Idea regalo: preparato per muffin al cocco (anche vegan) – Edible Christmas gift: coconut muffin in a jar

Visto il larghissimo successo che ha avuto negli ultimi anni il mio preparato per tortino al cioccolato con cuore morbido, continuo con il darvi qualche idea su questo filone e portarlo anche al “livello successivo”. In particolare ho pensato ad un regalo in barattolo che potesse essere utilizzato anche dai vegani o comunque da chi non può mangiare uova e/o latticini.
Doo you remember my last edible Christmas gift in a jar? The chocolate fondant in a jar? (here the recipe). So this year I suggest you the coconut muffin in a jar, which is suitable also for vegan people.

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Questo preparato per muffin al cocco, infatti, può essere addizionato di uova e burro, ma anche in alternativa di banane e olio di semi nel caso in cui chi riceverà il regalo opterà per la versione vegan. Altra genialata, no? Naturalmente sotto vi do le istruzioni da allegare al barattolo nella doppia versione. Io naturalmente li ho testati in entrambe le versioni e devo dire che la ricetta è molto ben riuscita! Certo, al top resta il tortino fondente, ma quello mi vien difficile farlo nella versione vegan (ancora!!!!).

Buoni regali e buona aria di festa.

Ingredienti per circa 1Kg di preparato (5 vasetti) – Ingredients for 1kg powder (5 little jars):

167g farina di cocco coconut grated
333g zucchero sugar
250g farina 00 all purpose flour
167g amido di mais o fecola starch
1 e 1/2 bustina di lievito backing powder (24g)
2 cucchiai di gocce di cioccolato (facoltativo) chocolate drops (facoltativo)

Procedimento per preparare il composto:
Setacciate la farina, l’amido e il lievito e mischiate il tutto allo zucchero ed alla farina di cocco. Distribuite il composto ottenuto in cinque vasetti (circa 185/190g per vasetto o multipli, un vasetto di marmellata da 250g dovrebbe andar bene). Fatto!
Confezionate il vasetto insieme all’etichetta, eventualmente dei pirottini di carta o silicone e naturalmente le istruzioni. che trovate sotto, sia per gli amici onnivori che per quelli vegani.
Method: sift the flour, the starch and the backing powder, add the coconut grated and the sugar. Divide into jars trying to put about 190gr in each jars. In the package add the instructions detailed below (at the bottom of teh page*) and, if you wish, some cupcakes liners. 


Ingredienti & Istruzioni per i muffin al cocco (da allegare al vasetto):

Occorrente: 190g preparato per muffin, 1 uovo, 30g burro, 50g yogurt (al cocco), latte q.b.
Procedimento: In una ciotola mischiare con una frusta le uova, lo yogurt ed il burro fuso. Aggiungere le polveri e mischiare con un cucchiaio di legno. Aggiungere uno o due cucchiai di latte se necessario ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Dividere il tutto in 4 stampini da muffin e cuocere in forno già caldo a 170° per 20/25 min.  Guardnire con zucchero a velo o marmellata.

Ingredienti & Istruzioni per i muffin al cocco Vegani (in foto):

Occorrente: 190g preparato per muffin, 1 banana, 30g olio di semi d’arachidi, 50g yogurt di soia, latte di cocco o di riso q.b.
Procedimento: In una ciotola mischiare con una frusta la banana schiacciata con una forchetta, lo yogurt e l’olio. Aggiungere le polveri e mischiare con un cucchiaio di legno. Aggiungere uno o due cucchiai di latte di cocco se necessario ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Dividere il tutto in 4/6 stampini da muffin e cuocere in forno già caldo a 170° per 20/25 min. Guarnire con zucchero a velo o marmellata.

*Ingredients and Istructions for the coconut muffin (to be attached to the jars):
You will need: 190g powder (in the jar), 1 egg (or a banana mashed for vegans), 30g peanut seed oil, 50g coconut flavoured yogurt (or soy yogurt), 1 tbs. milk or coconut milk if needed.
Mix all the ingredients in a bowl and add the powders. Mix with a wooden spoon. Divide in the muffin mold and cook at 350°F for 20/25 minutes.

 


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Dolcino Vegan per inaugurare il nuovo omaggio Silikomart (Vegan Summer Dessert)

Non so dalle vostre parti, ma qui in Puglia l’estate sembra davvero, davvero timida quest’anno. Poco male per chi come me deve lavorare… ma è praticamente andato a monte il mio progetto di primo weekend al mare! L’Estate pero è tutta concentrata in questo dolcetto, battezzato proprio “Estate” da Luca Montersino, da me però rivisitato in chiave Vegan.
Summer is here (even if not so hot yet!) and Summer is the name of today dessert, which was created by Chef Montersino and I have reinterpreted in a gluten-egg-lactose free recipe, also good for Vegan people.

Estate Veg (10)

Il dolce si compone di biancomangiare al latte di mandorla sormontato da una gelatina all’anguria e cetrioli. Montersino lo presenta in versione mignon (con forme e colori che riecheggiano e riprendono l’idea del celeberrimo mignon salato “Freschezza Estiva”). Io ho pensato di presentarlo invece in monoporzione, sia per testare il nuovo bellissimo stampo “Camelia”, omaggio della Silikomart con cui continua la mia collaborazione, sia perché all’assaggio devo dire che questo dolcetto non stanca affatto, anzi ha un gusto fresco e dissetante, per cui merita davvero a pieno titolo d’esser il solo protagonista nel piattino del dolce! Inoltre in questa maniera non è necessaria la base di biscotto, visto che sarà servita al piatto, rendendo quindi la ricetta molto più adatta alle giornate calde non prevedendo l’uso del forno.
This dessert in made with an almond blancmange  with on the top a watermelon  and cucumber gelée. I took the opportunity to try this recipe with my brand new Silikomart Camelia mold, a gift of Silikomart itself as a sponsor.

Estate Veg (12)

Non solo, ho pensato anche di apportare una piccola variante alla lista degli ingredienti da cui ho espunto tutti gli ingredienti di origine animale e la base di biscotto, rendendo quindi questo dolce del tutto privo di uova, derivati del latte e glutine. In basso quindi trovate la mia ricetta, se volete dare uno sguardo  a quella di Montersino (viceoricetta) cliccate qui. Sono certa apprezzerete la semplicità della lista di ingredienti e il numero minimo di passaggi che rendono questo un dolce che può essere preparato benissimo anche in vacanza, servito in bicchierini magari, in modo da stupire il palato dei vostri familiari ed amici anche quando siete lontane dalla vostra cucina e dal vostro completo armamentario!
As said above the recipe is gluten-egg-lactose free (but feel free to use the cream if you wish to). Also it is really simple to made (only a few steps) so that you can even prepare it while you are at your holyday home and don’t have all your kitchen tools! Actualli you can serve it in glassess or as a mousse cake.

Ingredienti – Ingredients

Per il biancomangiare alla mandorla For the almond milk blancmange
250g Latte di mandorla (*) almond milk (**)
50g zucchero sugar
10g agar agar (oppure 8g gelatina in fogli) agar-agar (or 8g isinglass)
150gr panna vegetale (non zuccherata) – se non avete particolari esigenze va bene anche panna normale soy cream (should you wish to also cream)
1 cucchiaio di liquore amaretto (facoltativo) tbs almond liqueur (optional)
Per la gelée di anguria e cetrioli For the watermelon and cucumber gelée
200g polpa di anguria watermelon flesh blended
50g cetrioli cucumber blended
50g zucchero sugar
5g agar agar (oppure 3g gelatina in fogli) agar-agar (or 3g isinglass)
1 cucchiaio di succo di limone tbs lemon juice

(*) Per il latte di mandorla, se non volete acquistarlo già fatto, potete autorprodurlo in casa molto semplicemente, seguendo le indicazioni di Montersino nel link citato sopra oppure la ricetta del latte di mandorla della mia amica Ravanello Curioso.
(**) Feel free to buy it ready made or follow this recipe (click here) or anyone you might deem appropriate for your needs.

Procedimento – Method

1. Scaldate una parte della polpa di anguria, precedentemente miscelata con quella di cetrioli, in un pentolino con lo zucchero e l’agar agar. Una volta raggiunto il bollore, unite fuori dal fuoco la restante polpa e il succo di limone. Versare sul fondo degli stampi e mettere in congelatore per far rapprendere (nota: l’agar-agar per poter essere “attivato” necessita di essere portato ad ebollizione. Se utilizzate la gelatina in fogli, sarà sufficiente riscaldare una parte della purea fino a 60°C, e poi unire tutti gli altri ingredienti. Mix and blend togheter the watermelon and the cucumber. Heat a little part of it, add the agar agar and the sugar and let it boil for a minute (should you use the isinglas there is no need to boil, just heat up to 140°F to melt it). Pour the mixture on the bottom of the molds you chose. Put in the freezer to let it firm up.
2. Portate a bollore una parte del latte di mandorla in un pentolino con lo zucchero e l’agar agar.
Fuori dal fuoco unite il resto degli ingredienti freddi. (Anche in questo caso, il bollore serve per l’agar-agar, se usate la gelatina in fogli, basterà riscaldare sino a circa 60°C).
Versare il composto negli stampi sulla gelatina già rappresa e mettere in frigo/congelatore per 8/4 ore fino a che non sarà del tutto rappreso. Vi consiglio di far rapprendere in colgelatore, specie se usate stampi in silicone: il modo migliore per sformare infatti i dolci “cremosi” è da congelati.
Heat a little part of the almon milk , add the agar agar and the sugar and let it boil for a minute (should you use the isinglas there is no need to boil, just heat up to 140°F to melt it). Pour the blancmange mixture upon the watermelon and cucumber gelée when it is enough hard. Let the molds rest in the fridge for 8 hours or in freezer 4 hours (I suggest you to put in the freezer: it will be easier to remove from the molds when nice and frozen.
3. A piacere lucidare con un po’ di gelatina a freddo e servire dopo aver lasciato stemperare per 10/15 minuti. Let the blancmange cool down for 10/15 minutes prior to serve.

La variegatura che vedete in questa camelia è dovuta ad un errore: ho versato il biancomangiare alla mandorla prima che la gelée fosse completamente rappresa. Tuttavia l’effetto che ne è venuto fuori non è male! ;D
The marble effect you see in the picture below was due to an error: I poured the blancmange on the gelée too early, it was not firm enough so the mixture mixed togheter in a marbled effect! You know what! I liked the final effect even more! 😀Estate Veg (11)

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Pasta con broccoli e ceci (la massa salentina)

Oggi è San Giuseppe, e tradizionalmente nella mia famiglia oggi si prepara questo buonissimo piatto a base di pasta di semola, broccoli, ceci e pasta fritta.
Qui la versione alternativa con briciole di pane fritto che ho fatto nella puntata di Cuochi e Fiamme ormai andata in onda due anni fa (per chi non lo sapesse qui il resoconto ed il video https://crocedelizia.wordpress.com/videoricette/la-mia-esperienza-a-cuochi-e-fiamme/)!
Da leccarsi i baffi, ve lo garantisco!
Buona festa del Papà, buon onomastico a Giuseppi e Giuseppine e buona festa patronale al mio paesello! 😉

Le Ricette di Cle

La “massa” è il piatto che tradizionalmente si prepara in Salento per San Giuseppe. E’, per così dire, l’upgrade della ciciri e tria , la pasta fresca con i ceci come viene tradizionalmente fatta in salento, la cui particolarità sta nella presenza di alcune tagliatelle di pasta fresca fritte invece che cotte normalmente in acqua. In alternativa alla pasta fritta si può usare anche il pangrattato o la mollica di pane fatta tostare in padella con un filo di olio.
Secondo me la massa è la pasta più buona del mondo, è bona pure fredda!

Quella che vi propongo di seguito è una versione semplificata e salvatempo (esattamente quella che ho portato a Cuochi e Fiamme!! potete vedere la preparazione in trasmissione  qui), Nel procedimento comunque è esplicitata anche la “versione tradizionale”, almeno, come mia madre mi ha insegnato a farla! Sorriso

Ingredienti: (a occhio per 4 persone)

  • 400g…

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Taralli dolci al vino (Sweet biscuits with wine)

Continua la mia collaborazione con Understanding Italy, e dopo la ricetta delle Lasagne al Forno ho deciso di condividere con gli amici anglofoni questa “vecchia” ricetta a cui sono molto legata, i taralli dolci al vino. Dei biscottini che vi conquisteranno e che in più sono completamente senza uova e senza latticini. Cosa aspettate a provarli?
Here is the second recipe I shared with Understanding Italy, those sweet biscuits with wine which are tipically made in Puglia. I hope English readers will enjoy the recipe (you can find the English version here). I hope you’ll try them, as Maria Luisa did,  soon and give me a feedback!

Le Ricette di Cle

Taralli dolci al vino

(For the English version click here)

Ve l’avevo promesso no? Dopo tanto Luca Montersino e ricette complicatucce ritorno con una bella ricetta semplice e pescata direttamente dai miei ricordi d’infanzia. Io adoravo questi biscotti (o meglio taralli dolci, non è un biscotto da inzuppo), li preparava la madrina di mio fratello nella cui casetta in piena valle d’Itria andavo a passare diverse settimane in estate. Lì dove ho potuto per la prima volta bere il latte appena munto, dove si cucinava sotto il caminetto e dove gli gnummarieddi erano più saporiti che in qualsiasi altra punto delle Murge.

Ogni volta che andavo dalla mia cara Clementina speravo di trovare questi taralli dolci, uno tira l’altro, soprattutto grazie alla dolcezza appena accennata che non è mai stucchevole. Non avrei mai immaginato che fossero impastati con il vino! Ricordo la prima volta che li ho visti impastare: rimasi scioccata! Quasi piangevo, mi…

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Crostatine Veg con Spuma di Melanzane (Eggplant Mini Veg Tarts)

Come avete passato domenica e weekend, amici? Io ho tirato un po’ di linee nella lista delle cose da fare per il matrimonio! Che bello quando le incombenze diminuiscono, ed è ancora più bello quando ciò accade in maniera non programmata, fortuita e in buona compagnia, che non guasta mai!
Did you spent a pleasant weekend? I was able to tick a couple of task on my “wedding-to-do-list”! It is so satisfying to manage with such kind of duties, especially when it happens  without planning and while you are with good firends!

Ad esempio, sabato mentre ero in compagnia di cari amici, girovagando tra negozi mi sono imbattuta in lei: la mia bomboniera! Più la guardo e più mi piace: utile, dall’aspetto insolito ed accattivante,  bella… mi vien voglia di spedirne alcune anche ai più fedeli lettori, tanto più che è attinente al tema cucina!!! Occhiolino Chissà, chissà! Oggi invece sono reduce dagli assaggini del menù della sala… mi sento rotolare, ma quello che ho assaggiato mi è piaciuto molto ed anche il menù del pranzo di nozze sta prendendo una forma più definita!!! A bocca aperta
While I was walking for some “windows shopping” with dear friends, I stumbled upon it: the ultimate party favour! The more I see it, the more I like it! Useful, nice, colorful, connected with my cooking passion… I would like to send a couple of them also to you, dear follower… maybe… maybe…!
Also today we  tasted a lot of dishes in order to choose the wedding baquetting menù! I feel like a rolling ball, however I ate something really delicious and now I have cleare in my mind what to serve to my guests!!!  A bocca aperta

Ma passiamo alla ricetta di oggi, che ormai quasi fa un anno che queste tartellette sono nella lista delle ricette in attesa d’esser pubblicate, e poi la mia amica Ravanello Curioso aspettava da tempo ricette Veg in cui utilizzare le famigerate mezze sfere di silicone!!!!
By the way, let’s talk about today recipe: vegan eggplant minitarts with tomato jelly semishpere.

tartellette veg alle melanzane

La ricetta è un adattamento (per certi versi uno stravolgimento) dell’omonima ricetta di Luca Montersino, nella quale è prevista l’aggiunta di scamorza affumicata nella mousse di melanzana. Inoltre le cupolette nella ricetta originaria erano costituite da gelé di gazpacho, mentre io ho usato solo succo di pomodoro, ma per chi non ha (ancora!!!) le mezze sfere, va bene anche un ciliegino tagliato a metà!
The recipe is the result of an adjustment of a Master Montersino recipe, were he add some  dried, smoked mozzarella cheese. Also he used such a gazpacho jello, I simply used tomato jello. Should you have not the right mold, you can use a small tomato!

Ingredienti per 24 pezzi (Ingredients for 24 pieces):

  • 400g pasta brisée Veg (shortcrust salted pastry with no egg nor butter)
    per la spuma di melanzane (for the eggplant foam)
  • 100g melanzane (eggplant)
  • 20g pecorino (goat cheese)
  • 2g menta in foglie (peppermint leaves)
  • 4g olio evo (extra virgin olive oil)
  • sale e pepe q.b. (salt and pepper)
    per la gelée di pomodoro (for the tomato jello)
  • 300g pomodori sbucciati e privati dei semi  (peeled tomatos)
  • 2g agar-agar* (agar agar)
    oppure per i non vegani 6g colla di pesce (or  6g isinglass instead of agar agar)
  • 15g olio d’oliva (olive oil)
  • q.b. origano (oregano)
  • q.b. sale e pepe (salt and pepper)

*Nota: l’agar si solidifica a temperatura ambiente, se vi accorgete che ne avete messo troppo o troppo poco potete tranquillamente far ri-sciogliere il tutto riscaldando e aggiustare il tiro, e ne basta pochissimo, ovvero al massimo 4g di agar in polvere per mezzo litro di liquido. Questa proporzione serve per ottenere una gelatina solida, se invece la volete più cremoso – perché potete giocare sulle consistenze all’infinito – potete diminuire le quantità fino a 2g per mezzo litro. (Fonte: Il Cavoletto di Bruxelles)

tartellette veg alle melanzane

Procedimento (Directions)

  1. Preparare la brisé (potete seguire questa ricetta): in questo caso io ho usato olio di oliva che ha un ottimo sapore nel complesso per la ricetta ma un pessimo potere di impasto, che verrà piuttosto slegato e granuloso. Però se non vi dispiace l’aspetto un po’ rustico, secondo me è la scelta più giusta! Cuocete in uno stampo per tartelletta e mettere da parte.
    (Prepare the shortcrust salted pastry, feel free to use the recipe you prefer)
  2. Preparare la spuma di melanzane: Bucherellate la melanzane con un spiedino di legno in più punti e poi cuocetela in forno o nell’olio bollente (io ho preferito la prima versione!).
    Una volta cotta ed intenerita sbucciatela (la buccia può essere usata per decorare tagliata a jiulienne, io ho tralasciato!) e frullate la polpa con il resto degli ingredienti.
    (Prepare the eggplant foam: pierce the eggplant and cook it in the oven or fry it. Then peel it and blend with all the other ingredients.)

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  3. Preparare la gelée di pomodoro: Incidere i pomodori con un taglio a “x” sulla base e scottarli per meno di un minuto in acqua bollente. Scolarli e metterli in acqua e ghiaccio, quindi spellateli. Tagliateli a metà e privateli dei semi (ovviamente utilizzando dei pomodori grandi impiegherete meno tempo!
    Pesate 300g di prodotto “netto” e frullate il tutto. Scaldate una piccola parte al microonde o a bagnomaria, scioglietevi dentro l’agar agar e passate nuovamente in microonde per qualche secondo. Unire il resto del pomodoro frullato, insaporite con l’olio, l’origano ed il sale. Colate il tutto negli stampi a mezza sfera e passare in freezer per almeno 1 ora e 1/2. Se non avete gli stampi a mezza sfera va benissimo usare dei pomodori ciliegini tagliati a metà.
    (Prepare the tomato jello: peel the tomatos, remove the seeds and blend them. Heat a third part in the microwave and melt in it the icinglass or the agar agar – in this case heat for some other seconds. Add the remaining tomato juice, oil, salt, pepper and oregano. Pour in the semisphere mold and put in the freezer. Should you have not the semisphere mold, use some small tomatoes)
  4. Comporre il mignon: In ogni tartelletta, aiutandovi conun sac a poche, inserite un po’ di spuma di melanzane. Sistemate su ognuna (o solo su una parte) una cupoletta di gelée di pomodoro (ancora congelata) o mezzo pomodoro ciliegino.
    (Compose the mignon: in every shortcrust  tarte squeeze the eggplant foam then add the tomato semisphere when they are still frozen or a little tomato. Shpuld you prefer you can also or in alternative add some cheese)

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  5. Decorare con semi di sesamo o con buccetta di melanzata tagliata a julienne molto fine. Lasciar scongelare per 10/15 min a temperatura ambiente, condire con un filino di olio e servire.
    (Decorate with some sesame seeds and a little olive oil. Let the jello defrost for 10/15 min then serve)

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Cavolfiori stufati con le olive (Braised cauliflower with olives)

Devo dire che i cavolfiori (dalle mie parti anche conosciuti come “mugnulu”) sono tra le mie verdure preferite, ma, stranamente, non mi vengono mai in mente modi creativi per prepararli come contorno o all’interno di una ricetta di pasta. Pertanto, quando sullo schermo del mio iPad il mese scorso è apparsa la copertina di Alice Cucina Magazine di Novembre con in copertina Sergio Maria Teutonico che anticipava una numerosa batteria di ricette a base di cavoli di ogni ordine e specie, l’acquisto era già bello e fatto! Ma questo lo sapete già e ne avete avuto un assaggio con gli gnocchetti di verza e riso.
Do you like cauliflowers? I love them and I always look for new and creative ways to cook them. Last month I found on my favourite cooking magazinne this simple, delicious recipe of Chef Sergio Maria Teutonico (yes, the same of the savoy cabbage gnocchi recipe).

cavolfiori stufati
Ciotoline Vega

Decisamente ottimi sono stati anche questi cavolfiori stufati con le olive: un ottimo e salutare (nonché gustosissimo) contorno, che può essere anche presentato come antipasto in ciotoline da brunch. Quelle che vedete in foto sono state un gentile e graditissimo omaggio di Vega, ditta che si occupa di forniture alberghiere ed hotellerie a 360°, dal tovagliato agli accessori per la tavola, compreso il mobilio stesso. Queste ciotoline le sognavo da tempo e ora, grazie a Vega si sono finalmente materializzate nella mia cucina! A bocca aperta Se un giorno riuscirò davvero ad avviare la mia impresa di catering, so già a chi rivolgermi per le forniture!!!
They were delicious and… healthy! You can serve them as a side dish or in a buffet using a “brunch spoon”. In this pic I used the brunch spoon kindly donated by Vega, which deal with every kind of hotellerie supplies! Should you are interested go and see their website!

Ma passiamo alla ricetta, semplice, semplice, semplice e gustosa, gustosa, gustosa!!
So… Let’s see the recipe: really simple and tasty!

Ingredienti:

  • 500g cavolfiore (cauliflower)
  • 200g olive taggiasche (black olives)
  • 1 ciuffo di prezzemolo (presil)
  • 2 spicchi d’aglio (garlic cloves)
  • peperoncino (hot chili pepper)
  • olio evo (e.v. oliv oil)
  • sale (salt)

Procedimento:

  1. Pulite il cavolfiore, dividetelo in cimette ed eliminate il torsolo.
    (Clean the cauliflower, core it and cut in little pieces)
  2. Fate imbiondire l’aglio con l’olio in una casseruola, aggiungete il cavolfiore e saltare a fuoco vivo. Dopo 5 min aggiungere le olive.
    (Heat the oil with the garlic cloves, add the cauliflower and cook over high heat. After 5 min add the olives)
  3. Regolate di sale, aggiungete un pizzico di peperoncino e proseguite la cottura per altri 10 min. Aggiungete mezzo bicchiere d’acqua e lasciate che tutto si ammorbidisca e si leghi.
    (Add the salt, the pepper, and cook for other 10 min, then add 1/2 cup of water and cook until the cauliflower will be tender and the sauce thick)
  4. Servire con una buona manciata di prezzemolo.
    (Add some fresh presil and serve)
cavolfiori stufati con olive
Ciotoline Vega

Come tutti sanno i cavolfiori hanno un sapore diverso a seconda della temperatura di servizio: io li preferisco leggermente tiepidini. Questi me li sono pappati con il riso al forno. Spettacolari!
Do you know that cauliflower has a different flavours when is cold and when is warm? I prefer it warm. And you?

Suggerimento salvatempo: Se ne preparate in maggiore quantità potete invasettare la verdura ancora bollente, appena spegnete il fuoco, capovolgere i vasetti ben chiusi per far formare il sottovuoto, e una volta freddati, conservarli in frigo per una decisa di giorni (io faccio così per avere cibarie di scorta per la pasua pranzo o la cena lampo al ritorno dal lavoro).


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Delizia Vegan con Pesca e Cioccolato (Vegan choco peach pastry)

Ed ecco la proposta dolce per il contest di Ravanello Curioso per ricette D’estate Vegane.

Una tartelletta con frolla senza uova e senza lattosio, farcita con una crema al cioccolato profumata all’amaretto, sormontata da una cupoletta di gelatina di pesche.
(Here we are with the dessert recipe I proposed for the Ravanello Curioso’s vegan summer recipe contest: a little tart filled with a chocolate cream flavoured with Amaretto – almond liqueur – and on the top a little jello peach dome.)

Come ogni ricetta improvvisata che si rispetti le dosi sono “a occhio” ma il risultato è stato davvero spettacolare! I miei amici, anche quelli “onnivori”, hanno gradito moltissimo, anzi mi hanno suggerito di trovare un none a questo piccolo gioiello di pasticceria “allergy-friendly” e brevettare la ricetta. In attesa di trovare un nome carino (ci ho pensato ma non mi è venuto in mente nulla) ve la propongo! Se siete intolleranti anche al glutine, utilizzate tranquillamente farina di riso per la frolla.
Since I improvized such dessert the recipe is “roughly” – as we said “a occhio” litterally “with eyes”, that refers to the way you mesure the ingredients, i.e. with eyes, approximately, without a specific dosage! However the outcome was really gorg! Even my omnivore friends, who can eat eggs and milk, shouted hurrah to them, and exhorted me to find a name for them and register the recipe with a trademark! Should you want to eliminate also gluten from this recipe, use rice flour for the dough.

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Ingredienti (per circa 20 tartellette) – Ingredients (for about 20 mini tarts):

  • 100g zucchero – sugar  (per la brisée dolce – for the pastry)
  • 200g farina debole (anche di riso)  – all purpose flour or rice flour
    (io ho usato farina 00 anti-grumi del Molino Spadoni)
  • 100g margarina – margarine
  • 50g latte di soia o q.b. per impastare – soy milk (as/if you need to knead the dough)
    (per la gelée di pescafor the peach jello)
  • 150g polpa di pesca frullata – blended peach 30g zucchero – sugar
  • 1g di agar-agar* (o 3g gelatina in fogli per i non vegani)
    1g agar-agar (or 3g isinglass if you are not vegan)
    (
    per la ganache al cioccolato – for the chocolate cream)
  • 150g cioccolato fondente – plain chocolate
  • 150g panna di soia non zuccherata – unsweetned soy cream
  • 3 cucchiai di amaretto – 3 tbs almond liqueur
    (
    per decorare – to decorate)
  • cioccolato fondente q.b. – plain chocolate 
  • cocco q.b. – grated coconut
    *Nota: l’agar si solidifica a temperatura ambiente, se vi accorgete che ne avete messo troppo o troppo poco potete tranquillamente far ri-sciogliere il tutto riscaldando e aggiustare il tiro, e ne basta pochissimo, ovvero al massimo 4g di agar in polvere per mezzo litro di liquido. Questa proporzione serve per ottenere una gelatina solida, se invece la volete più cremoso – perché potete giocare sulle consistenze all’infinito – potete diminuire le quantità fino a 2g per mezzo litro. (Fonte: Il Cavoletto di Bruxelles)

Procedimento – Directions:

  1. Preparare la gelée di pesca (può essere preparata in anticipo e conservata in freezer, potete prepararne in maggiore quantità come metodo “alternativo” di conservare della frutta): Frullare le pesche e portarne ad ebollizione un piccola parte, sciogliervi all’interno l’agar-agar, lo zucchero e unite la restante parte di purea. (Se utilizzate invece la colla di pesce, Ammollare la gelatina in acqua fredda, scaldarne una parte della purea al microonde o a bagnomaria senza portarla a bollore, bastano 60/70°, sciogliervi all’interno lo zucchero e la gelatina, quindi unire la restante purea. Colare la gelée in stampini di silicone a mezza sfera (se non avete gli stampi a mezza sfera colate la gelée in una teglia rettangolare coperta di pellicola) e riporre in freezer a rassodare (o conservarla in freezer).
    Prepare the jello: (you can prepare it in advance and in double dosage and store it in the freezer for some months. Belnd the peaches, boil a tirt part and melt in it the agar agra an the sugar. Then add the cold blended peach. Should you use the isinglass it is not necesary to boil the peach. Just heat it and melt in it the soaked isinglass. Pour the gello in some half-sphere mold and put in freezer to let them become hard. Should you have not the half-sphere mold fell fre to use a squared mold/pan covered with clingfilm.
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  2. Preparare la brisée dolce: Impastare velocemente la farina con la margarina e lo zucchero, aggiungendo latte di soia quanto basta per ottenere una frolla lavorabile. Mettere in frigo a raffreddare per almeno 30 min. Quindi stendere la frolla in una sfoglia di 2/3 mm di spessore, coppare dei dischetti di pasta e foderare uno stampo da minimuffin o per tartellette. Bucherellare il fondo e cuocere per 15 min a 180°. Lasciar raffreddare (o conservare in freezer fino all’utilizzo).
    Prepare the shortcrust pastry: mix toghether all the ingredients and knead quickly. Wrap in foil and puty in the fridge for 30 minutes. Then roll out the pastry, cut some circles and cover a greased minitarts pan. Cook for 15 min at 350°F. Let them become cool (or store in the freezer until you will use them).
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  3. Preparare la ganache all’amaretto: Sciogliere il cioccolato al microonde o a bagnomaria, unire la panna di soia e l’amaretto secondo il gusto. A piacere prima di unire la panna e il liquore potete intingere nel cioccolato il bordo dei cestini di frolla e poi passarli nel cocco (la versione con il cocco è stata più apprezzata), in questa maniera sporcherete meno attrezzatura! ;D Potete anche usare il cioccolato bianco per questa decorazione, ma non è corretto dal punto di vista “vegano” o per eventuali intolleranze al lattosio.
    Prepare the chocolate cream: melt the chocolate in the microvawe. Add the soy cream and some tbs of liqueur as you like it. Should you want to line the tarts with the chocolate and the coconut, prior to add the cream, dip the tarts edge in the chocolate and then in the coconut, so you will not dirty too much pans! I liked much more the tarts with the coconut! You can also use white chocolate but it is not allowed for vegan or lactose allergy.
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  4. Montaggio del dolce: aiutandovi con un sac à poche o dei cucchiaini riempite i cestini di frolla di ganache. Quindi staccare dagli stampini le mezze sfere di gelée e posizionarle (da congelate) sulle tartellette (se non avete lo stampo a mezza sfera basterà tagliare a cubetti lo strato di gelée che avete ottenuto colando la purea di frutta nella vaschetta). Lasciar riposare in frigo per almeno 30 minuti (la gelée si scongelerà e la ganache si rassoderà un pochino).
    Compose the minitarts: using two teaspoon or a sac à poche fill the tarts with the chocolate cream. Then put on the top, when they are still frozen and hard, the peach domes (should you have used the squared mold, cut some cilinder or cubes, when is still frozen and hard). Let the tarts rest in the fridge for 30 minutes: the cream will become thick and the jello will become creamy.
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Sfortunatamente per voi non sono stata in grado di fotografare altro che questo piccolo superstite!!! Sono andati a ruba! Assolutamente da rifare! Ovviamente potete optare anche per una crostata unica sparpagliando i cubetti di gelatina (o le cupolette se avete usato le mezze sfere) sulla crema al cioccolato, come ad esempio nella crostata che vedete in basso, sotto la foto.
Unfortunately I was not able to take a nice pic of no tarts but this last one! Everybody loved them and barely there were no survivor to be photographed for the blog! I have to remake them! Should you want to prepare a larger tarte, just use a square mold for the jello, and cut some cubes to be scattered on the chocolate cream (see the picture and the recipe below, under this pic)!

tartelletta cioccopesca


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Pesto di rucola e basilico per salutare l’estate… (Rocket and basil pesto, just to say “Goodby summer!”

… e per partecipare in extermis al Contest di Ravanello Curioso “Ricette Estive”!

Due mesi di tempo e mi riduco all’ultimo giorno, per fare i “compiti delle vacanze”!!! Non solo le ricette che vorrei iscrivere al contest le ho inventate stamattina, ora al volo mi ritrovo a scrivere in fretta il post (i post, perché sono in due a meritare di partecipare!), prima dello scoccare della mezzanotte! Come dire: le buone abitudini non muoiono mai! Quante notti abbiamo passato sui libri delle vacanze l’ultima domenica prima di tornare a scuola??!! Pensavo di aver chiuso con quelle incombenze ed invece!!!

Il contest di Ravanello Curioso è aperto appunto a ricette estive ma soprattutto Vegane, essendo questa la linea di pensiero/stile di vita dell’autrice del blog. Come sapete sono onnivora ma molto attenta alle scelte/limitazioni alimentari dei miei amici ed in generale del popolo della rete. In particolare a pranzo avevo la mia amica, che ormai avete imparato a conoscere, intollerante a uova e lattosio, per cui spesso mi trovo a sperimentare per lei piatti privi di “pilastri” della cucina “onnivora”. Oggi una sfida in più: limitare anche l’uso di carne e salumi! Sorpresa

Per la sezione “salato” del contest ho scelto questo pesto soprattutto perché segue una della direttiva del contest che è “l’autoproduzione” degli ingredienti: basilico del mio balcone, noci del mio albero, rucola spontanea di campagna, olio delle mie olive… più autoprodotto di così… l’idea a dire il vero era di condirci delle tagliatelle fatte in casa, ma il resto dei preparativi mi ha davvero lasciata senza tempo! Il pesto comunque i prepara in 10 minuti!

Ingredienti per 4 persone (4 servings):

  • un mazzetto di rucola (an rocket bouquet)
  • un mazzetto di basilico (tendenzialmente il doppio della rucola) (a basil boquet, larger than argoula)
  • 6 cucchiaio di olio evo (6 tbs oliv oil)
  • uno spicchio d’aglio (1 garlic clove)
  • 40g pinoli (pine nuts)
  • 6 gherigli di noce (6 walnuts)
  • uvetta (facoltativa) (raisin – optional)
  • sale q.b. (salt)

Procedimento (Directions):

  1. Nel bicchiere del frullatore ad immersione mettete le foglie di rucola e di basilico lavate e strizzate. Versateci dentro qualche cucchiaio di olio, un po’ di aglio ed i pinoli e frullate giusto il tempo necessario per ottenere una crema omogenea.
    (Put all the ingredientz in the blender and mix all togheter just the time needed to make a smooth mixture )
  2. Aggiustate di sale, aggiungete i gherigli di noce spezzettati con le mani e, se necessario, un po’ di uvetta ammollata per smorzare l’amaro della ricola (quella campestre tende ad essere molto amara). (Add as last ingredients the salt and the walnuts. If the pesto is too much bitter, add some soaked raisin)
  3. Ideale per condire degli gnocchi di patate, o delle tagliatelle di semola (integrale) e acqua fatte in casa. Io ero strettissima di tempi e ci ho condito delle mezze maniche.
    (Such pesto is very good for dressing potato gnocchi, or home made pasta. But it is good as well with  every kind of pasta!)
  4. A piacere, se siete onnivori e non intolleranti al lattosio, potete unire del pecorino o del parmigiano. (Should you like/can do it, add some parmesan or goat cheese)

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Il gusto amarognolo ricorda un po’ la pasta con le cime di rapa. Come primo esperimento sono rimasta molto soddisfatta! Da rifare!


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Salame al cioccolato senza uova e senza lattosio (Egg and lactose free chocolate sausage )

Uno dei dolci più amati: il salame al cioccolato. E oggi ve lo propongo in una versione completamente senza uova e senza lattosio, pensato naturalmente per la mia amica Francesca di cui vi ho parlato in occasione del contest per dolci senza uova.
One of the most loved dessert: the choccolate sausage! And this will be loved by everyone: it is egg and lactose free, made for my friend Francesca.

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Un ringraziamento speciale va ad Herbs e ai suoi savoiardi Veg, che mi hanno reso possibile realizzare con un buon risultato estetico questo finto salame. Non ho potuto seguire alla lettera la ricetta causa mancanza di alcuni ingredienti, sarà per questo che mi sono venuti un po’ gommosetti. Però li ho congelati per utilizzarli all’occorrenza e devo dire che in questo caso si sono comportati più che egregiamente.
A special thanks goes to Herbs and her Veggy Savoj biscuits, which made such sausage looks very goodl I stored the biscuits in the freezer so I can use them in every moment.

Ma passiamo alla ricetta del salame al cioccolato. And now go and see the recipe!

Ingredienti :

  • 100 g cioccolato fondente (plain chocolate)
  • 100 g margarina (margarine)
  • 80/100 g di zucchero (dipende dal vostro gusto) (sugar)
  • 75 g cacao amaro (cocoa powder)
  • 3-4 cucchiai di San Marzano Borsci (o marsala, rhum, liquore al caffè, all’arancia… quello che più vi piace) (3-4 tbs of liqueur)
  • 250g di savoiardi Veg o di biscotti senza latticini e senza uova (eggs and lactose free biscuits or Herbs’s Veggy Savoy biscuits)
  • zucchero a velo q.b. per decorare (icin sugar to decorate)

Per i savoiardi Veg – For the Veggy Savoy Biscuits:

380 g di farina(flour)-20 g di fecola di patate(potato flour)-80 g di frumina(stark)-100 g di margarina(margarine) -180 g di zucchero di canna(brown sugar)-170 g di latte di soia(soy milk) + 20 g di acqua(water) -2 cucchiai di miele o sciroppo di riso(2tbs honey or corn syrup) –1 cucchiaino di bicarbonato(1tsp baking soda) – 1/2 cucchiaino di vanillina(1/2 tsp vanillin) – 2 cucchiaini di lievito per dolci(2tsp baking). Per il procedimento vi rimando alle spiegazioni di Herbs. (Direction in Herbs blog)

Procedimento:

  1. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria o nel microonde e lasciare intiepidire. Tritare grossolanamente i savoiardi Veg (o i biscotti) in un cutter. Non devono essere polverizzati. (Melt the choccolate in the microwave. Grossly crumble the biscuits)
  2. Lavorare la margarina con lo zucchero utilizzando un cucchiaio di legno, aggiungere il cacao, il liquore ed infine il cioccolato sciolto. (Mix the margarine with sugar, cocoa and liqueur. Then add the melted choccolate).
  3. Unire infine i biscotti e amalgamare il tutto (Add the biscuits and mix all toghether)
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  4. Stendere sul piano di lavoro leggermente inumidito un foglio di pellicola, in modo che rimanga ben tesa. Versatevi sopra il composto di cioccolato. Aiutandovi con la pellicola formate un salame. Chiudete a caramella, e fatelo rotolare ancora per dargli una forma più regolare. (Shape the mixture as a sausage using the clingfilm. Wrap it as a candy and roll it on the table untill it has a regular cilinder shape)
  5. Far riposare in frigo o in freezer per 20/30 min. Quindi liberatelo dalla pellicola, spolverate di zucchero a velo e servite a fette! (Let the “sausage” rest in the freezer or in the fridge for 30 minutes. Then dust with the icing sugar and cut in slices)

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Se vi piace potete usare oltre ai biscotti anche frutta secca. Should you like you can also add some nuts.


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tartufinicle Crostata cioccolato senza uova delizia veg alla pesca e cioccolato

La Puddhica

Ve l’avevo preannunciata nel post di ieri dedicato alla Scarcella di Pasqua. Oggi vi avrei parlato della mia amata Puddhica.

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Questa qui è per me la ricetta regina del periodo pasquale. Anche perché non essendo una preparazione conosciutissima è ancora strettamente legata a questo periodo, non la si trova tutto l’anno, nè viene in mente di prepararla in altri periodi. Resta un piccolo piacere riservato alla settimana santa, più buono proprio perché non inflazionato! Ricordo che quando da bambina mio padre me le portava, fatte magari da anziane zie, per me la puddhica era più preziosa dell’uovo di cioccolato. Ogni anno riscoprirne l’esistenza era una sorpresa golosa. Un cibo davvero speciale da mangiare insieme.

La puddhica non è un dolce. E’ un impasto a metà tra una brisée ed una focaccia, profumato con agrumi, chiodi di garofano e taaaaanto pepe, presentato nelle tipiche forme intrecciate con le uova incastonate (come gran parte delle preparazoni pasquali dal significato propiziatorio). In alcune zone del brindisino la puddhica indica invece la focaccia con le cipolle (in una versione diversa da quella proposta da me in questa ricetta), che è pur sempre tipica di questo periodo.

La preparazione è anch’essa particolare. E’ simile all’impasto per i purciddhuzzi (ossia come veegono chiamati da noi gli struffoli). Vi do le dosi che mi ha dato mia madre che ovviamente sono sufficienti per sfornare circa 10 piccole puddhiche, come quelle che ho fatto io, oppure un treccione unico, magari con 4 uova incastonate.
Il procedimento che vedete in foto invece si riferisce a dosi per complessivi 400g di farina.

Ingredienti:

  • 500g semola di grano duro
  • 500g farina 00
  • 250g olio extra vergine d’oliva
  • 5/6 chiodi di garofano
  • la buccia di un limone
  • la buccia di un’arancia
  • mezzo cucchiaio di sale
  • acqua/vino q.b. (circa 400 ml)
  • un cucchiaio colmo di pepe nero macinato
  • uova per decorare*

*Eccezion fatta che per le uova di decorazione, la ricetta non contiene nè latticini nè uova ed è quindi adatto ad essere consumato da vegani, vegetariani o intolleranti a uova e lattosio.

Procedimento:

  1. Scaldare l’olio sino a farlo bollire leggermente con le bucce degli agrumi ed i chiodi di garofano.
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  2. In una ciotola mischiare le due farine con il sale e il pepe. Versarvi un po’ per volta l’olio caldo aromatizzato mescolando d’apprima con un cucchiaio e poi con le mani (si raffredda subito).
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  3. Sfregare l’impasto con le mani sino a che la farina non acquista la consistenza della sabbia bagnata (metodo sabbiato appunto).
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  4. Aggiungere tanta acqua e/o vino (in eguale proporzione) sino ad ottenere un impasto simile a quello per la focaccia.
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  5. Lasciar riposare l’impasto una ventina di minuti, quindi dargli la forma che preferite. Ad esempio io ho creato una base piatta e creato una treccia come bordo formando una specie di nido. A piacere decorate con le uova che potrete fermare con la tipica croce di pasta.
    puddhica
  6. Infornare a 180/190°, per circa 25min (le piccole, un’oretta il treccione unico) o comunque sino a che saranno ben dorate. Nota: per le piccole puddhiche potrebbe essere opportuno pre bollire le uova per 2 o 3 minuti per consentirne una totale cottura anche in forno.

Ed eccole qui, pronte per essere regalate (e mangiate) il sabato della vigilia!DSCN1577

Buona Pasqua a tutti! ;D

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