carrellata di quello che ho preparato e che attende di essere condiviso (qualche anteprima chi mi segue su Instagram l’ha avuta!)

Ci sono due novità che incideranno parecchio sulle prossime ricette che vedrete nel blog.

La prima novità è che ho eliminato dalla mia alimentazione i latticini, a causa di una fastidiosissima sensibilità alla caseina che mi provoca uno stato infiammatorio generalizzato (il lattosio è facile da eliminare, ma la caseina… praticamente impossibile). Per cui sto molto sperimentando sul fronte delle sostituzioni di latte e derivati, oltre che abituarmi a non usare più i latticini così tanto nella mia cucina, cosa che fino a qualche mese fa avrei ritenuto inimmaginabile.

L’altra novità (che novità non è mai per le donne!) è che mi sono messa di impegno con la dieta. Figli non credo di farne più in futuro per cui non ho più la scusante del “e… poi li perdo tutti dopo”. Li devo perdere tutti ora e non sono pochi! Per cui troverete molti spunti per ricette se non light, quanto meno bilanciate nel loro apporto di nutrienti.

Se vi va di seguirmi nel mio percorso di dimagrimento e approfondire alcuni temi legati all’alimentazione e al benessere, vi rimando alla sezione “MenoPanza” che raccoglie le ricette light e qualche dritta per impostare uno stile di vita più sano, oltre che qualche post dedicato al mio rapporto non sempre salutare con il cibo.

Ma queste non sono le uniche novità!

Ho finalmente realizzato (anzi, sto realizzando) uno dei miei sogni nel cassetto, ossia tenere dei corsi di cucina (per adesso in presenza, ma spero presto anche online).

Per adesso i miei allievi sono bambini dai 5 ai 13 anni e sono molto promettenti! Sto collaborando con un centro per l’infanzia per le attività del campo estivo, ma pensiamo già a far partire dei veri e propri corsi di cucina per piccole manine già da settembre, e chissà, magari proporre qualcosa ai genitori! Se vivete in Puglia, nei pressi di Putignano, non esitate a contattarmi per maggiori info. Se vivete più lontano, contattatemi lo stesso per i corsi online! 😀

C’è un’altra grossa novità lavorativa all’orizzonte. Come molti di voi sapranno, sono un avvocato, o meglio, ex avvocato: dallo scorso dicembre ho deciso di cancellarmi dall’albo per potermi dedicare ad altri progetti e seguire quella che credo possa essere la mia vera vocazione. Continuo a prestare consulenza legale, ma non è quello che voglio fare per il resto della mia vita. La notizia è che dopo anni di insoddisfazione, domande e introspezione credo di averlo capito cosa voglio fare da grande! Non voglio fare spoiler, per cui, se siete interessati a saperne di più, il posto dove trovare informazioni resta la mia casa sul web, il mio blog personale, Gocce di Cle. Il mio futuro avrà a che fare con la cucina? Leggete e scoprirete! 😀

Intanto vi lascio qui una carrellata delle squisitezze che ho preparato in questo anno e mezzo ma che non ho avuto ancora tempo di pubblicare (e che conto di postare il più presto possibile).

A presto!

Scaloppine di pollo agli agrumi con croccante di taralli

Se vi piacciono i piatti dal gusto dolce-salato, questa ricetta la dovete proprio provare.
Se siete alla ricerca di una versione alternativa del pollo al limone o pollo all’arancia, questa ricetta la dovete proprio provare!
Se vi piacciono i giochi di consistenze e ogni tanto azzardare in cucina: questa ricetta la dovete proprio provare.

E gli ingredienti con tutta probabilità li avete già! Forza, dai! Fatela oggi stesso, poi tornate qui a dirmi come è andata!

Ingredienti per 4 persone
(ricetta di Fabrizio Nonis, da Alice Cucina Magazine)

  • 600g filetto di pollo
  • 2 limoni
  • 2 arance
  • 1 radice di zenzero fresco (io ho usato zenzero in polvere)
  • farina integrale (va bene anche la 00 in mancanza)
  • 400g taralli pugliesi (semplici o al finocchio, io ho usato quelli semplici)
  • olio d’oliva e.v.
  • 60ml cointreau (in mancanza vino bianco secco, oppure potete azzardare a provare con il rhum o magari o con il limoncello, io non ho provato con questi ultimi due)

Procedimento:

  1. Infarinare le fettine di pollo nella farina integrale da entrambi i lati.
  2. In una padella abbastanza larga, mettete a scaldare un po’ di olio e fate cuocere le fettine per almeno 10 minuti, rigirandole a metà cottura (valutate in base allo spessore se sia il caso di mettere il coperchio, con la rosolatura si procederà dopo che saranno ben cotte)
  3. Nel frattempo sbriciolare i taralli e aromatizzarli con la buccia degli agrumi e lo zenzero. Spremete il succo dei limoni e delle arance.
  4. Trascorsi dieci minuti, alzare la fiamma e lasciar evaporare l’eventuale acqua che si è formata, quindi sfumare con il cointreau.
  5. Terminare la cottura quindi togliere le fettine di pollo e tenerle da parte in caldo avvolte nella carta stagnola.
  6. Versate in padella il succo degli agrumi ed eventualmente un goccio ancora di Cointreau. Lasciar ridurre la salsa.
  7. Servite i petti di pollo nappati con la salsa agli agrumi e cosparsi di briciole di taralli aromatizzate.

Una squisitezza.

Fatta e rifatta già diverse volte. Con farina integrale e 00, con maggiore o minore caramellizzazione della salsina! Sempre squisito!


Buy Me a Coffee at ko-fi.com

Non puoi fare una donazione? Supportami aiutandomi a far crescere la mia community: condividi la ricetta con i tuoi amici e seguimi sui social

Meal Plan di Giugno (Pranzo in ufficio e Pic-Nic)

Per il Meal Plan di Giugno, ho pensato che poteva esser utile raccogliere delle ricette di piatti adatti ad essere portati in ufficio o ad un pic-nic, ossia dei piatti che si possono preparare in poco tempo e/o che possono essere preparati la sera orima e consumarsi anche freddi.

Molti ormai sono tornati in ufficio ma le regole sul distanziamento sociale rendono comunque ancor difficoltoso consumare la pausa pranzo fuori casa. Ma non solo: ormai il lockdown è terminato, il tempo è stupendo… non mancheranno occasioni di fare delle belle scampagnate in famiglia.

E allora, tirate fuori i vostri LunchBox (anzi, le vostre schiscette) perchè questo è il Meal Plan perfetto per il pranzo à porter!

Potete anche dare uno sguardo al meal plan di giugno dell’anno scorso per maggiori idee!


Se questo Meal Plan ti è piaciuto, ti potrebbe interessare anche consultare la pagina con Tutti i Meal Plan (free download) e consigli su come comporre il menù settimanale per la famiglia più adatto alle tue esigenze.

Vuoi ricevere ogni mese il meal plan direttamente nella tua casella email con altri consigli sulla casa e la cucina? Iscriviti alla mia Newsletter.

Elaborazione in corso…
Fatto! Sei nell'elenco.

Ancora affamato? Cerca ispirazione nella categoria “Che preparo Oggi?”

Nuggets di pollo in pastella (con ingrediente segreto!)

Vi avevo lasciati un anno fa con una ricetta a base di pollo, ritorno con il pollo! Tra un pollo e un altro pollo cosa è successo? Per le chiacchiere non culinarie vi rimando a post precedente. Ora parliamo del mio ultimissimo esperimento riuscito! I nuggets di pollo, ovvero il pollo fritto in pastella, molto […]

Caricamento…

Si è verificato un problema. Aggiorna la pagina e/o riprova in seguito.

Brioche Feuilletée

Appena le ho viste, ho voluto provare a farle. E a giudicare dalle vostre reazioni su Facebook, avete una gran voglia di provarle anche voi. Ed eccomi qui a scrivervi la ricetta mentre faccio colazione proprio con una brioche feuilletée! Scoprite insieme a me come farle: è più semplice di quello che immaginate!

La domanda che mi state ponendo in tanti è “è difficile fare le brioche feuilletée?“. Beh, se devo dirla tutta queste brioche sono una gran furbata, specie se vi siete già cimentati nella preparazione dei croissant, meglio ancora se avete già una ricetta per voi collaudata di croissant con il lievito che preferite usare (lievito madre, licoli oppure lievito di birra). Io ho usato il licoli (lievito a coltura liquida).

Se dovessi scrivere io una definizione per queste brioches, direi che le brioche feuilletèe sono una versione semplificata del croissant: la pasta è la stessa, ma invece di procedere con tanti passaggi e tante pieghe per avere una perfetta sfogliatura, si fanno solo le prime due pieghe (una a tre, una a quattro), e poi dopo il riposo si stende la pasta in uno strato il più sottile possibile e si arrotola, ricavandone poi delle girelle (un po’ come per la torta di rose). A voi poi la scelta se cuocere ogni girella nel suo stampo (come ho fatto io, usando un semplice stampo per muffiin) oppure in una tortiera come nella foto sotto di Laura De Rocco (che è stata quella che mi ha fatto innamorare a prima vista di queste brioches)

In pratica, l’arrotolamento sostituisce il numero maggiore delle pieghe che troviamo nel croissant ottenendo una sfogliatura addirittura più vistosa. Se ve lo state chiedendo, feuilletée significa sfogliato/a! ma dirlo alla francese fa molto più chic!

brioche-feuilletee-cruda

Ma basta chiacchiere! Passiamo alla ricetta. Cercherò di essere il più dettagliata possibile per far si che la ricetta sia chiara anche a chi non ha mai provato a fare le pieghe e le sfogliature in pasticceria. Ma se avete già provato a fare dei saccottini o dei croissant vedrete che non c’è nulla di trascendentale!

Brioche feuilletée (Brioche sfogliate) con Licoli

Ingredienti per circa 12 brioche medie

  • 200gr di farina manitoba
  • 100gr di licoli (* vedi nota sotto per le sostituzioni)
  • 1 uovo intero (circa 60gr)
  • 30gr di zucchero
  • 20gr di burro a temperatura ambiente (io ho usato margarina)
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • buccia grattugiata di limone o arancia
  • 80gr di burro per sfogliare (io ho usato margarina)
  • zucchero semolato o di canna q.b.

(*) Non sono ancora molto esperta di licoli per cui non me la sento di darvi delle dosi in “grammi” per poter sostituire il licoli con lievito di birra o con il lievito naturale “solido.
Se volete usare lievito di birra, potete rifarvi alle dosi dei saccottini.
Se usate lievito naturale solido invece del licoli, vi consiglio di diluirlo con un po’ di acqua (circa la metà del peso del lievito) in modo da non andare ad alterare la consistenza finale dell’impasto.

Come si fanno le brioche feuilletèe

  1. Mescolare nella ciotola della impastatrice la farina l’uovo ed il licoli fino ad ottenere un impasto omogeneo. Lasciar riposare per 30 minuti quindi unire lo zucchero, il burro, il sale e la buccia di limone o arancia.
  2. Impastare bene il tutto e formare un panetto. Mettetelo a riposare in frgorifero avvolto nella pellicola (oppure chiuso in una ciotola) per tutta la notte.
  3. La mattina successiva, stendete l’impasto in una sfoglia piuttosto sottile (non più di un centimetro).
  4. Disponete al centro della sfoglia, ricoprendone circa un terzo, il burro appiattito (data la quantità esigua, potete tagliarlo a fettine sottili dello stesso spessore che affiancherete una all’altra affiancate fino a coprire circa un terzo della sfoglia. Di regola si dovrebbe appiattire il burro freddo a colpi di mattarello).
  5. Ripiegare i lembi di pasta fino a coprire il burro. I lembi di pasta non si devono sovrapporre, li dovete affiancare.
  1. Quindi procedere con le pieghe. Per capire meglio come fare le pieghe, potete fare riferimento alle foto sotto oppure alla videoricetta dei croissant (dal min. 2.40). Tenete conto però che si fanno solo le prime due pieghe (una a 4 e una a 3. Fare prima l’una o l’altra è indifferente).
    Stendete la sfoglia con il mattarello in uno strato di circa un centimetro e fate la prima piega a 4.
  1. Stendete ancora e fate una piega a 3. Queste saranno le uniche due pieghe.
  1. Dopo le pieghe (una piega a 4 e una piega a 3) mettete l’impasto a riposare per almeno 3 o 4 ore.
  2. Dopo il riposo stendete la pasta il più sottile che potete (se avete fatto una dose più grande di questa che vi consiglio potrebbe essere necessario dividere il panetto in due o in tre) ed il più regolare che potete, dandole una forma rettangolare.
  3. Spennellate con acqua e cospargete di granella di zucchero (secondo la ricetta originale di Philippe Conticini) oppure zucchero di canna come ho fatto io. A piacete potete aggiungere gocce di cioccolato, uvetta, canditi, o addirittura formaggio grattugiato per una versione salata!
  4. Arrotolate la sfoglia il più stretto che potete, cercando di tenderla prima di arrotolarla come vi mostro in questo video.
come arrotolare l’impasto per le brioche feuilletée
  1. Dopo l’arrotolamento a rigore dovreste mettere di nuovo l’impasto in frigo (o addirittura in freeser) prima di tagliare le rondelle che devono essere di almeno 2 centrimetri di spessore.
    Se avete una buona manualità potete riuscire ad ottenere delle rondelle perfettamente tonde anche procedendo subito al taglio come ho fatto io. Non schiacciate il coltello sulla pasta quando tagliate, muovete la lama in avanti e indietro senza schiacciare la pasta nè con le mani nè con la lama stessa. Se avete difficoltà fate un passaggio in freezer di almeno un’ora prima di procedere con il taglio.
  1. Sistemare le rondelle ottenute in uno stampo per muffin (notare che il diametro è più piccolo di quello dello stampo, per consentire la lievitazione) oppure in una tortiera a mo’ di torta di rose.
  1. Lasciar lievitare fino al raddoppio (circa 6-8 ore, dipende da quanto è attivo il lievito, in pratica dall’inizio della preparazione alla cottura, considerati i riposi e la lievitazione, passano circa 24 ore).
  1. A piacere prima della cottura spennellare con un tuorlo mischiato pari peso con panna o latte (io non ho spennellato)
  2. Cuocere a 180°C forno statico o ventilato per 18/20 minuti.
  3. Gustare tiepide. Ottime da sole o con marmellata di arance!
brioche-feuilletée-gif

Chiudo dandovi qualche informazione aggiuntiva. Il Papà di questo tipo di brioche è Pilippe Conticini. Se cercate in rete potete trovare le dosi per la sua ricetta. Ad esempio sul blog di Nicoletta. Io mi riservo di provare l’originale un’altra volta Sotto vi lascio il video alla preparazione del maestro Conticini stesso.

Nota: In questa ricetta ho usato il Licoli per la prima volta. Dato che si trattava di un esperimento sia per le brioche sfogliate sia per il licoli, la dose è minima. Dato che l’impasto è lo stesso dei croissant e non sono ancora molto esperta nell’uso e bilanciamento del Licoli mi sono rifatta alla ricetta per croissant con Licolì proposta da Anna di C’è di mezzo il mare (ricetta rivelatasi valida e che vi consiglio di seguire se volete provare a fare i croissant con il licoli oltre che queste brioche feuilletee) che per dei saccottini con licoli. Insomma… ci siamo capiti: l’impasto è sempre lo stesso: cambiano le forme e le rifiniture!

E se ti senti di voler ricambiare con un gesto simbolico la gratitudine per i tanti consigli di cucina e pasticceria…. Offrimi un caffe! clicca qui o sull’icona affianco! ❤

Chiedilo a Cle!

Hai dubbi o domande per l’esecuzione di questa ricetta? Lascia un commento sotto, oppure mandami una email!

Macedonia d’inverno (conserva sotto-spirito di frutti estivi)

Questa è una ricetta “in itinere” di cui nemmeno io conosco il risultato ma che ho il vago sospetto sia strabiliante. Me l’ha suggerita Nonna Lina.

macedonia

Notate che la foto l’ho “presa in prestito” da un’altra macedonia che ho fatto e di cui vi parlerò a breve, per rendere l’idea del post, ma non è questo il risultato che otterrete.

Questa ricetta è’ una vera e propria avventura. Una scommessa! Un vostro fidarmi del mio istinto. Se dovessi darvi la ricetta a cose fatte sarebbe troppo tardi perchè si comincia adesso e si finisce a settembre.

Cominciamo insieme, vi va?! Scommettete insieme a me che sarà buonissimissima?

fragoline-di-bosco

Si comincia con le fragoline di bosco (ancora disponibili per qualche giorno), pari peso di zucchero, e alcool fino a coprire a filo. Io ho trovato una vaschettina di circa 180g di fragoline.
Man mano si aggiungono tutti gli altri frutti estivi a polpa succosa, possibilmente da alberi del proprio frutteto (ciliegie, albicocche, pesche, prugne, pere… , no anguria o melone, nemmeno arance) e si finisce con l’uva, aggiungendo ogni volta frutta e pari peso in zucchero (alcool nulla più).

Se non trovate le fragoline magari potete usare delle normali fragole per cominciare, purchè siano profumate e gustose, se no, partite direttamente con le ciliegie.

Non si aggiungono altre spezie. I frutti più grandi dovrebbero essere tagliati a pezzetti (per facilitare la degustazione e la mescita).

Mia nonna faceva le ciliegie e l’uva sotto spirito per il consumo invernale. Questa macedonia di inverno per me è un’assoluta novità e una vera e propria avventura che durerà tutta l’estate!

Dai! Procuratevi delle fragoline di bosco. Avventuriamoci insieme! 

Facendo delle ricerche in rete, immagino sia qualcosa di simile al Rumtopf, di cui trovate maggiori info a questo link.

In realtà avevo proprio chiesto a nonna se, in assenza di alcool, si potesse usare grappa o altro liquore “bianco”. Lei ha detto di averlo fatto sempre solo con alcool, e così sto facendo io. Liberi comunque voi di sperimentare nuove idee o magari di provare la ricetta del Rumtopf proposta sul sito Agribologna.


Piaciuta la ricetta? Scrivilo nei commenti! Inoltre, potrebbero interessarti anche

Brioche Salentine con il tuppo – Ricetta con lievito di birra

Probabilmente la brioche con il tuppo è nata in Sicilia ed è canonicamente tipica di quella regione. Tuttavia è abbastanza diffusa anche in salento ed utilizzata, invece che con la granita come in Sicilia, a colazione, come alternativa al cornetto con il cappuccino al bar, oppure, calda con il gelato (versione che io preferisco!).

La brioche vuota con il tuppo è la preferita di mia figlia e dato che non si trova facilmente nei bar, specialmente qui nella provincia di Bari, durante la quarantena, per tentare di tenerla contenta ho provato e riprovato a farle.

Brioche-con-il-tuppo

Diciamo che le mie sperimentazioni non sono ancora finite, ma la ricetta che ho testato già tre volte, è comunque valida e volevo condividerla con voi.

Inoltre, durante i miei esperimenti, ho cercato di capire la differenza tra il metodo di formatura delle brioche tradizionale, che prevede il ricavare il tuppo da un unico pezzo di pasta indiviso, ed il metodo moderno per cui si forma prima la palla grande e poi quella piccolina (il tuppo… per quelli del “Norde” tuppo = chignon!).

Nel video vi mostro come formare le brioche seguendo i due metodi.

La differenza tra i due metodi in teoria, dovrebbe essere che con il metodo tradizionale, tirando il tuppo, questo è e resta visibilmente legato al corpo della brioche, mentre con il metodo moderno, anche facendogli la codina, alla fine il tuppo mantiene una attaccatura “posticcia”. Lo vedete già nell’anteprima del video!

Interno-brioche-vuota

Di contro, con il metodo moderno si dovrebbero ottenere delle brioches dalla forma più regolare e gradevole alla vista.

I condizionali sono d’obbligo: le differenze in sostanza sono davvero minime, almeno, per quel che ho ottenuto io! Anzi: non tutte le brioche fatte con il metodo tradizionale avevano il tuppo “legato” alla brioche (lo vedete alla fine del video!!!!)

Brioche-con-la-pallla

La forma, lo so, non è perfetta, sono un po’ accasciate, ma il gusto a noi è piaciuto molto. Comunque non finisce qui la sperimentazione. Voglio provare a farle sia con il LiCoLi sia con il lievito madre, che sto facendo entrambi maturare. Quindi aspettatevi degli aggiornamenti. Intanto provate questa ricetta con il lievito di birra, a impasto diretto (cioè, senza lievitino o poolish).

Brioche-salentina-con-la-palla

Ingredienti per circa 12/15 brioches (1,2 kg di impasto)*

  • 500g farina manitoba
  • 80g latte fresco intero (+ un po’ per spennellare)
  • 15g lievito di birra
  • 175g uova (circa 4 uova medie) (+ un tuorlo per spennellare)
  • 70g zucchero semolato (potete aumentare fino a 100g se le preferite più dolci)
  • 15g miele
  • 8g rhum
  • buccia di arancia grattugiata
  • 175g burro a temperatura ambiente
  • 8g sale

*Ho seguito la ricetta delle brioches con la palla di Luca Montersino sul libro Croissant e Biscotti, con delle minime varianti.

Come si fanno le briohes salentine con il tuppo

  1. Mettere nel recipiente della planetaria o della impastatrice 500g farina e tutti gli altri ingredienti ad eccezione del burro e del sale.
  2. Impastare a velocità ridotta per circa 10 minuti fino ad ottenere un impasto bello liscio.
  3. A questo punto aggiungere il burro ammorbidito poco per volta continuando a impastare fino a che non è tutto amalgamato e l’impasto bello liscio. Alla fine aggiungere il sale.
  4. Lasciare l’impasto nella ciotola, coprire con pellicola a contatto e lasciar lievitare fino al raddoppio (circa 3 ore).
  5. Una volta raddoppiato l’impasto, togliere la pellicola, e impastare nuovamente per un paio di minuti per rompere la lievitazione. Formare una palla, coprire con pellicola e mettere in frigorifero per almeno altre 3 ore.
  6. Togliete dal frigo e formate le palline. Con le dosi in ricetta otterrete circa 1.2 kg di impasto, per cui potete ottenere circa 15 brioches da 80g oppure 12 brioches da 100g. Per la formazione delle brioches vi rimando al video sotto.
  1. Lasciate lievitare le brioche fino al raddoppio (circa un’ora) possibilmente in un ambiente umido (potete lasciare in cucina sobbollire un pentolino di acqua oppure coprire la teglia dove le avete sistemate con pellicola)
  2. Prima di infornare spennellare con tuorlo e panna (o latte), mischiate in pari peso (pesate il tuorlo e aggiungete lo stesso peso di latte o panna).
  3. Cuocere a 180°C per 15/18 minuti a seconda della grandezza delle brioches. Statico o ventilato non ho notato differenza.
  4. Potete consumarle vuote, con crema pasticcera, con nutella, marmellata oppure con il gelato. Se non le consumate subito appena sfornate, potete congelarle oppure conservarle sotto una campana di vetro. L’ideale è scaldarle un pochino al microonde o nel fornetto prima di consumarle nei giorni successivi.

Note e suggerimenti:

  • non lavorare l’impasto nella macchina del pane: si scalda troppo e non ottenete un impasto adatto ad essere modellato. Ricordate le mie brioches spatasciate? eh… ecco il risultato!
  • abbiate cura di pesare le uova, altrimenti l’impasto potrebbe venire troppo molle e non mantenere la forma. Se volete provare la mezza dose prestate ancora più cura a dimezzare correttamente le dosi.
  • Se volete gustare le brioche al mattino appena sfornate, regolatevi con i tempi di riposo a ritroso. Esempio, per poterle infornare alle 7 del mattino, dovreste alzarvi la mattina alle 5 per poterle formare e lasciar fare l’ultima lievitazione. Io di solito le impasto al mattino per poterle poi infornare la sera e scaldarle soltanto un pochino la mattina dopo.
  • Se per qualsiasi ragione le brioche non dovessero venire a dovere, potete sempre utilizzarle per fare dei buonissimi cake pops, come ho fatto io la prima volta!
  • E’ molto importante pesare le pezzature per assicurarvi dei tempi di cottura uniformi in forno, considerato che metterete più brioches sulla stessa teglia. Tendenzialmente la pallina del tuppo dovrebbe pesare circa 20g (la grandezza più o meno di una noce).
  • Anche con il forno statico le brioche mi sono venute quasi tutte accasciate su un lato. Tendenzialmente vi direi di non mettere la ventola per non interferire sulla crescita in forno, ma non ho notato differenza. Decidete voi!
  • sebbene non ci sia sostanziale differenza tra i tuoi metodi, io preferisco il metodo tradizionale, se non altro per risparmiare il doppio passaggio per ogni brioche per sfogliare non solo la palla grande ma anche il tuppo. Richiede comunque un po’ di manualità, per cui seguite liberamente il metodo per voi più semplice. In cucina vige la democrazia!

Chiedilo a Cle!

Hai dubbi o domande per l’esecuzione di questa ricetta? Lascia un commento sotto, oppure mandami una email!

Strudel ai carciofi e fave fresche (ricetta svuotafrigo)

Le ricette svuotafrigo sono quelle che danno sempre una grande soddisfazione. Almeno una volta al mese cerco di tirar fuori tutta la roba in scadenza ed utilizzarla, spesso un un’unica ricetta. Così sono nate tanti piatti di pasta espressa (pensata e condita nel tempo di cottura della pasta). Questa volta, oltre che un piatto di pasta è venuto fuori un buonissimo strudel rustico, che volendo potete anche proporre sotto forma di torta salata. A voi la scelta!

Una magnifica idea anche per un pic nic all’aperto ora che non solo è arrivata davvero la prima vera ma in cui possiamo addirittura permetterci il lusso di uscire di casa senza autocertificazione (ma mi raccomando, sempre con la mascherina!).

strudel-ai-carciofi

Ingredienti per uno strudel (4/6 porzioni)*

*La ricetta è svuotafrigo, per cui le quantità sono indicative. Inoltre per ogni ingrediente vi propongo delle alternative: il concetto è usare quello che si ha, senza dover correre al supermercato per comprare tutti tuttissimi gli ingredienti!

  • un rotolo di pasta brisee/sfoglia oppure mezza dose di pasta matta (se volete fare una torta salata in versione coperta, allora fate una dose intera di pasta matta).
  • 5 o 6 carciofi
  • mezza cipolla tagliata a fettine sottili
  • fave fresche
    (oppure piselli, anche surgelati. Sono facoltativi entrambi, regolatevi sulla quantità in base al vostro gusto e a quello che avete in frigo)
  • 100g stracchino
    (oppure altro formaggio fresco morbido come ricotta, philadelphia, robiola)
  • prosciutto cotto a dadini
    (oppure pancetta, mortadella o speck va bene qualsiasi salume che avete in frigo oppure nulla, la mia preferenza è, scalando, speck, pancetta, mortadella, prosciutto.)
    Per una versione vegetariana omettete pure i salumi, potete invece aggiungere delle noci o altri semi oleosi.
  • pecorino grattugiato e/o pangrattato per assorbire eventuale liquido in eccesso.
  • (facoltativo) mozzarella ben strizzata, scamorza o altro formaggio a pasta filata, se lo avete in frigo e volete un effetto “al telefono”.

Procedimento:

  1. Pulite i carciofi, tagliateli a fettine sottili (più in basso il video per come pulire correttamente i carciofi preservando la parte più gustosa: il cuore) e rosolarli in una padella con olio, cipolla e erbe aromatiche di vostro gradimento e il prosciutto o la pancetta. Aggiungete un mestolino di acqua e fate completare di cuocere a fiamma moderata con il coperchio per almeno 10 minuti. Trascorso questo tempo, aggiungete le fave fresche, alzare la fiamma e lasciar restringere l’acqua di cottura a fuoco vivo. Aggiustare di sale e pepe.
  2. Trasferire i carciofi in una ciotola e mischiare il resto degli ingredienti. Questo sarà il ripieno dello strudel (oppure un ottimo condimento per la pasta, anche senza lo stracchino)
  3. Stendere la pasta matta su carta da forno o pellicola (oppure srotolare la sfoglia!) cospargere il fondo con un po’ di pangrattato e/o pecorino grattugiato. Spalmare il ripieno su tutta la sfoglia lasciando un centimetro dal bordo per poter sigillare. Pissicate bene i bordi della pasta per evitare che il formaggio in cottura fuoriesca.
  4. Aiutandovi con la carta da forno o la pellicola che avete steso sotto la pasta, arrotolate lo strudel e trasferitelo in teglia. A piacere spennellate con un poco di olio di oliva.
  1. Cuocere fino a completa doratura per circa 40 min. a 180/200 (i tempi dipendono dal forno e dalla grandezza dello strudel).
  2. Tagliare a fette e servire: buono sia caldo che freddo, subito o il giorno dopo. E’ perfetto anche nel lunch box.
rustico-ai-carciofi-e-fave-fresche

Con lo stesso ripieno, meno stracchino e mozzarella ci ho condito una ottima pasta!

Sotto il video in cui vi mostro come pulire i carciofi e preservare il cuore (ossia la parte più gustosa del carciofo).

Piaciuta la ricetta? Scrivilo nei commenti! Inoltre, potrebbero interessarti anche

Chiedilo a Cle!

Hai dubbi o domande per l’esecuzione di questa ricetta? Lascia un commento sotto, oppure mandami una email!